Comunicazioni del Dipartimento

Cristina Paglionico Vice Presidente FIAF – di Orietta Bay

Il nuovo Consiglio Nazionale, eletto nel recente 66° Congresso Nazionale Fiaf  di Cesenatico, ha nominato Cristina Paglionico Vice Presidente FIAF.

Una notizia meravigliosa che ci riempie di gioia, alla quale assolutamente desideriamo dare la giusta evidenza.
Un percorso intenso. Capacità e preparazione le avevano già consentito di ricevere, nell’ambito dell’Associazione Nazionale,  numerosi prestigiosi riconoscimenti. Il suo continuo impegno per la diffusione della Cultura Fotografica e la generosità della condivisione l’hanno vista sempre protagonista. In prima linea, sia come coordinatrice instancabile che appassionata fotografa. Tanti sono stati, in tutti questi anni della sua militanza in FIAF, i progetti importanti che l’hanno vista tra i promotori e trascinatori. Il successo di tante pregevoli iniziative è da ascrivere anche al suo esserci sempre, pronta a sostenere, guidare, indicare strade. In FIAF un punto fermo su cui poter contare, contare sempre. Un successo personale, quello di Cristina, meritato per tutte le doti innate che possiede e quelle maturate sul campo.
 

Cristina Paglionico durante una Lettura di Portfolio a Sestri Levante, 2007
 
Ma per noi donne, appassionate di fotografia, la portata di questo evento ha il peso di un macigno. Vogliamo per questo dirle un Grande Grazie, perché la sentiamo e vogliamo eleggere a simbolo del grande rinnovamento, del balzo in avanti che le donne hanno fatto nei Circoli di tutta Italia, in FIAF e in genere nella fotografia italiana. Anche senza ricorrere agli albori della fotografia, quando le donne venivano sistematicamente emarginate in ambito artistico ma anche politico-sociale. (Siamo in piena epoca Vittoriana). Oppure ricordare i non lontanissimi anni in cui Italo Zannier, illustre critico e storico fotografico, nel volume “Storia della Fotografia” citava un numero quasi irrilevante di fotografe, basta andare a verificare tra gli elenchi degli iscritti FIAF e ci si  accorge che, per lungo tempo, ad emergere e dominare erano gli uomini. Ricordo di come Giuliana Traverso raccontasse di quanto poco peso negli anni 60/70 veniva dato alle donne fotografe.  (Motivo che l’ha portata alla scelta di fondare una scuola per sole donne). Anche Paola Gandolfi (tessera FIAF n° 217) ricordava, con un sorriso, la fatica fatta per farsi valere e come le donne fossero allora, anche nei circoli, veramente poche. Le cause vanno ricercate lontano. Il modello educativo era improntato sulla differenza netta dei ruoli, seguendo quasi alla lettera l’affermazione di Sigmund Freud : “Il destino è l’anatomia”. Con questa premessa che contribuiva a segnare i percorsi molte possibilità imboccavano strade, per la parte femminile dell’umanità, irte di ostacoli o addirittura precluse.
Svolta decisiva è stata l’apertura creatasi nel post femminismo. Da lì, come una valanga, hanno preso coraggio, sono uscite allo scoperto, hanno giocato le loro carte. Caduti in parte, anche se, ancora molta strada c’è da fare, tanti pregiudizi e limitazioni, acquistata più autonomia economica, grazie alla migliore integrazione lavorativa, le donne hanno cercato lo spazio per esprimersi, per valorizzare il loro essere, sfuggendo alla cultura dell’apparire e, in massa, hanno scoperto nella fotografia il loro strumento espressivo. Per questo oggi, nei nostri circoli, tante sono quelle che partecipano attivamente, distinguendosi per impegno e capacità. Siamo tante, abbiamo quasi raggiunto il 50% degli associati. Molte hanno ruoli importanti. Ci sono Presidenti di Circolo e delegati. Tutte a vario titolo impegnate per la diffusione della cultura fotografica e tante fotografe talentuose.
Impensabile fino a poco tempo fa. Cristina perciò ci rappresenta, oggi è Lei l’attrice protagonista di un film in lavorazione che promette di essere un grande successo.
La FIAF con questa elezione ha dimostrato di essere nel futuro della fotografia, della vita sociale, della comunicazione e dell’arte e sono orgogliosa di farne parte.
Orietta Bay
Dipartimento Cultura FIAF
 

Forlì, 2012 – 1° Giornata di Cultura fotografica del Dipartimento Cultura FIAF

 
 
 
Note biografiche.
Nata a Forlì nel marzo 1959 inizia a fotografare a 18 anni, tuttavia per lungo tempo la fotografia rimane solo uno dei suoi molti interessi, insieme allo sport e alla letteratura. L’incontro con il FotoCineClub di Forlì segna l’ingresso in un gruppo e l’inizio del confronto e della discussione. Partecipa alla realizzazione di una serie di corsi posti in rete su Internet sulla fotografia di paesaggio, di viaggio e sulla macrofotografia, collaborando con la redazione di un importante sito di cultura e tecnica fotografica (www.abc-fotografia.com).
Appena iscritta alla Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) incontra Silvano Bicocchi e scopre la possibilità di un approfondimento sulle tematiche artistiche e sulle problematiche di comunicazione della fotografia. Inizia a scrivere articoli realizzando commenti e letture d’accompagnamento ai portfolio pubblicati sulla rivista mensile della Fiaf, FOTOIT, partecipa alle attività editoriali della Federazione cercando di sviluppare le strette relazioni tra letteratura, poesia, arte e cultura fotografica. Si avvicina quindi al linguaggio della fotografia a sviluppo istantaneo partecipando alle attività del Gruppo Polaser. Dal 2004 è Docente DAC, svolge attività di lettura portfolio nelle principali manifestazioni fotografiche ed è membro delle giurie dei concorsi fotografici nazionali. Nel 2005 tiene presso il circolo fotografico di Forlì una serie di incontri dal titolo “Leggeri come foto” incentrati sulla lettura dell’immagine, cercando di promuovere la conoscenza delle diverse modalità espressive e sviluppando il patrimonio della propria e dell’altrui capacità di comunicazione. Nello stesso anno organizza a Forlì, con la Partecipazione degli Enti locali (Provincia di Forlì-Cesena, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì) e del Circolo fotografico della sua città, la manifestazione Donne Esposte (dis)incantate visioni, collezione di portfolio realizzati da 11 autrici di tutta Italia e incentrati sulla ricerca della identità di genere, con la produzione di un libro fotografico sull’argomento. Nello stesso anno la manifestazione viene accolta in 5 destinazioni diverse in tutt’Italia. Nel settembre 2006 organizza Le Opere e i Giorni con l’esposizione di opere sia fotografiche sia artistiche in genere, per raccontare le storie di donne che cercano nell’espressione artistica il completamento della propria necessità di comunicazione. Partecipano oltre 30 fotografi che raccontano la vita e le opere di oltre 40 artiste di tutta Italia: poetesse, pittrici, scultrici, merlettaie, performer, tessitrici, ricamatrici. La manifestazione viene riproposta in altre due sedi espositive. Nell’agosto 2007 partecipa al Fototrekking di Rovereto organizzato dalla Trentino S.p.A. e dall’ ApT territoriale in qualità di coordinatrice del gruppo di fotografi chiamati a descrivere il territorio della Val Lagarina, ma non rinuncia a partecipare ai lavori anche con sue immagini.
 

Cesenatico, 2014 – Cristina Paglionico, Cristina Bortolozzi, Scilla Sora

 
Fin dall’inizio della sua programmazione fa parte del Comitato organizzatore del progetto nazionale IMMAGINI DEL GUSTO, curando la comunicazione dell’evento mediante i Tavoli del Gusto che si sono tenuti per tutto il 2007 nelle principali manifestazioni fotografiche nazionali e il Blog appositamente predisposto.
Ha realizzato un progetto collettivo impegnando 45 autori da tutta Italia, per analizzare il rapporto quotidiano con il cibo. Il titolo del progetto è Convivio – Il banchetto dei fotografi – e fa parte dell’evento nazionale Immagini del Gusto promosso per il 2008 dalla FIAF: i 45 pannelli prodotti dagli autori costruiscono una ricerca dai risvolti sociali sulle abitudini alimentari e allo stesso tempo sono indagine fotografica tra i diversi modi di rapportarsi al mezzo espressivo utilizzato. Nell’aprile del 2006 le viene conferita l’onorificenza di BFI (Benemerita della Fotografia Italiana) durante il 58° Congresso Nazionale Fiaf di Conegliano. Viene eletta consigliera nazionale FIAF durante il congresso di Chiavari del 2008. Svolge un’importante attività di presentazione di libri fotografici e conduce serate di lettura portfolio e analisi fotografica presso i circoli associati alla FIAF. Fa parte del Comitato Operativo del Centro della Fotografia d’Autore che ha sede a Bibbiena (AR).
Nonostante la vasta attività divulgatrice, svolta a valorizzare le opere altrui, non ha mai smesso di fotografare, anche se le sue immagini restano spesso nei cassetti disordinati della scrivania o attendono in eterno di essere stampate nella camera oscura che si è costruita in cantina.
Nella sua vita professionale è un’ingegnera che si occupa di opere di protezione ambientale, bonifiche e impianti di disinquinamento. E’ una lavoratrice indipendente che con grande fatica, ma molta passione, cerca di conciliare gli impegni di lavoro con quelli amatoriali legati al mondo della fotografia.
Vive a Forlì con Carlo, cinque gatti e quattrocento colini da thè.
 

Cesenatico, 2014, Cristina Paglionico

 

Articoli correlati

21 commenti

  1. Anch’io c’ero al Convegno di lavoro organizzato dal DAC (Dipartimento Attività Culturali FIAF) ad Este, mi pare nel 1994, e tra i convenuti non c’era nessuna donna. Ciò è emblematico per comprendere l’evoluzione del ruolo delle fotografe in FIAF ed in parallelo nell’ambiente fotografico italiano. Questo indice di assenza delle appassionate fotografe giustifica pienamente la visione storica che Orietta Bay ha espresso nel suo Post dedicato a Cristina Paglionico recentemente nominata Vice Presidente FIAF.
    Sono trascorsi vent’anni da quell’importante Convegno DAC e lo scenario di oggi è tale che se dovessimo rifare quella riunione, ci troveremmo sicuramente almeno il 50 % di donne. Le prime appassionate fotografe a intraprendere un percorso di impegno culturale nella FIAF nazionale, collaborando con FOTOIT e poi col DAC, a mia conoscenza sono state Cinzia Busi Thompson, già negli anni ’90, e poi Cristina Paglionico dal 2002. Da allora tante altre donne e uomini hanno avuto gli stessi stimoli e incoraggiamenti nell’incedere in questi nuovi ruoli in FIAF con gli esiti più diversi.
    Cinzia Busi Thompson ha tenuto un percorso atipico, per il nostro ambiente, perché lei si è perfezionata a livello universitario. Cristina Paglionico ha l’iter tipico dei soci FIAF, della persona che a fianco del proprio mestiere, di ingegnera, ha posto in moto una crescita interiore elaborando i contenuti culturali della fotografia. Una volta viste la sua sensibilità e capacità espressiva con la parola, io ho incoraggiato Cristina Paglionico a credere nella dignità della propria lettura soggettiva della fotografia dal modello culturale teorizzato da John Berger nel libro “Del guardare”.
    Io ho sempre ritenuto che la mia attività di stimolo alla crescita culturale degli altri dovesse essere rispettosa della loro alterità e quindi ho operato affinché, dopo la spinta iniziale orientata, la persona poi si avviasse da sola nel suo naturale percorso ed aspirare a diventare quella figura più autentica ad esprimere le proprie innate qualità naturali.
    Io sono molto contento quando vedo che uomini e donne, da me stimolati, prendono dei propri percorsi in libertà, senza necessariamente imitare il mio. In assoluto la più bella soddisfazione che io e Nilla abbiamo avuto nell’esperienza in FIAF è stata quella di vedere mettersi in moto le persone e diventare, senza sentire cordoni ombelicali con me, figure splendide dalle alte qualità umane e culturali.

  2. Complimenti vivissimi a Cristina, che ho avuto modo di incontrare un due sole occasioni, ma già in quei “fugaci” momenti ho potuto constatare la sua grande umanità e la piena disponibilità a guidare l’autore alla crescita, nel pieno rispetto del lavoro a lei presentato. Sicuramente ci sorprenderà con progetti ambiziosi. Non mi resta quindi che augurarle buon lavoro!

  3. Mi associo alle felicitazioni e agli auguri, mi sembra un riconoscimento ampliamente meritato.
    Nella mia -breve- storia di associato FIAF non avevo francamente mai riflettuto sulla differenza di genere riguardo al numero di cariche. Ho invece incontrato invece tantissime brave Autrici, che con la loro sensibilità e bravura superano -e di molto- tanti autori maschi, vincendo concorsi e manifestazioni.
    Azzardo anche una opinione personale: secondo me i fotografi più bravi sono quelli in grado che si confrontano con il loro lato femminile e lo fanno emergere.
    La bravura, capacità e intelligenza non hanno sesso, la prevaricazione e la violenza di genere invece sì. Quello degli stupidi.

  4. bellissimo scritto Orietta, come al solito.
    brava Cristina e auguri per un futuro ancora più luminoso.

  5. Condivido lo scritto intenso di Orietta sulla fotografia al femminile e complimenti ed auguri a Cristina Paglionico!

  6. Complimenti vivissimi a Cristina Paglionico…la presenza di persone brillanti e preparate come lei è indispensabile al mondo della fotografia italiana.

  7. Andrea Angelini, oggi presidente dell’Associazione Tank Sviluppo Immagine, è responsabile di avermi fatto incontrare la FIAF. Silvano Bicocchi, incontrato subito dopo, è responsabile di avermi fatto incontrare la Fotografia. Fulvio Merlak, un pò di anni dopo è responsabile di avermi proposto di candidarmi a Consigliera Nazionale, Roberto Rossi neoleletto Presidente FIAF ha voluto che io fossi il suo Vice. Prendetevela con loro, io non c’entro.
    Oggi Orietta Bay (Orietta che bell’articolo hai scritto, che bella carrellata di storia lucida e appassionata!) mi erge a simbolo di un rinnovamento. Unisce il mio nome addirittura alle Pioniere della Fiaf in campo fotografico (la grande Giuliana Traverso), in campo partecipativo e associativo (Paola Gandolfi sempre fiera e presente) e Silvano Bicocchi aggiunge l’asso culturale dell’ottima Cinzia Busi Thompson. Un pò tanto da digerire in un giorno solo…. Non sono una pioniera che esplora terre sconosciute. Non sono nemmeno un simbolo che si erge a valore universale. Semplicemente (faticosamente) raccolgo il testimone del lavoro, della passione, dell’impegno che tante e tanti hanno prima di me consegnato nelle nostre mani. La storia della nostra Federazione è ricca di donne e uomini che hanno lavorato nell’anonimato, che hanno valorizzato il lavoro altrui prima del loro, che hanno creduto che la forza del confronto e dell’incontro fosse la vera carica propulsiva che porta allo scoperto le creatività silenti nascoste nell’incertezza e nella sfiducia. Raccolgo questo testimone per me stessa, perchè credo di poter dare il mio contributo. Lo raccolgo per le donne che temono (e non hanno torto) di assumersi la responsabilità di una vita un pò più pubblica e un pò meno privata. Lo raccolgo perchè ho la certezza di essere dentro un gruppo affiatato di amici che mettono la loro competenza, il loro tempo, e innumerevoli altre risorse al servizio della nostra comunità.
    Oggi, proprio oggi, ho raccolto anche il testimone della carissima nonna Tina che ci ha lasciato alla veneranda età di 97 anni. Aveva fatto solo la IV elementare, perchè era femmina e a nessuno importava il fatto che volesse studiare. Me lo ha ripetuto centinaia di volte, fin da bambina.
    Raccolgo quindi il testimone per portarlo, insieme con tutti voi, fin dove potremo, come potremo.
    Lo nonna sorriderebbe e direbbe contenta nel suo amatissimo dialetto romagnolo: “Boia a te e a chi t’ha fat!”
    Un abbraccio a tutti voi.

  8. Ho conosciuto Cristina alcuni anni fa, era il settembre 2003 attraverso… indovinate un po’?
    Attraverso Silvano!
    Fu per un suo parere su mie poesie. Iniziò con lei un lungo e amicale carteggio virtuale che toccò i 285 contatti annui, praticamente tutti i giorni… Sì, perché “la ragassa” se la conosci… t’intriga.
    Negli anni che hanno visto il suo progressivo impegno nell’ambito della nostra Federazione i contatti si sono un pochino diradati finchè anch’io sono stata coinvolta.
    Curiosamente, ci siamo ritrovate a collaborare insieme in nome della Fotografia!
    Adesso non c’è più il tempo per le lunghe (…incredibili, alcune le conservo ancora…) mail tematiche circa le rispettive vicissitudini e quant’altro ci passava per la mente di dibattere..
    Se ripenso agli inizi della conoscenza… lei lo può dire… glielo avevo predetto… che avrebbe volato alto!
    E che dire? Le è accaduto e meritatamente!
    Si è sudata ogni possibile carica che le è stata affidata, onorando la fiducia di chi per primo ha creduto in lei, Silvano, degli amici della struttura federativa, Fulvio, Claudio, Roberto, e dei Soci che l’hanno vista impegnarsi oltremodo in ogni occasione. Spesso con estrema abnegazione!
    Donna bionica, caterpillar, insomma… unica e irripetibile!
    Ed oggi è VicePresidente della Fiaf!
    Cristina, ha ragione tua mamma!!!
    Elena

  9. A Cristina un augurio sincero di buon lavoro e un grazie per ciò che ha fatto fino ad ora e per quello che sono sicura continuerà a fare,ancora meglio, nel suo nuovo ruolo.

  10. Caro Gesù,
    so San Pietro, er “più” tra tutti li santi.
    Un giorno m’hai chiamato e mai dato un compito speciale.
    M’hai detto: “Aho! Manvedi quelli de la Fiaf, so la fine der monno”.
    E siccome semo escatologici da morì, mai mannato sulla Tera e m’hai fatto diventà socio Fiaf.
    Un mese fa m’hai detto de fa in modo che ner novo consijo sedessero persone in gamba, motivate e modeste.
    Insomma, come dichi tu sotto metafora borgatara, “ommini co le palle”.
    E io nun c’ho avuto dubbi, ho fatto un nome su tutti: “Cristina Paglionico”.
    E tu che me dai sempre ragione, o quasi, me l’hai fatta mette su le ali de Icaro e mannà ar Consijo.
    Così da oggi io e li mortali semo ancora più fieri de appartenè alla Fiaf e de condivide co lei sti po’ de giorni che ce rimangheno alla … fine der monno.

  11. Carissima Cristina non è mia abitudine lasciare traccia dei miei pensieri, per tanti motivi, a meno che non mi venga espressamente richiesto il parere o che non ci sia qualcosa che mi parte da dentro come nel tuo caso, perché ti stimo e ammiro come ti hanno apprezzato coloro che ti hanno votato a Cesenatico. Pensando a te però mi rimane difficile farlo in termini di “quote rosa”, sarebbe estremamente riduttivo, preferisco parlare di persona che ha raccolto il risultato del suo essere, coacervo di umiltà, lealtà, capacità di lavorare in termini comunitari, spirito di sacrificio, professionalità e conoscenze, un sorriso sempre aperto a tutti, bravi e meno bravi. Evidentemente la tua famiglia, con in testa la nonna Tina, ha seminato bene un terreno capace di fiorire. E’ pertanto con immenso e sentito piacere che partecipo alla tua e nostra gioia ringraziandoti per quanto hai fatto e certamente farai nel futuro. A Roma la porta per te sarà sempre aperta.

  12. Cara Cristina, è così bello e prezioso quando capita di gioire per un’altra persona! È come riconciliarsi con il mondo… in tanti abbiamo avuto la fortuna di condividere un pezzo di strada con te, abbiamo preso coraggio grazie a te, e oggi, con la generosità di sempre, condividi questo traguardo dedicandolo a tutti quelli, tanti, che in Fiaf lavorano e hanno lavorato nell’anonimato, valorizzando il lavoro altrui prima del loro. Ecco perché sei una persona speciale… sei la nostra giovane nonna Tina ;- )

  13. Cara Cristina, come puoi vedere, siamo tanti ad essere contenti che ti sia stato affidato questo impegno, e siamo tutti convinti
    che saprai regalarci comunicazione e emozioni.

  14. Sono anch’io lieto del prestigioso incarico affidato a Cristina Paglionico che ho fatto in tempo a conoscere e stimare, prima di ritirarmi dal palcoscenico della FIAF. Chi conosce la nostra storia sa quanto impegno sia stato profuso da me e dai miei collaboratori e collaboratrici per aprire sempre più le porte dei nostri circoli e le pareti delle nostre mostre alle donne fotografe. I risultati di oggi mi riempiono il cuore di gioia e di orgoglio per il successo di tante brave colleghe. La già citata Giuliana Traverso, che si affacciò con me, negli anni 60, nel mondo dei concorsi, era già stata preceduta da Carmen Crepaz di Trieste, prima donna al mondo ad essere insignita dell’onorificenza di EFIAP. Con lei militarono nel nostro mondo Franca del Turco e Maria Elena Piazza di Firenze, Marcella Marchisio di Torino, Wanda Tucci Caselli di Milano, Paola Gandolfi di Modena , Lella Beretta di Vercelli e tante altre sempre vive nella mia memoria e considerazione. A Cristina ed, attraverso a Lei che tutte le rappresenta, vada il mio abbraccio affettuoso. Michele Ghigo

    1. Grazie Michele per la tua fiducia e il tuo apprezzamento. Io non rappresento altro che un elemento di un percorso iniziato da molto tempo, per effetto di grande volontà e dedizione di tutti coloro che alla Federazione hanno donato tempo, opere, sapere. Mi metto nel flusso del nostro tempo con le risorse di cui dispongo e costruite sull’esempio e sulla passione di tutti quanti hanno fatto la storia della nostra Federazione. Insieme siamo una forza. Ricambio il tuo abbraccio. Forte.

  15. Cara Cristina, solo ora leggo di te e credimi non riesco a contenere la gioia per il giusto e meritato riconoscimento che hai avuto al punto che devo scriverlo nonostante l’ora tarda. Sei una persona con una grande cultura fotografica, una grande sensibilità umana e una grande umiltà, tutto questo fa di te una donna da prendere come esempio.Il nostro incontrarsi così per caso e parlarmi della FIAF mi ha aperto un nuovo mondo. Mi hai saputo appoggiare ed indicare nuove strade da percorrere per poter crescere. Grazie al neo Presidente per aver scelto te come Vice Presidente e auguri di cuore a te Cristina per questa nuova avventura che sarà sicuramente ricca di emozioni forti.
    Con tutta la mia stima e il mio affetto.
    Doretta Gerevini

  16. Grazie a tutti, carissimi. Ad ogni vostro commento associo l’entusiasmo dei primi passi in Federazione, il ricordo di tanti percorsi vissuti insieme, la voglia di fare e di fare sempre meglio, la voglia, soprattutto, di fare insieme. Un grazie speciale a Michele Ghigo, per la sua dedizione alla nostra Federazione, per quello stare dentro e stare vicino che non è mai venuto meno in tanti anni di militanza. Grazie per avermi accostata, sia pure immeritatamente, alle grandi donne Fiaf. Michele dice di essersi ritirato dal palcoscenico FIAF e questo credo significhi solamente che non occupa cariche istituzionali. Resta comunque uno dei Presidenti Onorari della nostra Federazione, il cui lavoro ci ha portato ad essere quella bella realtà che stiamo vivendo. E’ così che immagino il futuro della FIAF: un pò di palcoscenico, se serve, ma tanto tanto lavoro nei circoli, nelle realtà territoriali, per iniziativa dei singoli, sui grupppi di qualsivoglia natura. La nostra forza è esserci singolarmente con l’idea e la consapevolezza di far parte di una comunità che ha voglia e spazio per raccogliere i contributi di tutti, che ha necessità di ogni piccolo sasso per costruire la strada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button