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The Collector’s Choice – Cinzia Busi Thompson

The Collector’s Choice

Opere dalla Collezione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Modena, Ex Ospedale Sant’Agostino, fino al 22 luglio 2012

Per altre informazioni consultare il sito www.fondazionefotografia.it

Una mostra assolutamente imperdibile poiché difficilmente, in Italia, si ha l’occasione di vedere dal vivo opere di grandi autori contemporanei internazionali così significativi.

Essa comprende oltre 100 opere tra fotografie e video ospitate in una magnifica cornice con un allestimento severo che lascia spazio alla visione e alla riflessione.

Ma soprattutto ciò che è offerto allo spettatore è lo stato dell’arte della fotografia contemporanea che è molto complesso e articolato.

Infatti, oggi la fotografia può essere considerata, a tutti gli effetti, una forma artistica, in altre parole completamente slegata da ogni presunta e intrinseca oggettività che si suole attribuirle.

Si tratta di quella fotografia che, pur lavorando nella e sulla realtà, attraverso essa cerca di raccontare qualcosa che va oltre il visibile ponendola in un contesto eccezionalmente ampio che, semplificando, chiamerò arte.

Le immagini in mostra sono il prodotto di oltre una ventina di autori di fama internazionale che hanno contribuito, negli ultimi venti anni, a questa svolta e mostrano come le loro opere, in questo periodo, si siano evolute verso questo scopo.

L’attenzione è stata focalizzata sul modo in cui essi hanno definito una strategia che, da un lato, cambia il nostro modo di pensare il mondo fisico e sociale e, dall’altro, fornisce dimensioni straordinarie del mondo.

Sin dalle prime immagini appare evidente come l’atto della creazione artistica cominci molto prima dello scatto, in altre parole nel momento in cui si manifesta l’idea e inizia un progetto per realizzarla.

Alcuni lavori concentrano il significato in un’unica immagine; questa caratteristica si lega con forza ai tableau pre-fotografici, pittorici dello XVIII-XIX secolo. Ciò perché nei dipinti può essere trovato un modo efficace di creare un contenuto narrativo attraverso la composizione di gesti e stili.

Vediamo in particolare alcuni autori cominciando da Thomas Ruff che propone uno dei suoi tanti ritratti tipo “formato tessera” presentandolo in dimensioni ingigantite (210×165) che porta a uno straniamento dello spettatore. Generalmente, il ritratto funziona come indice, simbolo, icona e metafora del genere umano e spesso ci porta a fare dei confronti con noi stessi, a simpatizzare o empatizzare con il soggetto, ma nel suo ascetismo quest’opera fa cortocircuitare questo meccanismo e ci fa chiedere non più CHI?, bensì PERCHÉ?

La stessa ricerca d’identità personale si applica anche a un altro “genere”, quello del paesaggio (ad esempio quelli di Andreas Gursky e Thomas Ruff, ma anche quelli “ricostruiti” di Thomas Demand e James Casebere) poiché nella fotografia c’è sempre il bisogno di controllare e ordinare il mondo naturale. È indubbiamente presente il desiderio di documentare gli enormi cambiamenti che l’industrializzazione ha recato al territorio ma, soprattutto, il paesaggio parla della millenaria lotta fra cultura e natura.

Con la narrazione (Jeff Wall è sicuramente uno dei suoi maggiori esponenti ma anche l’opera di Anna Gaskell e Cindy Sherman entrano in questo “genere”) si esplorano gli elementi di finzione e la relazione tra fotografia e realismo e realtà: in nessun momento crediamo di trovarci di fronte alla realtà. Infatti, per la drammatizzazione, ottenuta tramite l’illuminazione artificiale o l’uso di scenografie, sappiamo subito di non essere di fronte alla realtà ma a un mondo fabbricato e inventato.

Matthew Barney con le sue serie Crewmaster è l’autore che ci porta più vicino di tutti alla concezione di un portfolio. Con un numero molto limitato di immagini riesce con maestria a creare una forte tensione narrativa che il più delle volte disorienta lo spettatore.

Lo spazio è tiranno e devo terminare lasciando a voi il piacere della scoperta di tutte le altre opere e autori.

Quello che mi preme sottolineare è che probabilmente non è una mostra “facile” poiché è molto concentrata a livello estetico e di contenuti.

Ho voluto solo segnalare alcune delle sensazioni più intense che essa mi ha regalato e vorrei invitare tutti quelli che andranno a visitarla a leggere con attenzione le didascalie, a comprare il catalogo (costa € 24) per capire gli enormi cambiamenti che la fotografia ha affrontato in questi ultimi decenni e per non rischiare di rimanere interdetti davanti a fotografie che possono sembrare enigmatiche mentre, quando contestualizzate storicamente, appaiono chiarificatrici di questa evoluzione.

Grazie a tutti e buon divertimento!

Cinzia Busi Thompson

26 giugno 2012

Cindy Sherman Untitled Film Still, 1979 fotografia a colori courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
James Casebere Landscape with Houses (Duchess County, NY) #1, 2009 stampa digitale courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Matthew Barney Cremaster 1: The Goodyear Waltz, 1995 Stampa digitale courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Thomas Ruff Ritratto, 1989 c-print courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Richard Prince Untitled (Paisley at), 1982 stampa fotografica in bianco e nero courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Thomas Struth Times Square, New York, 2000 c-print courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Fischli & Weiss Busy (Kitty), 2001 Video courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Anna Gaskell Untitled #2 (Wonder Series), 1996 c-print courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Andreas Gursky Arena III, 2003 c-print courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
Larry Clark Tulsa, 1968 stampa alla gelatina d’argento courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo © l’artista
 

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3 commenti

  1. Complimenti vivissimi a Cinzia Busi Thompson che per prima ha realizzato un Post su una mostra che ha visitato. Ora in tanti potranno conoscerla!
    Sono molto importanti queste condivisioni perchè Cinzia ci ha scritto il suo parere sulle opere in esposizione, non ne ha solo dato notizia.
    Il Post non scade mai e se qualcuno avrà l’occasione di vederla potrà inviare il proprio commento allargando così la gamma delle argomentazioni critiche.

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