ArchivioEventi di studio della fotografia

Maurizio Tieghi – 3° conversazione

Ai margini della realtà

Inquadrare concetti, fabbricare visioni

 Conversazione n.3, Prima parte:

 

LA VERITÀ  IMPROBABILE DELL’ IMMAGINE OTTICA,

DOPO BLOW UP.

L’influenza di Blow Up sulla fotografia: la ricerca della concettualità fra la fine degli anni sessanta
e gli anni settanta del ‘900 in Italia

 Il corso seminariale di fotografia concettuale, liberamente ispirato al film Blow Up di Michelangelo Antonioni, è promosso dal Fotoclub Ferrara con la collaborazione del Centro Etnografico del Comune di Ferrara. Le conversazioni sono pensate e tenute da Roberto Roda del Centro Etnografico ferrarese

Prima di “Blow Up” un altro film di Antonioni, Deserto rosso, aveva indicato alla fotografia la via dell’astrazione.

In modo quasi maniacale il regista aveva fatto ridipingere interi edifici, nelle parti interne ad anche negli esterni, per renderli cromaticamente in sintonia con il personaggio del film ripreso in quel contesto

Questa lezione fu raccolta da uno dei fotografi italiani che più ha saputo, guadagnarsi notorietà all’estero, il modenese Franco Fontana, ritenuto giustamente un maestro nell’uso del colore.

Alcune sue brevi parole tratte da una recente intervista “…si tratta sempre di cancellare per evidenziare. In ogni situazione cerco la significazione, la sintesi delle cose affinché da oggetto diventino soggetto, e il compito della fotografia creativa non è illustrare o rappresentare ma esprimere….”

Certamente Antonioni conosceva le opere pittoriche di  Mark Rothko (Daugavpils, 25 settembre 1903 – New York, 25 febbraio 1970), pittorestatunitense classificato come espressionista astratto i cui quadri, con forme geometriche precise e diversamente colorate, richiamano fortemente le fotografie di paesaggio fatte da Franco Fontana.

 Queste alcune opere di MarkRothko

 

Ma Blow Up ebbe nell’universo della fotografia un impatto ben maggiore di Deserto rosso e finì per influenzare (anche negativamente) un’intera generazione di giovani fotografi. La rarefatta riflessione concettuale di Antonioni sull’ambiguità e la polisignificanza della fotografia e sull’erotismo fotografico, venne idealmente raccolta in Italia, fra la fine degli anni sessanta e la prima metà dei settanta, da una gruppo di fotografi concept (ma forse meglio sarebbe parlare di artisti fotografi).

Ugo Mulas con le sue Verifichedove il concetto dell’immagine ingrandita in fasi successive è perfettamente in sintonia con i significati contenuti in Blow Up.


Il grande fotografo prematuramente scomparso  ha lavorato con gli artisti d’avanguardia dell’epoca, nella moda e scritto libri.

Naturalmente in questa conversazione non è possibile trattare i molti fotografi italiani che hanno operato in quegli anni, quindi ricordando il già citato modenese Franco Fontana ci limiteremo ad inquadrare una piccola parte dell’Emila, che da Modena passando per Cento arriva a Ferrara, città che diede i natali a Michelangelo Antonioni

Ferrara 10/05/2012

Maurizio Tieghi

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3 commenti

  1. Caro Maurizio, mi sarebbe piaciuto ascoltare la lezione di Roda, il parallelismo tra Rotko, Antonioni, Fontana, Mulas, le influenze tra pittura, fotografia, cinema che fanno parte della storia della pittura, della fotografia, del cinema e dell’arte in generale, purtroppo gli impegni sono sempre tanti…
    Complimenti al Fotoclub Ferrara per il vs nutrito calendario di incontri! So che, causa il sisma, è stata chiusa forzatamente la vs sede e avete dovuto sospendere le attività, vi auguro di riprendere al più presto e proseguire questo splendido percorso.
    Pino Valgimigli

  2. Nel mondo degli anni ’60 – ’70 in immagini che ci presenta Maurizio Tieghi dai film BlowUp e Deserto Rosso e quelle di Franco Fontana, maestro della poetica fotografica italiana di quegli anni, riconosco che proprio questo è l’ambito culturale ed emotivo a cui ho appartenuto allora, ma che continua, anche se non avendone sempre piena coscienza, pure ad essere fonte di ispirazione.
    Trovo che questa, ma anche le altre di Agora Di Cult, siano presentazioni molto stimolanti per le proposte di riflessione che inducono sulla fotografia in genere, sulla sua storia e la sua attualizzazione.
    Alida Canton

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