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Il calotipo: I miei esperimenti – Seconda parte, di Enrico Maddalena

 Il calotipo: I miei esperimenti – Seconda parte, di Enrico Maddalena

 

12 aprile 2007. “Questa mattina sarei dovuto andare all’Aquila alla facoltà di Scienze Motorie a tenere una lezione, ma i ragazzi non c’erano (hanno prolungato le vacanze) e sono rimasto ad Avezzano. Ho utilizzato la mattinata per un nuovo calotipo: un secondo ritratto. Mi sono seduto con l’orologio in mano e sono rimasto in posa per tre minuti. Troppi! Nella bacinella l’immagine è comparsa subito e, mentre la sciacquavo precipitosamente sotto il rubinetto e la passavo quindi al fissaggio, ha continuato ad annerirsi.

Perbacco, ho problemi di sovraesposizione e debbo accorciare la posa! Non mi sembra vero, abituato come ero a tempi di ore con l’annerimento diretto”.

13 aprile 2007. “Appena tornato da scuola, ho esposto il 30° calotipo, sperimentando anche un nuovo cartoncino, piuttosto rigido e liscio da un lato, rigato dall’altro. L’intenzione era quella di ottenete una migliore definizione rispetto alla carta per acquerelli rugosa e porosa. Appena ho iniziato a passare il pennello con il nitrato d’argento, mi sono accorto che la soluzione era praticamente finita. Mi sono quindi precipitato a prenderne di fresca ed ho ripreso le passate col pennello. Solo che questa interruzione e ripresa compare sull’immagine. Il cielo era intensamente velato, quindi ho esposto per due minuti. Decisamente troppi anche questa volta. Immersa in acido gallico, l’immagine è comparsa immediatamente e, benché mi precipitassi a sciacquarla e fissarla, si è scurita troppo. Sovraesposizione e sottosviluppo: mancano i neri pieni, ma tutta l’immagine ha una tinta marrone.

Prese le figlie dalla scuola, in attesa che mia moglie ci chiamasse per il pranzo, ho sensibilizzato un altro foglio (la solita carta per acquerelli) ed ho esposto per 40 secondi. A giudicare dal tempo di comparsa dell’immagine, potrei diminuire ancora l’esposizione (o aumentare l’acido acetico nel bagno rivelatore). Mi sto avvicinando all’istantanea?

Questo 31° calotipo stavolta è decisamente buono. L’immagine è nitida e si vedono perfino i raggi delle ruote. Anche i due alberelli di alloro sono ben delineati.”


 
16 aprile 2007. “Anche oggi, tornando da scuola e nell’attesa del pranzo, approfittando di uno splendido sole, ho chiesto alle mie due figlie di posare per un calotipo. L’esposizione è stata di un minuto e 10 secondi, esposizione stimata “a naso”, d’altra parte nell’Ottocento non avevano ancora inventato gli esposimetri. Questa volta il risultato è buono. Nell’acido gallico l’immagine è cominciata a rendersi visibile dopo un minuto ed ha continuato ad intensificarsi molto lentamente. Il negativo ha quindi raggiunto un buon grado di contrasto. Patrizia (in primo piano) e Simona sono sedute sulle scale che danno sul giardino. Si nota anche l’ombra del braccio di Patrizia sul pantalone bianco. Come è naturale, si nota la granulosità della carta per acquerello. Per migliorare la lettura dei dettagli, dovrei provare con un cartoncino più liscio.”

20 aprile 2007. “Era proprio come pensavo: sviluppo invecchiato. Ho gettato tutto e ne ho preparato di fresco. Ho poi ripetuto l’esposizione per lo stesso soggetto (un minuto e mezzo), utilizzando un cartoncino da disegno liscio. Mi ricordavo infatti di una delle prime immagini ad annerimento diretto venute molto nitide, anche se non uniformi, grazie alla superficie liscia.

Ho bagnato per bene il cartoncino e, quando si è asciutto, ho passato a pennello le due solite soluzioni. Nello sviluppo (limpidissimo) l’immagine si è formata gradualmente prendendo forza. I neri sono neri e non tendenti al marroncino e c’è un buon contrasto. La distribuzione del sale sensibile non è risultata molto uniforme e fin’ora, per quanto riguarda l’uniformità dell’assorbimento delle soluzioni, niente è riuscito a superare il cartoncino per acquerelli. Si distingue bene l’albero, i cui rami non sono molto nitidi a causa di una leggera brezza che li ha agitati tutto il tempo. Si nota anche l’edera sul muro ed in basso la trama delle betonelle.”

22 aprile 2007. “Questa mattina ho prodotto il mio 38° e 39° calotipo. Star fermi, immobili per due minuti, non è cosa facile. L’ho provato di persona.”

Immagini:

1) 13aprile.jpg: “Il calotipo del 13 aprile”

2) 16aprile.jpg: “Ritratto a Simona e Patrizia”

3) 20aprile.jpg: “Lo storico muretto della prima foto”

4) 22aprile.jpg: “Il mio autoritratto del 22 aprile”
 
 
 

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4 commenti

  1. Ecco completato il ciclo de “Il calotipo” con la seconda parte de “I miei esperimenti” di Enrico Maddalena. Sono grato a Enrico di accettare i tempi lenti della meditazione di Agorà Di Cult che sono volti principalmente a far nascere o accrescere la passione fotografica. Con il suo contributo egli trasmette a tutti la sua grande passione. Complimenti vivissimi Enrico!

  2. Ho aspettato con trepidazione e curiosità la seconda parte del post di Enrico Maddalena sul calotipo: i suoi articoli sanno trasmetterci l’entusiasmo che lui prova per la sperimentazione, la ricerca e sanno risvegliare la fiammella , a volte un po’ sopita, della passione in ognuno di noi. Non finirò mai di ringraziare Enrico per questo suo ruolo di stimolatore, un ruolo che egli svolge con una competenza e un entusiasmo che sono incomparabili. Grazie di cuore per quello che sai trasmetterci ed insegnarci. Con infinita stima Massimo

  3. Cari amici,
    grazie per la benevolenza con la quale mi seguite. Proprio qualche giorno fa i vicini hanno tagliato l’edera ed il melo al quale, grazie ai ripetuti esperimenti di ripresa, mi ero affezionato 🙁

  4. Sono stato allertato da un ex prof di chimica: i componenti chimici della fotografia sono da trattare con dovute cautele e smaltiti con attenzione. Spesso sono molto, molto inquinanti. Qualcuno tossico, qualcuno cancerogeno. Cercando in internet smaltimento acido gallico viene anche fuori che pure questo componente va smaltito con attenzione. Certo che nella sua lunga esperienza Enrico fa la cosa giusta, chiedo che sia data una giusta, non allarmistica, attenzione alla chimica che un principiante può usare in maniera incosciente. Cortesemente vi invito a mettere in calce agli articoli una qualche frase di avvertimento. Divertimento non deve accompagnarsi a inquinamento. Grazie della pazienza.

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