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Giovanni Verga , Scrittore Fotografo – di Orietta Bay

Giovanni Verga , Scrittore Fotografo  di Orietta Bay

 
Mostra realizzata grazie alla concessione della Fondazione 3M (prima curatela – Roberto Mutti – Milano e Genova)
 

C’è stato da subito, fin da quel lontano 1839 quando l’invenzione di Daguerre venne ufficialmente presentata all’Accademy de France, un rapporto controverso, non facile, tra letterati e fotografia. “L’hanno corteggiata e odiata. Si sono prestati edonisticamente a essere catturati dal suo sistema nel quale hanno talvolta interferito con cupa violenza” (Giuseppe Marcenaro).

Questa complicata relazione ha creato momenti di forte dissidio, come non ricordare la celeberrima lettera di Baudelaire che tra le altre cose diceva: “È sorta in questi deplorevoli giorni una nuova industria che ha contribuito non poco a distruggere ciò che di divino forse restava dello spirito francese” o i cambi di posizione di John Ruskin che passa dal collezionismo alla denigrazione. Ma la fotografia, grazie a quel misto di creatività e capacità tecnica, quel suo reinventare la realtà e produrre nuovi punti di vista è stata capace di affascinare e incuriosire il mondo dei creativi e dei letterati come nel caso di Paul Valery che sostiene: “La fotografia ha abituato gli occhi ad aspettare quel che dovevano vedere” e ancora “Oserò aggiungere che talvolta la fotografia ardisce praticare persino la menzogna, che è la grande e sempre florida specialità della parola”.

Anche in Italia la “fatale invenzione” trova terreno fertile e da subito inizia la sua ascesa.

Alla fine dell’ottocento le tendenze estetiche si polarizzano sinteticamente su due fronti: in uno i pittorialisti, tra i quali spicca Guido Rey e nell’altro fotografi come i fratelli Giuseppe e Luigi Primoli che ricercano una visione più oggettiva della realtà.

In particolare c’era una corrente letteraria che rimase colpita dalla fotografia: quella dei “veristi”. Autori che raccontavano le vicissitudini e le difficoltà di un mondo di persone umili, definito in Italia “il mondo dei vinti” e che l’obiettivo fotografico riusciva a portare in prodigiosa evidenza.

Tra gli autori noti troviamo Emile Zolà, August Strindberg e ancora autori russi, tedeschi e francesi.

Che tra i grandi scrittori italiani, da noi amati e studiati, che hanno abbracciato, anche se in modo amatoriale la fotografia, ci sia Giovanni Verga, uno dei padri del nostro verismo, non era noto ai più, fino agli anni settanta. A rivelarlo è stata la sensazionale quando stupefacente scoperta fatta da un letterato, Garra Agosta che, messo sull’avviso della passione del maestro dal nipote, ha trovato, andando a rovistare, con il permesso degli eredi, nella casa di campagna a Vizzini, una gran quantità di negativi nascosti in un armadio.

Grazie a quella scoperta gli studi sull’opera di Verga fotografo sono proseguiti e i commenti critici cresciuti di numero. Interessante, per capire lo spirito che animava Giovanni Verga, è rileggere una lettera che parla proprio della sua insoddisfazione per i risultati ottenuti nei suoi ritratti, pubblicata su “Gli Scrittori e la Fotografia”(a cura di Diego Mormorio – Prefazione di Leonardo Sciascia).

…”ieri ti ho spedito per posta la fotografia che desideri – un maccherone, e quelle dei ragazzi che ho potuto trovare tra i miei tentativi fotografici… che ti prego di rimandarmi poi, onde possa cercare tra i negativi da cui è tratto, e ristamparlo a suo tempo, quando lo avrò questo tempo”.

In tutta la sua produzione c’è stato da parte dell’autore una valutazione critica personale attenta, tanto che, accanto ad una fotografia che lo aveva particolarmente emozionato, aggiungeva, la parola “buona”.

I ritratti non sono stati solo il suo argomento preferito ma gli hanno consentito di ideare una sorta di “approccio al ritratto”. Uno studio che portava avanti attraverso l’osservazione attenta realizzando vari scatti fino a che si sentiva pronto con in testa l’idea giusta.

Guida e maestro di Giovanni Verga fu lo scrittore Luigi Capuana col quale insieme a Federico De Roberto formò “la triade di Catania” un vero e proprio trio siciliano, come testimoniano alcune lettere e fotografie ritrovate.

Verga arriva alla fotografia quasi per caso utilizzando una vecchia macchina dello zio paterno.

Nella sua produzione fotografica, così come nella scrittura, si occupa di riprendere un paesaggio dove natura e persone sono entrambe protagoniste. Oltre ai ritratti di parenti e della cerchia degli amici più cari, vengono fissati dal suo obiettivo volti di gente comune. Sono persone del popolo, massari, contadini, cacciatori, cameriere. Tutta una schiera di persone che non facevano parte dell’ambiente borghese da cui proveniva. Visi segnati dalla vita dura e dalle sue difficili condizioni, volti scavati da rughe profonde, espressioni che facevano comprendere tutto del loro vissuto.

È dunque interessante e importante scoprire che anche Verga, non solo aveva scritto del “mondo dei vinti”, regalandoci pagine indimenticabili, caratterizzate da personaggi forti, con il coraggio di vivere nonostante i maltrattamenti della sorte, ma era andato in giro con la macchina fotografica per documentarsi su tutto, facendoci conoscere fin quasi a poterci immedesimare profondamente la sua concezione della realtà e i suoi fini, e di farlo con grande interesse e partecipazione.

Anche i paesaggi sono stati argomento importante della sua produzione e non solo siciliani ma anche lombardi, di Bormio e dei suoi dintorni. Luoghi che Verga ebbe modo di visitare dopo il suo trasferimento dalla Sicilia. Paesi diversi ma nei quali opera sempre con lo stesso intento documentativo.

Non sempre la critica è stata generosa con le sue opere fotografiche, da alcuni ritenute “troppo ingenue”, con evidenti limiti tecnici in ripresa o sbavature nelle inquadrature, (un fondale troppo stretto tende a sciupare l’atmosfera, o ancora… un pezzo di gonna che appare e toglie equilibrio. (vedi foto Mario Verga, 1897 – Gli zii, 1892).

Certo la sua è una fotografia che va oltre la ripresa, i gruppi fotografati sono spesso in posa in attesa della fondamentale ricerca dell’espressività. Non gli basta e non persegue solo la bellezza delle forme, la perfezione nell’esposizione. Non esiste dubbio sul fatto che ad un’attenta e ben strutturata analisi gli scatti realizzati sono un mettere in luce una precisa scelta poetica dell’autore che faceva delle sfocature, delle inquadrature sbilanciate o delle alonature la sua cifra stilistica. Un modo per rendere le immagini più vicine alla realtà, a quello che il suo occhio indagatore vedeva.

Ora grazie all’opera di Roberto Mutti che ha curato la stampa di settantacinque di queste preziose lastre e alla 3M che le conserva nel suo archivio è possibile ammirare parte di queste opere in una Mostra che dopo importanti successi, anche a Milano e Genova, sarà a Sestri Levante presso il Palazzo Comunale – sala Riccio e atrio dal 4 luglio al 27 luglio 2014.

Visitandola avremo l’opportunità di scoprirne la valenza storica e la forza interpretativa.

Orietta Bay

 

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13 commenti

  1. In questi giorni Lanfranco Colombo compie 90 anni, e il Festival da lui curato in qualità di Direttore Artistico, “Una Penisola di luce” di Sestri Levante dal 04,05,06 luglio sarà l’occasione per fargli personalmente gli auguri e di conoscerlo, per chi non lo ha ancora incontrato. E’ grazie anche al Suo prestigio che questa importante mostra su Giovanni Verga viene esposta in quella splendida città di mare ligure. Orietta Bay ci introduce alla visione della mostra fornendoci le necessarie informazioni per leggerla con consapevolezza. Anche solo queste poche immagini riescono a farci sentire nella vertigine del tempo e ci è concesso di conoscere Giovanni Verga oltre l’immaginario collettivo che lo associa alla sua opera letteraria e, inoltre, veniamo messi a contatto diretto con figure che potrebbero aver in lui ispirato personaggi e storie. Carissimo Lanfranco tantissimi auguri di Buon Compleanno e Grazie per tutto quello che hai fatto e stai ancora facendo per alimentare la nostra passione verso la fotografia!!!

  2. Come non affiancarti nel porgere i migliori auguri al nostro Lanfranco.
    Di lui, posso testimoniare la generosità verso il mondo fotografico tutto, un mondo assai spesso intriso di piccinerie e malafede.
    Lanfranco è stato sempre fuori, sempre in alto, sempre onesto e appassionato fotografo.
    Da siciliano, poi, sono particolarmente orgoglioso che si ritorni sul Verga fotografo: invero se la sua scrittura fu oppositiva, altra, diversa, nuova, la sua fotografia apparve la sorpresa di un fotoamatore che trovava un modo nuovo di “trasformare la realtà in un’immagine”.
    Partire, quindi, dalla realtà (il realismo della sua letteratura troppo spesso ridotto a mero verismo o naturalismo)per giungere all’immagine, e, da quella, poi passare all’emozione della rappresentazione e della comunicazione.
    E le fotografie raccolte in Sicilia raccolgono, a differenza di quelle realizzate durante i suoi viaggi al nord, un’immagine sincera, rivoluzionaria, che attende una corresponsione, che si fa tacito appello.
    Sono immagini che insieme a quelle dei suoi amici Capuana e De Roberto, pongono domande precise alla fotografia ed ai suoi rapporti con le arti visive e con la letteratura tutta. Una per tutte: dove inizia e finisce il diletto fotografico e comincia la ricerca professionale?

  3. Mi associo agli AUGURI per il nostro grande AMICO Lanfranco e un grosso in bocca al lupo alla Manifestazione Sestri Levante!!!

  4. Quando nel 2006, Fiaf dedicò una mostra a Fotoamatori Insospettabili, presso il CIFA di Bibbiena, molti di noi si stupirono di trovarvi “personalità i cui nomi hanno o hanno avuto altrimenti una risonanza non piccola, che hanno avuto rispetto e ammirazione in campi di attività molto diversi…(dall’articolo di Michele Smargiassi contenuto in Riflessioni n.5, quaderno della mostra)
    Tra questi, infatti, trovammo il Vescovo Arturo Marchi, il conduttore televisivo Davide Mengacci, un industriale come Antonio Auricchio, una cantante come Elisa, uno sciatore come Gustavo Thoeni, ecc… Inoltre diversi scrittori e andando indietro nel tempo anche Giovanni Verga, insieme a Luigi Capuana e Federico De Roberto, suoi amici, così come ben ci ricorda Orietta.
    E’ perciò con rinnovato piacere ed estremo interesse che visiteremo la mostra delle opere di Giovanni Verga a Sestri Levante, in occasione della manifestazione a lettura portfolio “Una penisola di luce”, diretta artisticamente da Lanfranco Colombo e come sempre egregiamente curata dall’infaticabile Roberto Montanari e da tutto il Carpe Diem. La visione delle opere e il prezioso commento di Orietta ci permetteranno di volgere consapevolmente lo sguardo verso un’epoca storica delle nostre genti e del nostro territorio.
    Ma vorremmo cogliere questa occasione per fare anche noi, affettuosamente, i nostri auguri a Lanfranco Colombo per i suoi splendidi 90 anni!
    Auguri di cuore!
    Elena Falchi e Enrico Genovesi

  5. L’ AMANTE DELLA FOTOGRAFIA
    Spesso penso a Lanfranco e a tutto ciò che ha fatto per tante persone, a quanto ha dato alla Fotografia. Spesso penso anche a quel pomeriggio del 2006 quando dal nostro “ casuale” incontro è nata la Penisola di Luce. Questa mostra sul Verga fotografo, che Orietta ci presenta in modo “esemplare “e che sarà esposta a Sestri questa estate, la potremo ammirare proprio grazie al nostro Lanfranco Colombo.
    Stamane l’ho chiamato per fargli gli auguri e ad ascoltare le sue parole ho provato grande gioia. In questi anni ho avuto modo di conoscerlo a fondo e le cose che veramente trovo “straordinarie” in lui sono la generosità, la passione e l’amore per la fotografia e per tale ragione voglio fare i migliori auguri a Lanfranco con una breve storia:
    “Amsterdam è una delle città più famose al mondo per un motivo particolare: “i diamanti” e precisamente per il taglio dei diamanti. Un manager si trovava ad Amsterdam per affari . E, siccome aveva alcune ore di tempo libero, prima di prendere il suo aereo, decise di fare due passi nel centro della città. Mentre camminava nella via principale, guardando le numerose vetrine, rimase colpito da un diamante che era esposto. Decise di fermarsi per chiedere informazioni. Voleva fare un regalo a sua moglie. Entrò nel negozio e chiese al commesso che l’aveva accolto molto gentilmente, di poter vedere il diamante. Il commesso, con molta esperienza, gli mostrò il diamante ed iniziò a descrivergli tutti i particolari con molta professionalità. Gli descrisse l’origine di quella pietra, il tipo di taglio e così via per diversi minuti. Era bellissima ma anche il prezzo era molto alto allora il manager visto che aveva ancora alcune ore di tempo, disse al venditore che ci voleva pensare un po’. Mentre stava per uscire, gli andò incontro un vecchietto, che nel frattempo era rimasto in disparte. Dai suoi modi si capiva che egli era il proprietario del negozio. Si rivolse al manager e parlò con lui pochi minuti. Ad un certo punto il manager si rivolse al commesso dicendogli: “Senta, ho deciso. Lo compro quel diamante! Me lo incarti.” Prese il pacchettino, pagò e mentre stava per salutare, si rivolse al vecchietto e gli disse: “Ho parlato mezz’ora con quel bravo venditore ma non avevo deciso di acquistare. Ho deciso di comprare il diamante solo dopo aver parlato per poco tempo con lei. Com’è possibile? Eppure quel commesso è molto bravo.” Gli rispose il vecchietto: “Si, è vero. Quel commesso è molto bravo. E’ uno dei migliori venditori che abbiamo ad Amsterdam. E’ molto preparato. Ha studiato i diamanti in Sud Africa, in Israele, ma tra lui e me c’è una piccola.. ma grande differenza:
    IO AMO I DIAMANTI!
    IO AMO QUESTE PIETRE!”
    IO AMO LE PERSONE CHE MI CIRCONDANO!
    Roberto Montanari

  6. Bravo Roberto!
    Il Signor Lanfranco, come da sempre lo chiamo io, perchè è signore nell’animo, è riuscito a far brillare tanti nella fotografia, perchè la ha amata e ha amato chi si metteva in quella scia.
    La sua vita, intensa e brillante, il suo essere sempre un vulcano di idee, è stata spesa per dare opportunità e sostegno a chi lui sentiva meritevole.
    Grazie Signor Lanfranco e ancora tanti giorni di nuove idee da realizzare. Noi saremo sempre al suo fianco.
    Buon Compleanno
    Orietta

  7. Grazie ad Orietta Bay, ho scoperto, con sorpresa, Giovanni Verga fotografo, uno scrittore che ho amato fi dai tempi della scuola.
    Mi unisco agli altri per gli auguri di Buon Compleanno a Lanfranco Colombo per il suo grande contributo alla fotografia.

  8. Grazie ad Orietta Bay questo valore immenso andava condiviso. A scuola si studiava lo scrittore e si leggevano i suoi scritti, non conoscevo la passione fotografica, interessante pensare che se ne andava in giro con la macchina fotografica e la descrizione dei suoi personaggi prendevano forma e vita anche dal documento fotografico.
    ……….forza intelligenza e coraggio per operare nel mondo; stavo leggendo queste parole nella sede “Opera della Madonnina del Grappa di Sestri Levante , quando in un momento di pausa prima del pranzo , mi si avvicinò Lanfranco Colombo ospite d’onore del Work Shop del 2013 .
    Era la prima volta che lo vedevo personalmente , allungai la mano e gli dissi < Signor Lanfranco Colombo che piacere conoscerla chiese da dove venivo – alla parola Modena si illumino in viso e con entusiasmo iniziò a raccontarmi Modena , posti che aveva visitato , persone che aveva conosciuto , aneddoti con tale precisione e sfumature ,colori , odori , cibi assaggiati , episodi personali con una tale simpatia che mi facevano ridere di cuore . Pochi minuti in uno scambio di pensieri mi ha regalato una immagine fotografica della mia città.
    Tanti auguri di buon compleanno caro Lanfranco anche da me .

  9. Il Signor Lanfranco Colombo, come lo chiama affettuosamente Orietta, per me è energia, creatività , forza, passione, generosità e …mi fermo qui. Sarà un grande piacere rivederlo a Sestri e festeggiare con lui.
    Questo articolo interessante e ricco di spunti di ricerca ci accompagna verso la visione di una mostra molto importante. Grazie Orietta

  10. Grazie anche da parte mia Orietta Bay, stupirsi oggi giorno non è facile, in un mondo dove tutto è dato per scontato, dove si crede di conoscere tutto di tutti con facebook che ci introduce con violenza nella vita delle persone. Ricordo con piacere lunghe passeggiate nel centro di Bormio, con la mia curiosità di pittrice e fotografa ad osservare tutto, un angolo, un portone, una vecchia finestra con le tende consunte in palazzi fatiscenti, non più abitatati da decenni. Mi chiedevo: ma chi mai avrà potuto abitarle, come era la loro vita senza le comodità che conosciamo ora, come vestivano alla fine dell’ottocento? Tante domande senza risposta. Ed ora li vedo qui fotografati addirittura da Verga e l’emozione è grande!

  11. Ad Orietta dico che forse era già scritto nel destino che una “ragazza” come lei, che come me proviene dal “mondo dei vinti”, scrivesse sul padre del verismo letterario, ed ora, grazie a questo articolo, anche di quello fotografico.
    A quell’irriducibile ultimo romantico di Lanfranco preferisco fare gli auguri “de visu” venerdì sera a Sestri.
    Maurizio Lupi

  12. Questo pomeriggio chiacchierando con mia nipote, che è in procinto di fare degli esami orali di licenza superiore, nel commentare la sua tesina, ho scoperto un Verga fotografo e, devo confessare, mi si è aperto un mondo a me sconosciuto. Ho chiesto ad internet qualche notizia in più ed ho visto delle foto della fine 800 ed inizi 900 che sono, a dir poco, dei veri capolavori belli e ritengo commoventi. Sono felice di questo e debbo ringraziare anche mia nipote che mi ha fatto fare una così bella scoperta

  13. Ho avuto modo di apprezzare le fotografie di Giovanni Verga in occasione della mostra, a lui dedicata, al Festival “Una penisola di luce” nel 2014. Le immagini della Sicilia e dei suoi viaggi rappresentano una testimonianza e una memoria storica dell’Italia di inizio 900. Verga ci ha lasciato un’importante eredità, in veste di “Scrittore con l’inchiostro” ma anche di “Scrittore con la luce”.
    Grazie ad Orietta per lo spunto di riflessione.
    Barbara

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