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Carmela – di Marina Giannotti

Carmela – di Marina Giannotti

Da qualche tempo mi occupo di fotografia e psiche, e noto con piacere, che molte persone sono estremamente interessate all’argomento, soprattutto le donne.

Ed è proprio in occasione della giornata sulla violenza alle donne, ho voluto apportare un mio contributo, raccontando in tre immagini una tragica vicenda, quella di Carmela, una ragazzina di 14 anni violentata da un gruppo di ragazzi, che in seguito al trauma subito, scelse di suicidarsi.

Della sua storia ancora se ne parla, in quanto questa scelta estrema ha lasciato un riflesso ben preciso … quello del fallimento della società di fronte ad alcune gravi questioni che riguardano i giovani, ma soprattutto le donne.

 Attraverso la scelta di simbolismi ben precisi (la terra, lo specchio e l’acqua), cerco di esprimere una forte riflessione sulla persona, in fotografia la definiremmo di tipo “gestaltico”, che diventa la sincera riflessione umana di una vita spezzata.

La messinscena teatrale è fortemente rappresentativa del continuo dilemma tra ciò che è terreno e ciò che è spirituale.

 

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2 commenti

  1. Marina Giannotti con “Carmela” ci parla di una triste storia di violenza sulla donna affrontandolo con un’idea di tipo artistico per la riflessione spirituale condotta. Lo fa col linguaggio sintetico del simbolo e con poche ben meditate immagini. C’è un infinito silenzio attorno a questo trittico che evoca l’incredulità che ci invade di fronte alla dolorosissima storia di questa giovane donna. Quattro sono gli elementi posti in relazione: la ragazza, la cornice a specchio, la terra, il mare con la sua battigia. Nelle immagini si evince: l’innocente età annunciata dall’abito bianco, l’oppressiva complessità sociale e culturale che trova nella terra nera il suo segno forte e misterioso, la battigia con l’onda e la farfalla sono il sogno di felicità della giovinezza. L’ultima è solo terra che fagocita l’immagine lontana di Carmela. Complimenti all’autrice per la forte ed espressiva sintesi visiva con la quale ha ricordato questa triste vicenda che in Italia è purtroppo spesso solo cronaca.

  2. Conosco Marina ormai da anni e la considero una fotografa molto dotata e anche molto produttiva.
    Mi fa sempre molto piacere vedere i suoi nuovi lavori.
    Ho potuto costatare che la sua sensibilità nei confronti della Donna è sempre molto forte e il modo in cui sa affrontare certe problematiche è molto personale e non trascende mai certi limiti “visivi”.
    Quello che ha saputo maturare nel corso di questi anni è senza dubbio la forte sintesi che le permette di mantenere sempre alta la tensione narrativa.
    Brava Marina. Cinzia

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