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Gregory Crewdson – di Antonino Tutolo

Gregory Crewdson  di Antonino Tutolo

   

http://www.aperture.org/crewdson/

Su una strada di Arlington, Massachusetts, Gregory Crewdson guarda cadere i primi fiocchi di neve. Erano previsti dieci pollici di neve e dieci pollici sono caduti, coprendo i negozi di tatuaggi, le caffetterie ed i negozi di barbiere, con un farinoso bianco silenzio. L’autorità ha deciso di chiudere la strada – da queste parti sono abituati alle sue richieste.

Crewdson, 50 anni, è in attesa del tramonto, il momento in cui luce del giorno, la luce stradale, quella del set, il semaforo (che è bloccato sul giallo) e i neon saranno in perfetta simbiosi. Quando un camion passa sulla neve lasciando due righe parallele oltre alle orme dei passanti casuali, un branco di assistenti si affretta a ricoprirne le tracce.

Le foto di Crewdson – che egli definisce “un momento congelato” – sono ambientate nei sobborghi americani.

 Elaborate e preordinate nei dettagli più minuti, grazie all’aiuto di un nutrito numero di assistenti, sono suggestive scene oniriche della paura e della solitudine, ma anche della meraviglia.

 

 

Crewdson ricerca la sensazione perturbante, trasformando il quotidiano tramite l’illuminazione, in modo che tutto appaia strano e misterioso.

 

Ogni cosa sembra contenuta in una prigione ovattata di apparenze, in cui i sopravvissuti nascondono le ferite della loro esistenza.

 

Le sue foto sembrano popolate da fantasmi o rimpianti, permeate da un senso di alienazione. Qualcosa sta per accadere o è appena accaduto. Osservandole proviamo l’inquietudine ed il mistero dei quadri di Edward Hopper o l’assurdo dei noir del regista David Lynch.

Quadro di Edward Hopper

“Sono sempre stato affascinato – egli afferma – dalla condizione poetica del crepuscolo. Con la sua qualità trasformativa. Il suo potere di trasformare l’ordinario in qualcosa di magico e ultraterreno”.

 

Gregory Crewdson (Brooklyn, New York, 26 settembre 1962) ha studiato fotografia al Purchase College, poi ha frequentato la Yale School of Art, presso la Yale University, nel New Haven, ricevendo un master in belle arti. Ha insegnato presso il Sarah Lawrence, il Cooper Union, il Vassar College e presso la Yale University, dove ha tenuto una cattedra fino al 1993.

L’opera di Crewdson è presente a New York alla Luhring Augustine Gallery e a Londra alla White Cube Gallery.

Dal 19.12.2007 al 2.3.2008, al palazzo delle Esposizioni di Roma, è stata proposta una mostra di Gregory Crewdson, che ha presentato il percorso artistico del fotografo americano a partire dagli inizi, risalenti agli anni 1987-88, con la cosiddetta serie “Early Work”, fino alla serie più recente, intitolata “Beneath the Roses” (2003-2005), passando per le opere degli anni ’90 tra cui la serie “Natural Wonder” e “Dream House”.

 

Palazzo delle esposizioni

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5 commenti

  1. Antonio Tutolo ancora ci dimostra quanto efficace e rivelatrice possa essere la ricerca su Internet di fotografi operanti in altre parti del pianeta. La fotografia ovunque provenga riesce sempre a parlarci con la sua lingua iconica che ci fa sentire stranamente subito in sintonia con uomini di cultura diversa dalla nostra. Guardate che non è cosa da poco questa capacità dell’immagine fotografica di annullare il provincialismo e aprire le menti verso il mondo intero. Le fotografie di Gregory Crewdson come i quadri di Hopper rappresentano i sentimenti complessi dell’umanità contemporanea, come lo fa il cinema la letteratura. I suoi significanti visivi sono prima di tutto segno di consapevole conoscenza della vita che circonda l’autore e rappresentazione del suo pensiero sulle vicende umane. Complimenti ad Antonino Tutolo per il suo percorso di animatore culturale.

  2. Trovo un accostamento con Hopper, più che con il regista Lynch.
    Le immagini di Crewdson sono più paragonabili agli ambienti naturali e genuini di Marc St. Gil ed alcuni di Eggleston, ( per paragone cinematografico potrei anche citare la fase o periodo Americano di Wim Wenders ).
    Ma arrivano a piacermi sempre poco gli artisti d’accademia, perché tendono ad assomigliarsi eccessivamente tra di loro in idee e risultati.
    Il nostro omologo potrebbe essere per esempio un Alessandro Imbriaco o un Maurizio Cogliandro, sinceramente questo genere di fotografia d’artefazione pre o post dopo un po’ ( a me ) stanca !
    Lynch ha un idea diversa dei suoi luoghi e dell’oscuro che si cela dietro o sotto l’apparente ordine umano, estrema nelle sue pitture, link:
    http://www.thecityofabsurdity.com/paintings/dogchild.html
    Lynch paintings.
    Più assimilabile attraverso i suoi film ( Velluto Blu, Mulholland Drive ), d’accordo che la fotografia può essere anche concepita come ad una emulazione di tipo pittorico. Ma a vedere la serie di Crewdson per bene, alla fine non so perché sa convincermi in pieno solo Hopper 🙂

  3. Accipicchia! Antonio mi hai surclassato in volata!
    Anch’io sono stata folgorata dall’opera di Gregory Crewdson, e stavo preparando un intervento su una sua opera tratta da Beneath the Roses.
    Il lavoro di questo artista, a mio vedere geniale, dimostra in maniera inequivocabile, come la creazione fotografica nasca prima di tutto da una nostra unica e personale visione del mondo.
    La ricerca dell’attimo perfetto, perseguita in maniera maniacale, fa sì che la personale visione dell’artista diventi fruibile a tutti attraverso la creazione di immagini struggenti, cariche di pathos e di una lucida visione dei sentimenti.
    Queste fotografie, di grandi dimensioni e dalle quotazioni a sei zeri, inghiottono l’osservatore in metafisiche visioni di attimi così perfetti da causare uno strano stato di stordimento, come se l’attimo cercasse in qualche modo di rifuggire lo sguardo.
    Ci sarebbe da parlarne delle ore, infatti i suggerimenti e di rimandi sono tantissimi; è questa la fotografia che amo, che ti aiuta a vedere aldilà della carta stampata.
    Bella scelta, sempre di grande qualità gli interventi di Agorà! Grazie Antonio.

  4. Le scelte raffinate di Antonino Tutolo riescono sempre a colpirmi e anche questa volta ci ha presentato un autore che fa della ricerca, della perfezione stilistica e della genialità le sue armi migliori.
    Sicuramente sarebbero opere che meriterebbero una visione reale per poter apprezzare al meglio tutti i particolari , ma ringrazio Tutolo per avermi fatto a conoscere un fotografo che non conoscevo e del quale apprezzo la sua capacità di creare atmosfere che a me sono particolarmente care.

  5. Gregory Crewdson fa parte di quel numero di grandi fotografi molto quotati nel mondo del mercato fotografico di cui ci ha parlato Piera Cavalieri nel suo intervento all’Happening-Simposio di Sestri Levante.
    Voglio ringraziare anche io Antonino Tutolo per questa interessante ricerca che ci propone su Agorà e che ci aiuta ad approfondire l’oggi fotografico.
    Ho trovato, come puntualizzazione, a quanto è stato detto, molto interessante anche un video dal titolo L’istante perfetto – Il mondo di Gregory Crewdson. (presente in rete)
    Orietta Bay

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