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4:03 e 9:00 – di Luca Monelli

4:03 e 9:00 – di Luca Monelli

Alle 4:03 del 20 maggio 2012 un terremoto improbabile e misterioso scuoteva San Felice sul Panaro (MO), e poi ancora alle 9:00 del 29 dello stesso mese, devastando il centro storico e seminando terrore e morte nei comuni modenesi e nelle Provincie di Ferrara e di Mantova.

Luca Monelli è il Presidente del Photoclub Eyes – BFI di San Felice sul Panaro, il portfolio “4:03 e 9:00” è la sua testimonianza fotografica del  rapportarsi col suo paese ferito in quei giorni tremendi.

Domenica 26 maggio 2013 a San Felice sul Panaro si terrà il “Magico 2013 – Diario di un sogno” nell’ambito di FOTOINCONTRI 2013, trovate il programma al link:

http://www.fotoincontri.net

Questo festival non è solo un’attività fotografica ma è l’espressione viva della determinazione dei soci del Photoclub Eyes a reagire alle gravi condizioni materiali e psicologiche in cui si trova la gente di questa terra.

da Luca Monelli
Queste immagini sono state realizzate dopo poche ore dai tragici eventi che hanno colpito il nostro territorio, in particolare San Felice sul Panaro in provincia di Modena dove sono nato e dove tutt’oggi abito.
Nonostante che io possegga più apparecchi fotografici, per realizzare questo portfolio ho utilizzato l’iPhone 4. Le motivazioni di questa scelta sono state diverse. Innanzitutto per “pudore”, il pudore di fotografare il dolore delle persone che avevano vissuto tragici momenti e che avevano perso la casa, fra l’altro nel paese in cui vivi anche tu e dove conosci tutti. Il fotografare con il telefono mi permetteva di passare quasi inosservato. Altra motivazione è stata che, utilizzando già da tempo l’iPhone per fare fotografie, spesso usavo l’App chiamata Hipstamatic che crea una cornice interessante ed un formato quadrato che a me piace molto. Le immagini selezionate sono poi state stampate in un laboratorio digitale via internet (www.pixarting.com) su un supporto cartonato che si chiama Teso Fedrigoni.
Tornando alle immagini ho selezionato quelle, a mio parere, più interessanti ed al tempo stesso più rappresentative … quelle che raccontano sia i gravissimi danni che il nostro paese a subito ma con una speranza alla rinascita ed alla ripresa. Purtroppo ad un anno dal sisma molti dei luoghi che ho fotografato sono ancora nelle stesse condizioni … anzi possiamo dire che ci sono stati dei peggioramenti dovuti alle intemperie.
Spero che pubblicando le immagini si possa mantenere viva l’attenzione sui nostri problemi.
Grazie.

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9 commenti

  1. Luca Monelli con “4:03 e 9:00” ci comunica una riflessione a caldo sulla propria esperienza sismica con un’opera narrativa tematica, realizzata con i-Phone nei giorni immediatamente successivi agli eventi tellurici nella sua San Felice sul Panaro.
    Io ne parlo come compagno di sventura che ha condiviso gran parte dell’esperienza sismica, dato che abito a soli 25 km dal sua città.
    Il terremoto del 20/05/2013 a San Felice sul Panaro, essendo l’epicentro, ha colpito con grande ferocia oltre le abitazioni, le campagne, i capannoni industriali, anche la Rocca, la Chiesa Parrocchiale, la Torre dell’orologio, e in vario modo tutti gli edifici del centro storico.
    Non a caso Luca fotografa gli edifici storici identitari per rappresentare i segni del trauma collettivo patito, infatti questi simboli della sua città colpiti al cuore sono la metafora più efficace per comunicare ciò che è accaduto.
    Parlare del terremoto è difficile perché sembra non finire mai, e anche quando tace temi che stia accumulando energia per poi scaricarla ferocemente da un momento all’altro.
    Quando il terremoto ti è entrato nell’inconscio vivi in continua allerta, ogni tintinnio mette in moto la reazione di difesa dei tuoi cari e della tua persona. Io tengo ancora ben in vista una bottiglia d’acqua appoggiata sul davanzale perché mi permette di capire, guardando la sua superficie, se uno scricchiolio è dovuto a una scossa oppure ad altro.
    Riflettere su un evento occorre allontanarsi da esso, altrimenti la storia non ancora finita muove quella paura di possibili conseguenze tragiche che blocca ogni riflessione. Nel caso del sisma non ci si può allontanare da lui, perché è solo lui che può allontanarsi da te.
    Gli scatti discreti dell’i-Phone di Luca Monelli hanno il coraggio di guardare il proprio paese colpito a morte, ma anche la forza morale di alzare la visione verso il futuro col sorriso giocosa della bimba colta nella tendopoli, e gli uccelli che tornano a volare sulla Rocca che sembra intatta.

  2. Un anno fa la paura é entrata a far parte nella nostra vita….. Adesso le foto fanno ritornare a galla i ricordi di quei giorni.
    Adesso come allora….TENIAMO BOTTA !

  3. La pubblicazione “tempestiva” nel giorno dell’anniversario dell’evento riporta alla memoria i mesi difficili che sono seguiti alla prima devastante scossa. Sapendo che ad un anno di distanza le cose non sono cambiate di molto e si è ancora lontani al ripristino della “normalità” si può dire che è un reportage attualissimo, drammatico ma discreto in cui si è scelto di non spettacolizzare il dramma, pur sempre evidente, con foto di sofferenza e disperazione.

  4. Apprezzo la capacità dell’autore, a poche ore dal sisma, di realizzare immagini che ci toccano nel cuore. Solo chi ha vissuto tale esperienza condivide pienamente lo stato di precarietà…e l’attaccamento alla vita! Dalle recenti interviste alla TV so che poco è stato fatto, ma emerge la forza, la dignità delle persone che guardano con fiducia al futuro, come Luca Monelli che con pudore e coraggio ci ha narrato la sua esperienza sismica.

  5. La solidarietà che tante persone hanno dimostrato nel dopoterremoto, mi auguro prosegua ancora e che in questo fine settimana siano presenti a San Felice sul Panaro migliaia e migliaia di persone.
    Pino Valgimigli

  6. … che angoscia ri-vedere la tanto fotografata e allegra San Felice sul Panaro immortalata in simili tragici scatti! Mi auguro che Luca Monelli e tutti quanti hanno vissuto quei momenti tragici e stanno, purtroppo, ancora soffrendo tra mille difficoltà, possano presto riavere, al meglio, la loro bellissima terra. Un saluto, di cuore, a tutti!

  7. La narrazione ferma l’attimo a quei giorni tremendi e propone la realtà dell’evento sismico con crudezza e semplicità allo stesso tempo. il bianco nero esalta la drammaticità, il taglio evidenzia quello che il cuore di Luca ha provato…
    Un forte in bocca al lupo a tutta la Regione e Area colpita e un bravo al fotografo. Lugo

  8. Narrare il proprio paese in una simile tragedia, vissuta in prima persona diventa difficile, l’atto del fotografare per un fotoamatore potrebbe sembrare agli occhi di altri una prepotenza o una arroganza ,invece nelle foto di Luca vi leggo rispetto e sensibilità ,un pudore psicologico, scattando con il telefonino vuole passare inosservato ,perché inconsciamente si sente in colpa, ma qui la fotografia diventa un atto documentario come il chirurgo quando opera .
    La fotografia per rappresentare il tragico teatro, ma anche a ricordare a coloro che non l’hanno vissuto la devastante sciagura. Anche il mio paese di nascita, Rovereto di Novi ha subito danni enormi, questo è un terremoto anomalo ha lasciato in piedi la casa vecchia di famiglia e raso a terra quella di fianco nuova costruzione di 9 anni. Auguro a tutti i paesi e agli abitanti forza e coraggio.

  9. Domenica 26 sono ritornata a San Felice,come tanti altri fotografi affezionati al “Magico”.Dopo il terremoto non ero mai tornata, me ne mancava il coraggio, volevo conservare intatti tanti bei ricordi dei carnevali, portfoli, mostre.(Purtroppo ho potuto scattare dopo un anno alcune foto del tutto simili a queste, toccanti, di Luca:tante situazioni non sono cambiate.) Però è stato magnifico vedere che il paese pur offeso dal sisma ha voluto mostrare a tutti le sue nudità,il suo volto sfregiato e riproporre la festa con l’orgoglio di chi non si lascia abbattere. A tutti voi il mio affetto

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