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Figli delle stelle – di Giacomo Innocenti

“Figli delle stelle”

di Giacomo Innocenti 

C.F. “Il Gruppo” 

Opera presentata all’attività “Insieme per la fotografia” dei Circoli Fotografici di Pisa.

 
Ho sempre sognato di volare nello spazio e ho sempre invidiato gli astronauti che possono nuotare tra le stelle.
D’altronde le stelle sono da sempre muse ineluttabili del pensiero umano.
Dobbiamo infatti considerare (cum-siderare!) che la vita è desiderio (de – siderium!), che siamo figli della terra…
E la terra è polvere di stelle.  

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5 commenti

  1. “Insieme per la fotografia” è l’attività, promossa da alcuni Circoli Fotografici della Provincia di Pisa, che mi ha suggerito l’ideazione del Photo Party. Infatti è un’attività di lettura di portfolio fatta da quattro “esperti” di estrazione anche esterne al mondo della fotografia,in particolare quest’anno, oltre a me, c’era lo studioso di letteratura Simone Ticciati, il Regista Paolo Benvenuti, l’Autore dell’anno FIAF Enzo Cei. Gli amici pisani hanno spontaneamente avviato questa modalità di lettura alla ricerca di una dilatazione dell’interesse verso la fotografia, in un clima serio e franco, come i toscani riescono a essere, ma anche sereno e festoso che termina con un bel rinfresco dove si trascorre un’ora molto piacevole di incontri e scambio di pareri.
    Le opere presentate provengono dai Circoli partecipanti all’attività provinciale e si presentano di tutti i livelli: dagli autori al primo portfolio desiderosi di insegnamenti, a quelli già esperti.
    Come dal pensiero del Dipartimento Cultura, le opere presentate su Agorà Di Cult non sono una selezione delle più belle opere che abbiamo visto per l’Italia ma quelle che sono apparse nelle attività organizzate dai nostri Circoli di ogni livello, c’è la visibilità per tutti. Anche il parere che evidenzia il limite di un’opera, se fatto con il garbo giusto e giustificando la propria critica, sarà sicuramente molto apprezzato dall’autore.

  2. “Figli delle stelle” di Giacomo Innocenti, è un’opera di genere creativo in quanto non rappresenta la realtà ma una sua trasformazione ottenuta in postproduzione, è quindi pura immaginazione!
    Nella serata ha colpito l’idea improbabile che ha gerato il lavoro e la grammatica che da ogni singola immagine a generato l’ultima, nella quale appaiono insieme tutte le figure umane che sono apparese singolarmente nelle altre immagini.
    Gli esperti hanno letto differenti significati in queste immagini che, per i segni posti in gioco, riescono ad agitare l’incoscio.

  3. E’ una foto originale e ritengo sia un altro passo importante, realizzato sul percorso dell’immagine fotografica. La creatività, la cui base è impostata sulla cultura che spinge e stimola la fantasia dell’individuo a librarsi nella ricerca della forma e del colore, utilizzando la macchina fotografica e tutte le altre opportunità che il progresso artistico e tecnico mettono a disposizione, è sempre da apprezzare. Anzi, per la crescita del “fotografo”,sarebbe importante frequentare le mostre fotografiche, sia del passato che dell’avanguardia, perché, quelli, sono i momenti indispensabili per la formazione personale del proprio substrato culturale. Tutto ciò penso sia il cardine propulsore che dovrebbe spingere il neofita verso la realizzazione di immagini fotografiche, ma, questo, deve essere anche un costante e indispensabile riferimento per coloro che vantano notevoli e positive esperienze nelle creatività fotografica. I vari circoli fotografico-culturali devono, quindi, darsi anche il compito di riesumare dal passato immagini o tematiche fotografiche, discuterle e confrontarle con quelle realizzate oggi. Le discussioni sulle immagini sia dell’800 che del ‘900 fino all’avanguardia, sono stimolanti per tutti e spingono la curiosità umana, ad una più costante presenza dei vecchi e dei nuovi soci di ogni circolo fotografico.
    “La curiosità e lo studio spinge l’uomo alla scoperta delle bellezze inimmaginabili…”.
    Forza andiamo avanti….i giovani ci guardano e aspettano tanto da noi!!!
    Pisa,07.02.2013

  4. Figli delle stelle?! Eh ci porterebbe via troppe parole e non si può, altrimenti.
    Ovviamente liberi di esprimere un proprio convincimento, uno stato emozionale, un volo siderale. Solo che la fotografia fa uso di altre “parole” grammatica e sintassi diversa anche dalle cosiddette “arti plastiche”. Sicché quando poi si comunica con il resto, che non vola ma ci prova, il cosmonauta deve poter offrire una rotta. Diversa+mente, scritto così, ci si perde nello spazio interstellare. O come vogliono alcuni astrofisici, nella “materia oscura”. Di cui le immagini. Ciò non significa fermarsi a fantasticare e proporre voli di fantasia. S’intende dire che bisogna lavorare ad affinare la trasmissione: chiaro e limpido diversamente “Houston we have a problem” Apollo 13.

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