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Viraggi – di Giuliana Traverso, a cura di Orietta Bay

Viraggi – di Giuliana Traverso, a cura di Orietta Bay

Siamo negli anni 80 e Giuliana Traverso continua la sua appassionata attività di Fotografa e Maestra di fotografia, instancabile protagonista di mostre, workshop ed incontri .

La sua è sempre un’ imprevedibile ricerca di nuovi stimoli, di sollecitazioni creative che la portano ad addentrarsi nei territori dell’immaginazione per trovare la scintilla da cui far scaturire l’idea che appaga la sua voglia di continuo rinnovamento.

Certo parte da questa sua pacifica rivoluzione di significato il trasformare uno scatto da lei felicemente realizzato in bianco e nero in un indefinibile altro tono cromatico.

E’ solo molto limitativo definirli “Viraggi” ossia scantonamenti dal vero colore del reale per concentrarsi su una dominante creata per sostituzione chimica. Queste sue sono manipolazioni, miscugli, diluizioni, assemblaggi, allontanamenti, che producono nuove visioni che meravigliano i nostri occhi attenti.

Un desiderio realizzato che ripropone oggetti conosciuti, spazi già visitati, atmosfere già vissute in chiave diversa. Una (ri)creazione che cambia e rinnova dandoci altre possibili letture perché rimanda a nuovi stimoli.

Nel porci davanti a queste immagini che fanno parte di vari progetti fotografici pur nella diversa primaria impressione sentiamo la volontà intensa di volerci comunicare la sua visione, il suo sentire profondo.

Con la stessa partecipazione emotiva ci porta ad ammirare questi quadri in cui natura e oggetti ci stupiscono stimolando la nostra fantasia.

Sono un gruppo di panni stesi che sventolano ma ci appaiono come bandiere in protesta contro un cielo cupo e minaccioso e ancora rifiuti che sentiamo trasformati in trasparenti veli che volteggiano tra rami secchi, forse, lì abbandonati da leggiadre fanciulle in fuga. E così i grandi girasoli dall’aspetto drammatico, preoccupati custodi della bellezza della natura o i magici cavallini di una giostra in riposo dopo i tanti fantastici giri percorsi.

E come sostiene Divo Gori (nella presentazione della Mostra “Viraggi” a Genova nel 1984)

“se tutto ciò rinnova la mia attenzione e richiama ancora una volta il mio sguardo appena distolto, ed ogni volta avverto, “sento” una cosa in più sulla stessa corda, allora vuol dire che questo è “comunicazione”. Un riaffiorare di ricordi e pensieri che ci fanno sentire in sintonia con Lei e le sue creazioni.




Note tecniche

Per definizione, da vocabolario, si dice “Viraggio”: Operazione mediante la quale, impiegando opportune soluzioni, si modifica il colore di una immagine fotografica in bianco e nero sostituendo all’argento un suo sale o un sale di un altro metallo.

Il viraggio è perciò una delicata operazione con la quale, agendo chimicamente, si dà luce, colore, vita a una immagine fotografica.

Il viraggio esige profonde conoscenze chimiche, eccellente senso della luce e del colore, rare doti di originalità e creatività. Tale tecnica produce esemplari irripetibili.

Giuliana Traverso dice: sono una donna e non conosco bene la chimica ma un giorno di circa trent’anni fa Gianni Pezzani , allora giovane fotografo, mi diede le prime spiegazioni.

Non si trattava di eseguire Viraggi tradizionali ma di sperimentare e studiare. Abbiamo iniziato un’avventura che mi meravigliava ed era sempre molto imprevedibile. Ho proseguito poi le mie ricerche da sola, se e a quali livelli ho ottenuto plauso lo devo anche al mio, in questo caso, primo maestro.

 



Conclusione del progetto e invito.

Con questo post si conclude la riflessione proposta in questi mesi sulla produzione fotografica di Giuliana Traverso. Ancora molto ci sarebbe da dire, ma nella speranza di aver smosso, con la presentazione di alcune tra le sue opere, la voglia di conoscerla in modo più completo, vogliamo lasciare in tutti il piacere di continuare a seguirla personalmente, soprattutto nel percorso artistico attuale, ancora pienamente in evoluzione.

Segnalando anche, per chi non la conoscesse di persona, che lo potrà fare in occasione della sua Mostra “Viraggi nelle emozioni di Giuliana Traverso , cromatismi dal bianco e nero” a Milano Presso la Galleria Arnaldo Pavesi dal 20 marzo al 4 aprile 2014.

 
 
 
 

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7 commenti

  1. Grazie a Giuliana Traverso per aver concesso la pubblicazione delle sue opere su Agorà Di Cult e rivolgo un sincero encomio a Orietta Bay per aver tenuto fede al proprio arduo proposito di presentare tutto il percorso a ritroso nel tempo delle opere della sua “Maestra”.
    Ci piacerebbe che questa interessante ricerca fosse condotta da altri iscritti al Dipartimento Cultura FIAF su nuovi autori, perché sarebbe sicuramente un importante studio di critica fotografica e di storia della fotografia.
    Se raccoglierete queste pubblicazioni ne otterrete un libro antologico sull’opera di Giuliana Traverso raccontata da chi l’ha conosciuta da molto vicino. Sicuramente questo ampio percorso va messo tra le pagine più belle di Agorà Di Cult.
    Voglio in particolare esprimere vivissimi complimenti a Orietta Bay per aver creduto al nostro sincero interesse e di essersi dedicata a questo progetto impegnativo con rara sensibilità e grande professionalità. Tutti oggi sanno ciò di cui lei è capace nel rapportarsi con i lavori fotografici.
    Evidenzio che chi desidera conoscere personalmente Giuliana Traverso lo potrà fare all’inaugurazione della mostra de “Viraggi” annunciata in questo post.

  2. Queste immagini mi fanno tornare in mente un interessante scambio di opinioni che ho avuto poco tempo fa con la fotografa L. Chellali. Argomento, il fatto che ad oggi si possa dire con sufficiente sicurezza che le immagini formalmente o puramente descrittive sono state già tutte realizzate, e che quindi il linguaggio della fotografia contemporanea si muove, già da tempo, verso altre direzioni. Io non lo credo questo perché ciò è già una contraddizione se per esempio si parla di foto giornalismo, non è vero che è già tutto stato fatto. Ed anche nella street, e poi interpretare significa anche essere sufficientemente descrittivi se facciamo vedere situazioni particolari e messaggi comunicativi ( Doisneau, Bidermanas ). Dare una nostra interpretazione con i metodi a noi più consoni è la linfa della comunicazione visiva, poi bisogna saper discernere sul cosa si fa vedere. Basta davvero un effetto particolare dato ad una composizione anonima e scontata, o banale, per rendere una fotografia sempre comunicativa ? In casi come questo lo sforzo che faccio almeno io è quello di pensare alla fotografia associandola di più alla pittura, cercando di decifrare gli elementi di forza e l’interazione tra essi. Immaginando anche altre possibili esposizioni ( compresa l’emulazione visiva del nostro occhio nudo ). In questo caso mi sembrano interessanti l’immagine dei panni stesi nella due, la casa nella quattro e l’ultima ( Défense Parigi ? ).

  3. Vedere le foto e la voglia di interpretazione di questi grande maestri della fotografia, ti spingono sempre a fare di più di quello che stiamo facendo, ora è più facile con il digitale, ma sicuramente la capacità di personalizzare l’immagine è sempre più importante.
    Grazie ad Orietta che ci porta alla visione questi scatti e queste riflessioni, il nostro cervello ha sempre bisogno di essere alimentato.
    Aggiungo una nota che chi volesse vedere alcune opere di Gianni Pezzani sono esposte in questo periodo a Parma alla galleria Rossoamapola.
    Gigi Montali (Colorno – PR)

  4. Non si vede umanità ma si sente. Si sente il riso dei bimbi intorno alla giostra, il calore di quei panni che hanno avvolto chissà chi,il fruscio dei rifiuti che sembrano diventare foglie al vento. Solo tale forza evocativa è segno dei grandi Maestri.

  5. L’entusiasmo e la competenza di Orietta Bay ci hanno condotto per mano nello scoprire o nel riscoprire una grande fotografa Giuliana Traverso , che ha fatto della sperimentazione e della poesia la sua ragione di vita artistica. Non possiamo che essere grati a Orietta per questo suo impegno e cercare di raccogliere l’invito che il Direttore ci ha fatto.

  6. Sono convinto che la fotografia sia “un elisir di lunga vita”.
    Ne ho avuta riprova giovedì scorso, 20 marzo, incontrando Giuliana Traverso in occasione dell’inaugurazione della sua mostra a Milano.
    Non la conoscevo di persona, e questo incontro – pur nella brevità contingente del momento – mi ha trasmesso una piacevolissima sensazione di sincera accoglienza amicale. Credo che questo sia un primo aspetto che caratterizza uno “spirito sempre giovane”, mai stanco delle nuove esperienze che la vita propone, e anzi, le ricerca con immutata curiosità.
    E proprio la curiosità è un secondo aspetto che caratterizza Giuliana Traverso, e qualifica/motiva la sua opera fotografica.
    Mi ritrovo pienamente in queste sue opere esposte, ritrovo lo stesso entusiasmo che ci muove nel desiderio di sperimentazione e ricerca prima, e di condivisione subito dopo, con un prezioso “allenamento cerebrale” (ma anche pratico/manuale) che mantiene indubbiamente giovani, aperti alla proposta di opere che non sono mai solo superficialmente estetizzanti, ma indirizzano il pensiero a riflessioni proprie. Grazie!

  7. Grazie a tutti per gli apprezzamenti e per aver condiviso con entusiasmo e stimolanti riflessioni questo percorso.
    E grazie a Giuliana Traverso che ci ha permesso di poterlo fare consentendoci la pubblicazione delle sue opere.
    Cerchiamo, come suggerisce Massimo, di accogliere il suggerimento del nostro Direttore e mettiamo nuovamente in cammino.
    Orietta Bay

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