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TALKSHOW – di Nicoletta Boraso

TALKSHOW
di Nicoletta Boraso

E’ un progetto che indaga la natura della politica attraverso la lettura dello spazio fisico architettonico che la ospita. Dei fermo immagine che raccolgono come fosse un inventario, le architetture spettacolari e seriali dei talkshow televisivi, un racconto istantaneo dei salotti politici italiani.

“Perché in un momento come questo, la televisione fotografa un mondo fittizio e superficiale, senza fornire uno strumento per orientarsi e per decifrare le cause della crisi”.

Carlo Freccero, Televisione – Bollati Boringhieri, (2013)

Alla fine del 2011, all’inizio della campagna elettorale per le Politiche del 2013 erano in onda circa venti diversi tipi di programmi televisivi a tema politico. Ho scelto di fotografare i luoghi in cui la politica diventa spettacolo, ovvero i talkshow. Ho cercato di capire ciò che sta dietro il monitor, la relazione che intercorre tra messa in scena e messa in onda.
Importante è stata la lettura del backstage durante la messa in onda, quanto alcuni momenti significativi durante la pubblicità in cui il politico-ospite si prepara per la messa in scena.

“I media sono diventati produttori di opinione e di fatti al punto che la politica è una cerimonia che si adatta alle esigenze e ai modi della tv”.
Questo crea nello spettatore a casa un disorientamento sempre maggiore nei confronti della politica.

Aldo Grasso, Invito alla televisione –La Scuola, (2012)

talk+politici
2_talkshow
PS.
Al progetto collaborano Isabella Borrelli, Matteo Montanaro per la stesura dei testi di semiotica e storia della televisione e Angelo Maria Farro per la composizione del suono.
Il suono, curato da Angelo Maria Farro, è parte integrante dell’opera. Un inedito mix di estratti dalle registrazioni dei suddetti salotti politici che ha subìto un processo di riverberazione digitale.
Le parole degli “ospiti” si dissolvono in forma creando un suono irriconoscibile ma allo stesso tempo seducente, diventando metafora della dissoluzione del fare politica.

1_I nuovi spazi della politica
2_Biogragia Artistica Nicoletta Boraso
Presentazione della maquette con un estratto del suono.
https://vimeo.com/107588358
SCHEDA TECNICA:
Presentazione dell’opera finalista al 9 premio internazionele arte laguna 2015
https://vimeo.com/122371124
 
 

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3 commenti

  1. Quanti autori interessanti si incontrano nei festival italiani organizzati dalle Associazioni aderenti alla FIAF!
    Un esempio molto originale ne è quest’opera, di Nicoletta Boraso in mostra al “Festival della Lettura dell’Immagine” di Piombino, che analizza la natura del fenomeno mediatico dei Talkshow, divenuto uno dei massimi generatori di senso della vita politica italiana.
    L’autrice ha realizzato un’opera retro-illuminata (vedi la seconda immagine) che riproduce con grande realismo la teatralità di questi momenti di confronto politico. Inoltre rappresentandone lo scenario da dietro le quinte l’opera offre al lettore la possibilità di generare una distanza critica che consente la messa in atto di una visione disincantata.
    Grazie a Nicoletta Boraso la televisione ci appare quel che è: un palcoscenico sul quale i protagonisti costruiscono la loro immagine pubblica che con la tecnica televisiva essa può essere enfatizzata o penalizzata.
    Complimenti all’autrice per l’importante messaggio socio culturale comunicato dall’opera.

  2. “F come falso”, un film del 1973, girato da Orson Welles, con Orson Welles, metteva in risalto il falso nell’arte e nella cronaca in genere (Era recidivo, per aver annunciato alla radio, in diretta la notizia dello sbarco degli alieni).
    Quando vedo uno spettacolo televisivo, tra una velina svestita e compiacente ed un tuttologo terziario, onnipresente giorno e notte, mi aspetto sempre la comparsa di un cane, di un uomo in mutande, che smontino, loro si nella verità, l’apparato delle meraviglie sceniche.
    Nel teatrino della politica, poi, mi viene sempre in mente la similitudine (Manzoni) dell’Azzeccagarbugli che si mette in bocca nastro e nastro e tira fuori stoppa e stoppa.
    Alla messa in scena della messa in scena della verità, preferirei un più spensierato e sincero teatrino popolare con il simpatico Pulcinella.
    Il Manzoni in una lettera al Fauriel, riferendosi al “Fermo e Lucia” afferma: “Tutto ciò che può far fare agli uomini una meschina figura c’é in abbondanza; la saccenteria nell’ignoranza, la presunzione nella stolidità, la sfacciataggine nella corruzione”

    Complimenti all’autrice.
    Mi piacerebbe vedere il il suo lavoro completo
    Antonino Tutolo

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