Comunicazioni del Dipartimento

La Confermazione – di Silvano Bicocchi

La Confermazione

Dopo la mia intervista, pubblicata su FOTOIT e postata su Agorà Di Cult, spero che si sia allargato il gruppo di appassionati fotografi che hanno compreso il pensiero del Dipartimento Cultura FIAF. Infatti abbiamo dimostrato che gran parte della nostra attività è protesa nel dare visibilità ai percorsi personali dei soci FIAF iscritti ad Agorà Di Cult ed alle opere presentate nelle attività promosse dalle Associazioni aderenti alla Federazione. Parlo di tutte le piccole o grandi attività che i Circoli Fotografici aderenti alla FIAF svolgono nei territori di loro competenza.

Grand Hotel di Cesenatico al Congresso Nazionale del 2005
Grand Hotel di Cesenatico al Congresso Nazionale del 2005
 
E’ importante capire che i progetti personali si compiono nelle realtà locali dei Circoli e che vengono avvalorate a livello nazionale con la pubblicazione su Agorà Di Cult.
Questo è importante perché “nessuno è profeta in Patria” e tutti sappiamo che è fondamentale il riconoscimento dall’esterno, rispetto al Circolo d’appartenenza, del valore di ciò che ognuno di noi fa per acquisire quell’autorevolezza necessaria a continuare il proprio percorso coraggiosamente intrapreso.
All’atto dell’iscrizione ogni iscritto ad Agorà Di Cult ha indicato nel proprio profilo il percorso, o i percorsi, che lo interessavano e 78 su 121 iscritti hanno dato seguito, in varia forma ed entità, a questi propositi. La scelta del percorso è una vicenda solo personale! Per questa ragione il Dipartimento Cultura FIAF non chiede conto a chi non ha fatto nulla.
Sappiamo che purtroppo la vita può presentare tante difficoltà inaspettate che sconvolgono i progetti. Pertanto non perdete la voglia di sognare e la speranza di riuscire, perché nel Dipartimento Cultura FIAF c’è sempre il tempo per ricominciare, in quanto una passione ci accompagna per tutta la vita. Quindi chi non è riuscito a fare ciò che sperava in questi primi tre anni è calorosamente invitato a riprendere con convinzione il proprio percorso.
Statisticamente circa il 65% degli iscritti ad Agorà Di Cult, in varia entità e forma, esprimendosi nelle attività locali, nazionali, o sul blog ha compiuto un tratto, breve o lungo che sia, del proprio percorso.
Nel fare ciò ha confermato i propri propositi iniziali espressi al momento dell’iscrizione e riteniamo che alla fine del primo triennio sia importante evidenziarlo.
Questo è il senso de “La Confermazione”!
 

 
Di seguito sono elencati in ordine alfabetico i nomi degli iscritti ad Agorà Di Cult che si sono distinti con la “Confermazione” nei diversi percorsi previsti dal Dipartimento Cultura FIAF. Sono elencati tutti insieme, perché accomunati dall’azione che ha dato vita a tantissimi momenti di bella Cultura Fotografica. Alcuni hanno fatto i primi passi (importantissimi) altri sono già giunti in vista del traguardo, e dall’evidenza di ciò che hanno fatto tutti sappiamo riconoscerli.
 
Animatore culturale
Andrea Angelini, Marisa Camiato, Renata Cervia, Giovanna De Franchi, Tiziana Dossi, Camillo Ferrari, Lucio Governa, Eloj Lugnani, Anna Maria Mantovani, Silvana Mazzi, Arianna Ortenzi, Gian Luigi Suman.
 
Tutor fotografico
Riccardo Arcelli, Brunella Bianchini.
Lucia Castelli, Franca Catellani, Ilenio Celoria, Stefano Consolaro, Laurence Chellali, Alessandra Cicalini, Francesco Codogno, Mauro Conti, Antonio Cunico.
Marco Fogarolo, Michele Furci.
Marina Giannotti.
Andrea Lattuca, Emanuela Laurenti, Giancarla Lorenzini.
Domenico Miele, Andrea Moneti, Pier Luigi Montali, Roberto Montanari, Luigi Montuoro, Jeannette Muller.
Marco Nicolini.
Marco Palmioli, Massimo Pascutti, Flavio Petrini, Alberto Polonara.
Paolo Raimondi, Stefania Ricci, Omero Rossi.
Andrea Severi.
Arianna Tassotti, Maurizio Tieghi, Walter Turcato.
Albertina Vago, Andrea Vago.
Nicola Zaccaria, Paolo Zannini, Roberto Zerbini.
 
Storico della fotografia
Cinzia Busi Thompson, Orietta Bay, Teofilo Celani, Olga Micol, Enrico Maddalena, Michele Montano, Antonino Tutolo.
 
Critico della fotografia
Orietta Bay, Samuele Bellini, Cinzia Busi Thompson, Piera Cavalieri, Alessia Lombardi, Giancarla Lorenzini, Maurizio Lupi, Massimo Mazzoli, Andrea Moneti, Giuseppe Pappalardo, Massimo Pascutti, Fausto Raschiatore, Isabella Tholozan, Antonino Tutolo, Serena Vasta.
 
Coordinatore artistico
Danilo Baraldi, Massimo Bardelli, Franca Catellani, Roberto Cirilli, Massimo Losacco, Maurizio Lupi, Massimo Mazzoli, Pier Luigi Montali, Roberto Montanari, Maurizio Tieghi, Pino Valgimigli.
 
Al 66° Congresso Nazionale FIAF di Cesenatico, alla domenica mattina alle ore 10,30, leggeremo pubblicamente questi nomi, uno per uno, e li acclameremo sia che siano presenti o no.
Ora su Agorà Di Cult ricevono l’importante  riconoscimento de “La Confermazione!
Complimenti a Tutti gli iscritti.
 
Silvano Bicocchi
Direttore del Dipartimento Cultura FIAF
 

 
 

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30 commenti

  1. ITACA
    di Costantinos Kavafis (1863-1933)
    Se alla volta di Itaca ti metti in cammino
    fa voti che sia lunga la via,
    e colma di avventure ed esperienze.
    Non temere né i Lestrigoni né i Ciclopi,
    né la collera di Poseidone:
    mai incontrerai tali mostri sulla via
    se non li porti dentro di te, nell’anima;
    se tu stesso non te li ergi dinanzi.
    Fa voti che sia lunga la via.
    E siano tanti i mattini d’estate
    che ti vedano entrare gioioso
    in porti prima sconosciuti.
    Fa scalo negli empori dei Fenici
    per acquistare bella mercanzia,
    madreperla e coralli, ebani ed ambre.
    Recati in molte città dell’Egitto,
    ad imparare, ad imparare dai sapienti.
    Itaca mantieni sempre nella mente.
    La tua sorte ti destina a quell’approdo.
    Ma non precipitare il tuo viaggio,
    meglio che duri molti anni,
    che, vecchio ormai, tu faccia porto
    infine nella tua isola, ricco di quanto
    guadagnasti sulla via,
    senza attenderti che ti dia ricchezze.
    Itaca ti ha donato il bel viaggio.
    Senza di lei non ti saresti messo in cammino,
    nulla ha più da darti.
    E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso.
    Ormai così saggio, così esperto,
    avrai capito cosa vuol dire Itaca.

  2. Come non sentirci felici e fieri di essere parte di questo Gruppo appassionato e vivace.
    Tutti insieme e ciascuno con un proprio percorso, abbiamo accettato l’invito di Silvano Bicocchi e ci siamo messi in cammino.
    Proprio perché insieme la strada ci è parsa più facile. Ci siamo sostenuti e spronati a vicenda, soprattutto lo ha fatto il nostro Direttore.
    Naturalmente siamo e ci sentiamo ancora in viaggio. Ci aspettano, ad ogni passo, qualcosa di nuovo da scoprire, inviti da raccogliere e superata qualche curva, speriamo, soddisfazioni da assaporare.
    Sarà bello lavorare perché la nostra appartenenza al Dipartimento diventi “contagiosa”. Essere confermati è una gioia che sottende impegno e costanza.
    Grazie a tutti per questi tre anni di condivisioni (ma come sono volati!).
    Quando insegui i tuoi sogni più felici si aprono porte anche là dove non c’erano porte.
    (Joseph Campbell)
    Orietta Bay

  3. Bellissimo auspicio Teofilo! Mi auguro che questo percorso intrapreso con Agorà di Cult prosegua tutti insieme con quell’ entusiasmo che il Direttore ha sempre saputo infonderci. Mi auguro di cuore che sia sempre Silvano Bicocchi a guidarne il timone, con quella passione e quell’amore che l’ha sempre contraddistinto, così che la fotografia possa dare il suo importante contributo nel panorama culturale attuale, non solo italiano

  4. “… siano tanti i mattini d’estate
    che ti vedano entrare gioioso
    in porti prima sconosciuti…”
    Sin qui sono stati davvero molti i porti a cui siamo approdati, e che grazie ad Agorà abbiamo conosciuto. Ne abbiamo indubbiamente ottenuto “gioia”, a ricompensa del nostro impegno, del nostro desiderio di comunicazione e condivisione.
    E i “mattini” non possono che essere quelli di estate: sereni, tranquilli, a volte un po’ sudati, ma soddisfacenti per la stagione di lavoro appena trascorsa e preparatori della ripresa autunnale.
    Un grazie a tutti i “naviganti” che hanno mantenuto la rotta o indicato nuove mete, un grazie a Silvano, navigatore che per primo si è messo ai remi (e continua a remare) e un grazie alla FIAF, che ci “tiene a galla”!

  5. Sono felice e orgogliosa! Ci vediamo presto a Cesenatico!!
    Grazie ancora a Silvano per tutto quello che ha fatto per il nostro gruppo!
    Che il buon vento ci accompagni!

  6. Oggi la giornata è più bella. Sono felice, fiero. Una responsabilità stimolante. E’ bello essere parte di questo gruppo e viaggiare insieme.
    Massimo Bardelli

  7. Sono estremamente orgoglioso di essere in quell’elenco insieme a tanti amici appassionati e desiderosi di diffondere la cultura fotografica : la passione viene rinvigorita e nutrita sapendo di avere accanto a noi un direttore come Silvano Bicocchi , instancabile nella sua opera di timoniere e stimolatore per tutti noi.
    Purtroppo non potrò essere a Cesenatico per impegni di lavoro, ma il mio pensiero sarà li con voi : grazie a tutti , stiamo costruendo una bella realtà!

  8. “I miei compagni di avventura e di poesia”, così l’amico Mario Giacomelli.
    Invero non mi sembra di essere stato attivo e risoluto in questo sodalizio e apprendistato
    Confesso che dopo tanto leggervi e studiarvi e ammirarvi, ancora faccio fatica ad individuare il mio lettore o il compagno di strada che da me attende un possibile contributo.
    Ho la testa confusa, o troppo piena di idee, come diceva l’amico di cui sopra.
    Allora attendo vostre indicazioni, possibili percorsi, possibili servizi che sento di potere offrire e ricevere.
    Con i migliori auguri di sempre.

  9. Tre anni sono stati molto profiqui nella mia crescita fotograficA. Avere la possibilità di confronti continui e di consigli utili è stato fondamentale, Sabato sarò sicuramente a Cesenatico, domenica non sono sicuro, ma sono felice di essere in questo gruppo ed il mio applauso andrà a tutti presenti e assenti, uno speciale sicuramente sarà per Silvano, l’anima di Agorà !
    GIGI

  10. bellissimo e commovente leggervi
    magari dopo 3 anni di silenzio riuscirò a uscire dal guscio contagiata dal vostro spirito.
    complimenti a tutti
    ci vediamo a Cesenatico
    bravissimo Silvano 🙂

  11. E’ per me un grande onore vedere il mio nome nell’elenco! Certamente ho mosso solo i primi passi, ma questa “confermazione” mi da un grande piacere.
    Grazie a tutti per l’impegno in questa bella attivita’ che mette la cultura fotografica al centro.

  12. Sono molto contento di questo percorso fatto insieme.
    Il sostegno e la capacità di mostrare nuove vie per la crescita di ciascuno, sono stati di grande aiuto. Un ringraziamento particolare a Silvano e a tutti coloro che mi hanno incoraggiato con i loro giudizi e consigli, con la consapevolezza che molto si deve ancora imparare e vedere, ma con la certezza di avere un punto di appoggio, importante. Ringrazio per la nomina a Tutor fotografico, che è per me una bellissima sorpresa e una grande soddisfazione.
    Grazie a tutti e a presto.

  13. Ringrazio anche io per questa inattesa e bella iniziativa!
    Credo proprio che sia nella funzione “sociale” dell’iniziativa del Dipartimento la sua forza propositiva, e la conoscenza e il suo sviluppo si basa proprio sulla facilitazione che la condivisione delle esperienze porta come dote.
    Prendo spunto dalla bellissima poesia ITACA postata da Teofilo, per “rispondere” (ma senza spirito di competizione!) con un mio Haiku.
    L’ho composto durante un workshop fotografico, e mi sembra in sintonia con lo spirito di questa piazza virtuale.
    “Vedo ciò che vedi!
    Dispiegano i tuoi occhi
    luci celate.”
    A.Moneti – 2011

  14. “”Itaca ti ha donato il bel viaggio.
    Senza di lei non ti saresti messa in cammino” (2) rubo letteralmente la piccola frase messa da Teofilo, mi rispecchia molto bene. Franca

  15. Aggiungerei che nessuno è profeta nel mondo, bella la metafora di Ulisse, ma per quanto mi concerne almeno per il mio, di percorso, non esiste Itaca. O almeno, non una sola. Di mostri ce ne abbiamo tutti, e più li conosciamo e meno li temiamo, e più rendiamo lungo ed articolato il nostro viaggio e meglio sappiamo che pur arrivando ad una delle nostre mete, poi non si vede l’ora di ripartire. Che dire, appartenere ad un gruppo cristallizza sicurezza, ma mantenere una natura solitaria che evita facili contaminazioni a mio avviso è più utile, ed interessante. Arrivare, entrare ma poi, ripartire. E sarà stimolante anche per me, a Cesenatico per lasciare una mia piccola traccia e poi subito ripartirò, a Senigallia, con il desiderio di fotografare alcuni luoghi che già in passato mi hanno emozionato. Con un saluto emozionato a Simona 🙂 e alla sua famiglia, anche loro toccate dall’evento dal quale sono sicuro già si sono risollevati. Un ringraziamento a lei per tutto quello che fa per far conoscere la fotografia ed il coraggio di affrontare certi argomenti, come pochi sanno fare.

  16. quanto scritto da Pippo Pappalardo rispecchia in pieno il mio pensiero, mi consola che ogni tanto riesco a essere di supporto a qualche socio del circolo fotografico più giovane (fotograficamente parlando).

  17. Sono veramente anch’io, orgogliosa di partecipare a questa meravigliosa opportunità che mi è stata offerta, insieme a tutti voi! In quest’ultimo periodo, non ho potuto seguire molto, ho avuto dei problemi, spero adesso di riprendere.
    La Cultura è fondamentale in tutti i campi, anche se adesso sta a poco a poco scomparendo!
    La splendida soluzione che ha avuto il nostro Direttore di raccogliere tutte le persone che hanno piacere di sviluppare il proprio sapere facendole partecipare a questo meraviglioso percorso Culturale di Agorà di Cult.
    Grazie all’instancabile Silvano e a tutti voi per questa splendida opportunità che mi è stata data e spero ardentemente che il nostro Direttore continui a guidarci in questa bellissima esperienza.
    Purtroppo non potrò essere con voi al Congresso, ma vi seguirò spiritualmente.
    A presto.
    Olga

  18. Ringrazio di cuore per questa bellissima iniziativa che ci coinvolge e unisce tutti, spronandoci a costruire e a restare
    insieme. Grazie ancora al nostro Direttore che non ha mai
    perduto la “passione” .. brunella

  19. E’ un grande onore far parte di un gruppo così speciale, un grazie di cuore a tutti e in particolare al nostro Direttore Silvano. Mi spiace molto non poter esser presente, ma col pensiero sono lì. Anna Maria

  20. Ringrazio Silvano per le sue perfette immagini che inserire nelle presentazioni sul blog, sono a mio avviso le più indicative di tutte quelle che invece sono postate per poterne farne anche una lettura. Sono immagini magiche. Mi riportano, nel dualismo con le sue sagge parole, a quanto scritto dal filosofo Vilém Flusser nel suo libro “Per una filosofia della fotografia” dove mette in guardia dalla priorità che il nostro tempo dà alle “macchine” (anche fotocamere) nei confronti del libero pensiero. Ricorda che la codifica del linguaggio scritto è avvenuta molto dopo la comprensione dell’immagine, questa dai graffiti delle caverne da subito ha assunto connotati magici che andavano oltre la sua immediatezza.
    Silvano per alcuni è il viaggio simbolico verso Itaca, mi piace immaginarlo come lo sciamano che ci coinvolge in riti di grande partecipazione emotiva, utilizzando come presupposto un mezzo di comunicazione di grande attualità qual è la fotografia.
    Bellissimo esempio, anche terapeutico, quello di venerdì pomeriggio a Cesenatico durante il congresso Fiaf, dove alcuni fotografi, che hanno finito per diventare rappresentativi di tutti noi, doveva portare in visione alcune loro fotografie e un oggetto che li aveva fatti “appassionare” facendo scattare la scintilla per diventare dei fotografi.
    Ritornando al pensiero di Flusser mi permetto alcune considerazioni:
    • non si dovevano assolutamente portare dei libri come oggetto “iniziatorio”, la parola scritta non è l’immagine, ma molti l’hanno fatto;
    • non si doveva portare in visione la prima fotocamera, è la macchina che limita il pensiero, ma alcuni l’hanno mostrata;
    • non si dovevano portare le sole parole come uno in modo magistrale ha usato, gli sono serviti dieci minuti per raccontarci dell’analfabetismo della nonna, bastava un solo attimo se mostrava una fotografia;
    • era indispensabile portare in visione solo un’immagine fotografica, meglio se non sua, e qualcuno l’ha fatto!
    Ringrazio Silvano per la confermazione, per la cresima, per la conferma di un percorso intrapreso. Con ferma azione si devono scattare le fotografie per renderle più nitide, con ferma azione si deve proseguire il viaggio perché Itaca è ancora lontana.

    1. Ciao Maurizio.
      Ogni parola è un’immagine. Ogni volta che si legge un romanzo creiamo immagini che fanno navigare la nostra mente. Ogni volta che pensiamo ad un portfolio creiamo immagini. Una immagine non vale mille parole come una parola non vale mille immagini. Oggi viviamo nelle immagini ma non sono tutte fotografie e forse le più belle sono quelle che non diventeranno mai fotografie e sono le immagine della nostra memoria.
      Io credo assolutamente che la scrittura con le parole è lo stimolo principale per creare immagini. Questa è la ricerca che sto portando avanti negli ultimi anni e magari un giorno ne possiamo parlare.
      Un saluto e ringraziamento per tutti quelli che sono stati a Cesenatico. E’ stato un piacere averVi in romagna. Grazie di tutto.
      Spero anche io di avere più tempo per Agorà. E’ un gruppo eccezionale ed è un peccato non partecipare alle Vs splendide discussioni.
      Ciao
      Andrea A. (Tank sviluppo immagine)

    2. Caro Maurizio, il tempo è con me particolarmente tiranno, perché non sempre leggo i commenti prima di pubblicarli, soprattutto se sono di persone note come nel tuo caso.
      Rileggendolo questa sera, sento doverosi i seguenti chiarimenti:
      -Gli amici invitati da me non rappresentano tutti noi ma solo loro stessi. Loro hanno portato la propria storia, unica e irripetibile!
      -Gli amici invitati sono stati pregati da me a portare con loro gli oggetti d’affezione fotografica (fotografie, macchine, libri), sicuramente loro non avrebbero portato nulla. Gli oggetti li ho chiesti perché sono segni della nostra vita e per questo elementi di tenerezza, per chi è capace di sentirla.
      -Ho chiesto agli amici invitati di ricostruire le ragioni della nascita della loro passione fotografica. Ognuno ha raccontato la sua breve o lunga storia, non importa, ci ha messo se stesso! Questo è l’importante.
      -Ho chiesto anche di portare una decina di immagini perché noi fotografi ci conosciamo più dalle nostre fotografie che qualsiasi altro messaggio. Ognuno ha portato le sue immagini e si è esposto con generosità senza pretendere apprezzamenti.
      Tu eri presente e dal tuo commento evidentemente non sei entrato in questo clima confidenziale, per carità sei libero di sentire e pensare liberamente, ma nel tuo commento é prevalso quell’estetica del dissenso dei primi tempi.
      Non puoi porti verso gli altri dicendo quel che non si doveva fare. O peggio fare osservazioni anche sulle confidenze intime, che dovrebbero restare un dono prezioso che non riusciremo a comprendere mai fino in fondo.
      Tu sei libero di seguire il pensiero di Flusser, ma lascia che gli altri abbiano la libertà del proprio e soprattutto la propria soggettività!
      Tutto il nostro ambiente trova energia nel dare visibilità ai valori soggettivi, anche i tuoi.
      Comunque la serata è stata molto apprezzata per i valori che in essa sono emersi, se sapevo che saresti stato presente avrei invitato sicuramente anche te.

      1. Caro Silvano, la tua capacità di convincere , ovvero di vincere insieme, con parole disarmanti hanno bagnato la polvere da sparo della mia replica obbligata, la replica di … uno che ha parlato purtroppo solo dell’analfabetismo della nonna. Voglio invece essere costruttivo e condividere la bella similitudine che è stata fatta in questo post sulla tua persona. E’ vero, come sostiene il rappresentante del pensiero di Flusser, anche io mi immagino Silvano come “uno sciamano che ci coinvolge in riti di grande partecipazione emotiva”. Ben consapevole però che per partecipare ai suoi riti con le nostre emozioni dobbiamo coltivarle anche e soprattutto in empatia con gli altri.
        Altrimenti il cinismo è dietro l’angolo.
        Maurizio Lupi

      2. Ogni sensibilità percettiva è unica e va rispettata. Le parole sono essenziali e nessuna immagine può sostituire le parole che ho sentito venerdì sera. Credo che Silvano abbia fatto una splendida cosa a chiedere ai partecipanti di portare degli oggetti e dei testi oltre alle immagini. Ogni percorso è fatto di ricordi e memoria che spesso non è solo visiva. La macchina non descrive tutto ed ogni fotografo ne è consapevole ma l’ama per quello che registra secondo (non sempre) le sue intenzioni.

  21. Grazie a Silvano per la sua competenza e il suo impegno. Grazie anche a chi ha postato dei commenti, senza i quali il blog non sarebbe così utile. E grazie anche per la confermazione anche se noi abbiamo fatto ben poco.
    Io sono di poche parole e Andrea ancora meno, ma non nascondiamo il nostro entusiasmo per il mondo delle immagini. Guardiamo, ammiriamo e commentiamo fra noi. Forse prossimamente diventeremo più coraggiosi. Molto interessante il commento di Maurizio Tieghi sull’esempio di venerdì pomeriggio del quale non abbiamo sentito niente visto che eravamo con Ivano. Siamo curiosi di conoscere qualcosa di più. Chi ce ne può parlare?
    Albertina e Andrea

  22. Mi dispiace moltissimo non essere stata presente al congresso, e pensare che mi ero pure iscritta al portfolio e avevo già prenotato albergo, dovevo salutare Orietta Bay (che saluto e abbraccio qui virtualmente ) e tanti altri amici, ma è andata cosi’ .
    Leggo ora su Agorà di Cult, l’invito da parte di Silvano di portare un oggetto o raccontare come e quando è nata la passione fotografica per qualcuno di noi. Eh .! sì un bel giorno questa passione è nata.!Non essendo presente a Cesenatico mi rendo partecipe ugualmente raccontandovi il mio perchè. Se faccio parte del mondo fotografico ed ho abbracciato la fotografia lo devo ad una persona che ora purtroppo non c’è più.
    – Mi ricordo come fosse ieri nel 1997 ero a Maserno un paesino di Montese dove ospite c’era anche il Sig. Carlo Cagarelli vice presidente del circolo Colibri’ stava fotografando un tramonto io seduta davanti al bar gli dissi :– Lui smise la posa del fotografo,senza profferire parola si levo’ la macchina fotografica e me la diede in mano dicendo: Nel prenderla ho provato un tremore di paura .Oddio e se mi cade di mano? mi diede le prime nozioni sui bottoncini da schiacciare , ma lasciò a me ampia libertà di inquadrare la scena, e il tempo di otturazione, non mi decidevo mai ! -pensavo che gli avrei creato scatti da buttare. Ma, nello stesso istante che mise nelle mie mani la sua macchina fotografica , mi trasmise non solo un oggetto fisico e freddo , ma trasmise una fiducia e una serenità ,che solo mia madre riusciva a trasmettermi , di tutte le arti che praticavo scultura, pittura, decorazioni, la fotografia non mi apparteneva. Nello stesso istante che l’ho conosciuta ho capito che mi mancava .
    Grazie a Carlo che ha rappresentato per me l’uomo- colto -tollerante di una inflessibile saggezza per me maestro di fotografia ma soprattutto maestro di vita. Questo raccontarmi non è protagonismo, ma fa sentire ognuno di noi piu’ vicini all’altro,questo è il senso, un saluto a tutti voi.

  23. Può essere difficile intraprendere un percorso diverso, nuovo. Rispetto a quanto è usuale e conosciuto il nuovo, il cambiamento può intimorire e far chiudere. Oppure generare invidie e sentimenti di difesa, ostilità e insofferenza. E’ un meccanismo mentale normale, siamo esseri che cercano certezze, le incertezze generano ansia. Tuttavia sforzarsi nel cercare non tanto le conferme quanto alimentare i propri dubbi può essere un esercizio che può far crescere.
    Io personalmente sono grato agli intervenuti di Venerdì scorso per aver condiviso il proprio percorso, la nascita della propria passione fotografica.
    Sono state presentate delle esperienze di vita molto diverse tra di loro, in ogni caso uniche, dei “distillati” di passione e energia, considerando la profondità delle sensibilità che hanno generato.
    Certe condivisioni poi sono state particolarmente intime e toccanti.
    Che tutto ciò sia stato “terapeutico” penso sia certo, ma il grado di cambiamento che queste esperienze saranno state in grado di generare dipenderà molto dall’approccio che si è avuto all’ascolto.
    Evidentemente ognuno ha i propri riferimenti e certezze, tra le mie quella di dissentire da ciò che si “doveva” fare, in favore proprio alla disponibilità verso l’altro e all’ascolto.

  24. Ho ringraziato Silvano per la confermazione, anch’io per altri impegni non ha frequentato l’Agorà come intendevo e come meritava, quindi mi sento un poco in colpa per questo. Ho ringraziato Silvano perché ho grande ammirazione per le sue fotografie che inserisce nelle introduzioni, trovo esemplari gli accostamenti di parole ed immagini. Mi spiace essere stato frainteso da lui su quanto scritto di venerdì scorso a Cesenatico, trovo invece interessante la discussione che si è aperta (in modo sicuramente non chiaro da parte mia) partendo da quello che un filosofo che ha scritto del rapporto tra parola-immagine-macchina. Gli oggetti da mostrare e meno da me riportati sono puri simboli iconici riferiti al libro Flusser, ovviamente i libri e le fotocamere scatenanti la passione verso la fotografia, mostrati venerdì dai primi quattro fotografi che ho potuto vedere ed ascoltare dovendo poi assentarmi per impegni inderogabili, sono la loro storia, ed è giusto che sia così.
    La formula usata è stata di grande impatto visivo ( per le dieci foto di ciascun autore in loop sullo sfondo) ed emotivo per le parole da loro usate, una esperienza da ripetere ed un altro dei nuovi e felici modi che sa trovare Silvano per acculturarci creando grande empatia.
    Orietta Bay che ho conosciuto di persona poco prima dell’incontro, in un momento di pausa al suo tavolo di lettura dei portfolio, ci aveva parlato a proposito di quello che le aveva chiesto Silvano per la conferenza e questo un poco la preoccupava, aveva con se le dieci fotografie, ma soprattutto “l’oggetto”: una stampa fotografia (la prima stampa fotografica da lei fatta in camera oscura) tratta da un negativo della fotografa Traverso. Cosa c’è di più pertinente di un’immagine fotografica, per di più di un’altra persona, per potersi appassionare alla fotografia? Io ho cercato di fornire una mia personale risposta, ringraziando Orietta che con le sue parole appassionate ha saputo ricordarmi la magia che ho vissuto la prima volta in camera scura, quando nella bacinella colma di liquido rosso per la lampada di sicurezza ha visto lentamente, molto lentamente per la carta baritata, prendere forma un’immagine fotografica.

  25. Non sono effettivamente iscritta ad Agorà… non so il perché… forse perché mi sono sempre sentita comunque dalla vostra parte e quindi, in qualche modo, già parte di voi. Venerdì pomeriggio scorso a Cesenatico, e anche domenica mattina, ho sentito il cruccio di essere solo una spettatrice e… vi ho sanamente “invidiato” 😉
    Il contatto con Silvano e le mie visite contemplative al blog mi hanno permesso di seguirvi continuativamente on line. Non mi era invece più capitato di assistere ad un vostro incontro collettivo. Ricordo il primo, a Garda, un grande cerchio di persone sotto la tettoia dell’hotel che si passavano parola sul da farsi comune. E’ accaduto di nuovo domenica mattina e… che emozione trovarvi estremamente consapevoli di voi stessi, umili, ma determinati nel perseguire nuovi ed intriganti obbiettivi. Davvero bello ascoltarvi, comprendere appieno la generosità riposta nell’impegno personale della vostra formazione che certamente saprete spendere anche per la “nostra” Federazione. COMPLIMENTI!!!
    Ma un ulteriore commento vorrei esprimere, se me lo concedete, sull’incontro di venerdì pomeriggio. Silvano ha raccolto il mio parere subito dopo, quando non sono riuscita a trattenere l’emozionata euforia di un “A quando una prossima volta? Perché lo rifai, vero?”.
    Il mio non è un facile entusiasmo, ma l’umana sensibile reazione ad umane rivelazioni personali che mi sono state donate… per il solo fatto di essere lì? No! Io credo che chi si è prestato a raccontare fatti tanto personali lo abbia fatto con fiducia, sapendo che soprattutto si trovava tra amici. Per questo un tesoro sentimentale così sofferto (guai a trascurare questo fatto!) come quello raccontatoci da Maurizio Lupi ha potuto essere condiviso serenamente.
    Ho trovato le storie raccontate dai protagonisti della giornata di venerdì di estrema ricchezza esistenziale, e ho pensato a come sarebbe bello connotare ogni possibile incontro con la presenza di qualcuno che si racconta agli altri.
    E chissà che prima o poi queste storie non possano costituire un articolo…
    Lo so! Lo so per prima, io, che timida come sono farei una fatica incalcolabile a rivelarmi anche agli amici, so che mai ci sembra di essere interessanti o meritevoli di attenzione. Invece, penso convintamente che qualsiasi storia ci abbia portato, oggi, a ritrovarci insieme in Fiaf è senz’altro meritoria d’esser conosciuta e ricordata con tenerezza e gratitudine. E soprattutto merita di essere rispettata!

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