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L’Infra-ordinario – Elaborazione del Concept _04 – a cura di Silvano Bicocchi

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Lo scrittore George Perec nel 1989 pubblica il libro:

L’infra-ordinario

 

Ecco alcune frasi introduttive al suo pensiero:

“Quel che ci parla, mi pare, è sempre l’avvenimento, l’insolito, lo straordinario […] I treni cominciano a esistere quando deragliano […] gli aerei hanno diritto di esistere quando sono dirottati […] I giornali parlano di tutto tranne che del giornaliero […]

“Ci si interroga sull’esotico, sull’inusuale, sull’eccezionale, si mette in scena lo straordinario. Ma la domanda vera è: cosa succede ogni giorno? E dove? E come?”

 Ma dov’è la nostra vita? Dov’è il nostro corpo? Dov’è il nostro spazio?”

“Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo”.

 “Cosa sappiamo della nostra quotidianità? Delle nostre abitudini? Dei nostri gesti più ripetuti?”

“Cosa succede quando non succede nulla, se non il passare del tempo, delle persone, delle macchine e delle nuvole?”

” Come si fa a parlare di ciò che non ha storia, di ciò che accade ogni giorno? Come lo si interroga, come lo si descrive?”

Il pensiero di Perec ha radici antiche e ha preso corpo con il lavoro di numerosi, artisti con diversi linguaggi. Già nel ‘1500 i pittori fiamminghi elevarono a soggetto artistico la vita quotidiana:

Pieter Bruegel il Vecchio (1525- 1569)

 

Johannes Vermeer (1632 – 1675)

 

La letteratura, la pittura dell’800 con il Realismo avvia l’espressione di una “Poetica del quotidiano”, e poi l’impressionismo eleva a soggetto artistico la vita contemporanea, i luoghi comuni, le strade, i caffè, le stazioni, i giardini e i momenti ordinari acquistano dignità artistica.

Claude Monet (1840-1926)

 

Pierre August Renoir (1841-1919)

Per avere un’idea del percorso storico che ha portato al pensiero di Perec, possiamo sintetizzare il processo culturale nelle seguenti stagioni:

  • Pittura di genere (dal 1500): la vita comune diventa soggetto artistico.

  • Realismo ottocentesco: la realtà contemporanea acquista dignità artistica.

  • Impressionismo (1874): la percezione individuale trasforma la rappresentazione della vita quotidiana.

  • Realismo fotografico, il situazionismo (1900).

  • Perec: l’ordinario con l’infra-ordinario diventa oggetto di osservazione sistematica dell’artista.

     

Dorothea Lange (1895-1965)

 

William Eggleston (1939)

 

Con il libro “L’infra-ordinario” Perec ci invita non solo a riconoscere il valore estetico e i significati del quotidiano, ma interrogare ciò che si trova sotto la soglia della nostra attenzione, e trovare i linguaggi per raccontarlo.

Le parole di Perec ci dicono che la nostra vita percettiva ha due piani distinti:

La notizia: clamorosa, urtante, manipolizza la pubblica attenzione.
Le cose cominciano a esistere quando diventano notizie.
La notizia è la comunicazione che ci sollecita i sensi e vuole rapire la nostra attenzione.

L’ ordinario : in cui convivono con prevedibilità e ripetitività, difficoltà e comodità.
L’ordinario quotidiano diventa esercizio di stereotipi, quando ripropone ogni giorno le stesse cose, dando così alla nostra vita una forma lineare che attraversiamo senza attenzione.


Lo stereotipo.

  • La mente umana, per velocità ed economia, lavora creando degli stereotipi.
  • Quindi non ritorna a ragionare su ogni aspetto, quando quel che affronta è già conosciuto e lo ha memorizzato producendo uno stereotipo.
  • L’Infra-ordinario ci chiede di riscoprire le ragioni che non ricordiamo più e che sono alla base degli stereotipi che ci guidano nella quotidianità.

 

Dallo scenario la scelta del “Tema personale”

Come in tutti Laboratori Di Cult, occorre conoscere lo scenario per poi scegliere il “tema personale”.

Allora chiediamoci di cosa è fatto l’Infra-ordinario?

E’ un concetto formato di due parole:

  • Ordinario
  • Infra

 L’Ordinario.

Nella vita quotidiana, ordinario si riferisce a ciò che è normale, abituale e prevedibile. Ecco alcuni esempi di ciò che potrebbe essere considerato ordinario:

  • Routine giornaliera: svegliarsi fare colazione, viaggiare, andare al lavoro a scuola, pranzare, fare attività del tempo libero, cenare e dormire, ecc..
  • Attività domestiche: pulire, cucinare, fare la spesa, pagare le bollette, ecc..
  • Interazioni sociali: conversare con familiari e amici, il vicinato, relazionare con colleghi di lavoro, il volontariato, ecc..
  • Attività di svago e passioni condivise: guardare la TV, leggere un libro, ascoltare musica, fare una passeggiata, stare al bar, laboratori per fotografare, dipingere, ecc…
  • Abitudini e passioni personali: fare esercizio fisico, meditare, tenere un diario, ecc..
  • Vita affettiva: cura dei nostri affetti verso persone, animali, ecc..

L’ordinario può variare da persona a persona e può essere influenzato da fattori come la cultura, l’età, la professione, lo stato di salute e lo stile di vita.

Nell’ordinario svolgiamo funzioni importanti per la qualità della nostra vita:

  • Stabilità e prevedibilità: nell’ordinario cerchiamo stabilità e prevedibilità, per una vita rassicurante e confortante.
  • Efficienza: le abitudini e le routine ci possono aiutare a faticare meno ed essere più efficienti nel affrontare i nostri impegni.
  • Senso d’appartenenza: nell’ordinario agiamo per assolvere ai ruoli del nostro nucleo famigliare e quello nelle comunità degli ambienti frequentati. 


L’Ordinario si svolge secondo i riti di costume.

Il rito di costume è un comportamento o una pratica collettiva o individuale che viene ripetutamente eseguita con uno stesso rituale, spesso vissuto al fine di rafforzare l’identità di un nucleo o di una comunità. La ripetizione anestetizza i sensi e la mente fino a spegnere la percezione verso gli attimi esistenziali. I riti si compiono in due diversi spazi esistenziali:

  • Privato: il mio infra-ordinario
  • Pubblico: il nostro infra-ordinario

In tutti i casi, nella scelta del “tema personale” occorre scegliere tra i riti che, anche se personali, possono diventare universali.

Foto di Franca Catellani

 

Privato: i riti della vita domestica.
–  I pasti: la colazione, il pranzo, la cena.
– La nettezza urbana: differenziata, ecc..
– La comunicazione: internet, social
– Il relax: la TV, lo Jogging, giochi in famiglia.
– Le feste (Pasqua, Natale, compleanno, ecc…)
– Gli elettrodomestici.
– La spesa.

Foto di Angela Ferrari.

 

Pubblico: i riti della vita sociale.
– La propria strada.
– Il proprio quartiere.
– I supermarket.
– II bar.
– La pizzeria.
– Il mercato.
– La mensa al lavoro.
– L’automobile.
– I mezzi pubblici.
– La passeggiata in centro.
– Lo shopping.
– La moda.
– Lo sport.
– Gli spettacoli.
– La cultura.
– Il lavoro.

L’Infra (-ordinario).

L’infra-ordinario è l’inverso dello stra-ordinario.
Se l’ordinario è l’abituale che appartiene alla vita comune, lo straordinario è l’eccezione che interrompe l’abituale, mentre l’infra-ordinario è ciò che sta al di sotto della soglia della nostra attenzione che riserviamo all’abituale.

Georges Perec ci invita a interrogare questa dimensione della nostra esistenza, a riconoscere ciò che l’abitudine ha reso invisibile.

Nell’indagare il nostro infra-ordinario possiamo andare oltre la semplice osservazione, cercando di scoprire le ragioni, le memorie e i significati che danno forma alla nostra quotidianità, per riconoscerli e rappresentarli.

  • Le storie: quali vicende hanno contribuito a formare l’ordinario che viviamo?
  • Gli oggetti e i dettagli: quali cose apparentemente insignificanti ci attraggono, ci appartengono e ci rappresentano?
  • Le abitudini: perché compiamo determinati gesti ogni giorno? Quali bisogni soddisfano e come le viviamo?
  • I luoghi: come sono fatti gli ambienti che abitiamo e amiamo? Perché li preferiamo ad altri? Quale rapporto instauriamo con gli spazi costruiti e con la natura?
  • Le relazioni: quali comportamenti caratterizzano i nostri rapporti con gli altri, conosciuti o sconosciuti? Perché assumiamo determinati atteggiamenti?

La fotografia può diventare lo strumento per trasformare questa interrogazione in una rappresentazione consapevole del nostro vissuto, dando forma visibile a ciò che l’abitudine aveva sottratto al nostro sguardo.

Foto di Eufemia Spiniello.

 

Il concept strutturale dell’Opera.

George Perec ci sollecita: Come si fa a parlare di ciò che non ha storia, di ciò che accade ogni giorno? Come lo si interroga, come lo si descrive?

Per rispondere a questa domanda con la fotografia, occorre trovare i linguaggi e le strutture visive che portino il nostro lettore a vedere l’infra-ordinario come fosse la prima volta.

Le serialità che distinguono l’infra-ordinario sono:

  • La grande varietà di una stessa cosa o di una stessa azione.
  • La ripetizione infinta della stessa azione.
  • Nell’opera occorre ideare un artificio rivelatore che dia loro evidenza.
  • Ecco alcuni esempi:

Nella costruzione dell’opera occorre quindi ideare un artificio rivelatore capace di rendere percepibili queste serialità, trasformandole in una struttura visiva significativa.

Foto di Elide Marchetti

 

Foto di Claudia Boccaletti

 

Foto di Michela Leonardi.

 

 

Foto di Silvano Bicocchi.

 

Silvano Bicocchi
Team Di Cult FIAF

 

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