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Presenze – di Andrea Tesauri

Presenze – di Andrea Tesauri

 

Opera letta al Face to Face di ColornoPhotoLife 2013

Dicono che quello che avviene soltanto una volta in verità è come se non fosse mai avvenuto.

Un corpo prende forma dal buio illuminato da una piccola luce. L’esposizione è lunga ,il fotografo molto vicino al soggetto, la macchina fotografica sul cavalletto, distante. Quel corpo cosi lontano da stereotipi e perfezione è destinato a vivere la sua unica vita in quei pochi attimi. Proviene dal nulla, il nero misterioso che l’avvolge fino ad un’ attimo prima dello scatto, e nonostante numerosi tentativi non potrà mai esser riprodotto come in quei secondi.

La macchina fotografica registra fedelemente l’irrealtà. Nascono cosi forme, perlopiù eleganti, che si muovono liberamente nel formato quadrato. Immagini anche molto diverse tra loro che introducono una componente ingovernabile: l’emozione. L’emozione libera di 2 soggetti :il respiro e la paura di essere messo a nudo del fotografato, l’eccitazione e l’impulso del fotografante.

La loro vicinanza crea un legame nel quale quest’ultimo cerca di proteggere l’identità del primo.

Si passa dal nero a zone bruciate,da corpi precisi ad altri solamente abbozzati, da figure piccole ad altre più importanti ma in tutte le forme (anche in quelle apparentemente piu astratte) è presente un elemento chiaro dal quale, come un punto cardinale, è possibile ricostruire la figura.

 L’osservatore pertanto potrà perdersi ad ogni sfumatura, rallentando i suoi ritmi caotici, cercando nella lentezza emozioni che non ha mai consumato.

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3 commenti

  1. Con “Presenze” di Andrea Tesauri si chiude la nostra trilogia sul corpo. Anche questa è un’opera animata da un’idea artistica per l’originale processo creativo atto a produrre un’immagine orientata alla rappresentazione di una realtà interiore. L’autore ci ha spiegato che del corpo alla macchina, con otturatore sempre aperto nel buio, giunge solo la luce che lui ha dosato in intensità e posizione sulla modella. In questo modo egli attribuisce il valore simbolico all’immagine che solo per somiglianza può essere intesa segno di un corpo. L’incontro nel buio tra l’autore e la modella presenta una trama erotica e di quella si sente lo spaesamento che libera l’immaginazione. L’idea centrale che prende forma ci parla della segreta immagine del corpo dell’altra che il giovane autore ci ha voluto comunicare.

  2. Il corpo umano è a mio avviso quanto di più perfetto e articolato possa esistere, e la sua riproduzione grafica o fotografica risulta molto impegnativa: personalizzare il proprio intervento significa in qualche modo procedere a una “ri-creazione” e il compito diventa ancora più arduo, in virtù di un equilibrio formale difficile da raggiungere.
    Non tutte le immagini del portfolio hanno la stessa forza espressiva (dalla ridotta visualizzazione a monitor, mi sembrano un po’ esasperate e/o incomplete la n*3-5-6-12).
    Non riesco ad individuare la presenza/interazione del fotografo, che mi parrebbe comunque in contrasto con la dinamica di ripresa, atta a “mettere in luce” la modella e non a “proteggerla” (quindi anche il titolo potrebbe essere ripensato…).
    Positiva la scelta di mantenere un punto di messa a fuoco leggibile e appropriato il taglio quadrato in cui racchiudere la scena. Nel complesso una bella ricerca, sicuramente molto partecipata dal fotografo, sia in fase progettuale che in fase di ripresa.

  3. Andrea Tesauri ci propone una visione fotografica estremamente “pittorica” del corpo umano, nel senso che egli dipinge, nel vero senso della parola, il corpo con la luce e in questa sua interpretazione c’è l’essenza stessa della fotografia ( disegnare con la luce). Alcuni tratti del corpo della modella escono prepotenti dalle tenebre….è vero , non sempre la scelta grafica è impeccabile, ma sicuramente le foto si distinguono per un forte impatto emozionale. Complimenti all’autore per la bella idea.

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