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Infra-Ordinario Elaborazione del Concept 01 – Lab Di Cult 274 – Andrea Fornaro e Diana D’Alessandro

L’infra-ordinario

Elaborazione Concept Lab 274

Georges Perec è uno scrittore francese autore di diverse pubblicazioni tra le quali ”La vita, istruzioni per l’uso” del 1978 e appunto l’ultimo suo libro “L’infra-ordinario” del 1982 l’anno della sua scomparsa.

In particolare in questi due suoi ultimi testi Perec ribalta il rapporto tradizionale tra narrazione e descrizione, rendendo la descrizione stessa la vera protagonista del racconto nel momento in cui elenca con estrema meticolosità oggetti, spazi e dettagli che appaiono davanti ai suoi occhi.

La struttura dei suoi testi segue una disposizione, lineare, geometrica, rigorosamente schematica, quasi ossessiva nella sua ripetitivà anestetizzante, per l’attento lettore quasi ipnotica.

Nel “L’infra-ordinario” osserva anche il banale cercando di catturare ciò che di solito non viene notato, interrogandosi su cosa significhi guardare il quotidiano e il tempo che passa.

Ci incita ad osservare e catturare con la nostra vista, interpretandolo,  anche ciò che può sembrare apparentemente più insignificante nella vita di ogni giorno in un mondo caratterizzato dalla straordinarietà degli eventi giornalmente celebrati dalle tv e dai giornali  nel quale ci sfugge spesso ciò che è appunto dentro l’ordinario.

Ci sollecita ad entrare dentro ciò che è consuetudine vedere ad attraversarlo con una personale visione, quasi come una “macro” del mondo che ci circonda alla ricerca dell’ordinario dentro lo stesso ordinario.

Andrea Fornaro

E’ un invito a riappropiarci di un modo del vedere lento che lo scrittore francese già formulava ai primi degli anni ’80 in un mondo allora non ancora invaso dai contenuti multimediali dell’oggi, un po’ l’antesignano del pensiero più recente di Joan Fontcuberta.

Alcuni contenuti del “L’infra-ordinario” di Perec richiamano infatti al più vicino ed attuale “La furia delle immagini” di Joan Fontcuberta spagnolo docente, critico e storico della fotografia che come attento osservatore della realtà contemporanea ci illustra in modo lucido i nuovi significati dell’immagine, delle modalità con cui ci riguarda e ci colpisce.

Quest’ultimo ci parla di quella che potremmo definire una vera e propria “bulimia di immagini” che ci perviene e pervade nella quotidianeità da ogni dove.

Alla stampa e alle televisioni presenti negli ultimi decenni del secolo scorso si sono infatti aggiunti oggi i social, i media attraverso un mondo sempre più interconnesso e senza più confini comunicativi invaso per ultimo anche dall’avvento dell’intelligenza artificiale con tutti gli interrogativi che essa pone.

Come quindi affrontare con un racconto fotografico su un tema “L’infra-ordinario” apparentemente complesso senza cadere nella tentazione di produrre immagini banali, e stereotipate ?

Andrea Fornaro

I soggetti del tema sono le cose della vita di ogni giorno, quel niente che di solito trascuriamo o manteniamo ai margini della nostra vista. Per questo motivo può riuscire difficile dare loro credito come parti visive di una semantica artistica.

L’interpretazione fotografica può tradursi in immagini che mantengono la condizione di “cosa” ci ciò che descrivono, ma i loro soggetti subiscono una alterazione concettuale per le modalità con le quali sono stati rappresentati divenendo un qualcosa cui l’osservatore potrà attribuire un proprio significato.

Ed è questa la forza che la fotografia possiede tramite la sua carica visiva e immaginativa che trasferisce all’osservatore.

Cambiamenti di scala o della ambientazioni consuete, punti di vista rivelatori, semplici giustapposizioni, doppie esposizioni e rapporti tra sagome e forme sono gli elementi che possono essere in questo senso considerati.

Andrea Fornaro

E’ un repertorio di immagini che può spaziare ad esempio dagli oggetti in equilibrio e accatastati, bordi e angoli, spazi abbandonati, spazzature e rovine, cartoline in archivio ricevute o mai spedite, a forme fugaci ed effimere, come la neve, la condensa, la luce, le ombre, i riflessi.

In questo senso possono funzionare ad esempio anche le immagini catturate fotograficamente in ore diverse attraverso una finestra, seduti al tavolino di un bar, elementi così ovvi da riprendere che non si notano, ma esistono sempre per un attimo e poi saranno per sempre perduti.

Solo a prima vista quindi elementi fugaci e transitori, oggetti che a malapena costituirebbero soggetti appropriati per delle fotografie, ma che vivono attraverso il simbolismo visivo e i segni indiziali presenti nella fotografia.

Andrea Fornaro

La sfida che ci attende è quindi quella di riuscire ad interpretare il tema attraverso proprio la personale  curiosità di ricerca visiva giornaliera ed in questo senso la fotocamera diviene strumento potente capace di darci il permesso reale ed emotivo di esaminare i momenti della vita anche negli aspetti meno evidenti, più insoliti ma che certamente godono di una dignità pari a quelli più straordinari.

Andrea Fornaro e Diana D’Alessandro

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