Animatore Culturale

Catalogo LAB di Cult 010 FIAF 2017 "Capolinea" di Danilo Baraldi

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“L’IMMAGINAZIONE METAFORICA CONOSCE RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE” (Francesca Rigotti)
Con Capolinea in generale si intende la fine di un viaggio, l’approdo, l’arrivo, una conclusione che potrebbe essere anche solo apparente se si riesce a trovare la forza del ripartire. Il nostro viaggio fotografico in questa tematica è iniziata con lo studio dei progetti di tre autori, Andrea Taschin, Filippo Venturi e Giancarla Lorenzini, che ci hanno aiutato ad ampliare il nostro sguardo verso un capolinea “ALTRO”. Capolinea è un tema molto potente, può provocare in ognuno di noi metafore forti e prorompenti. Dall’inizio del nostro percorso è stato fondamentale non soffermarci di primo acchito alla parola e al concetto primario di Capolinea, ma di oltrepassarlo. Più di ogni altra tematica da noi affrontata è stata necessaria la condivisione, il confronto tra i coordinatori del progetto e i soci che si sono lasciati guidare in questo percorso impervio ma che ha dato molte soddisfazioni. 27 gli autori che si sono messi in gioco, andando oltre il mero esercizio estetico, facendo nascere così progetti che ci mostrano dei capolinea molto differenti tra loro, dei percorsi molto intimi, personali, sguardi critici e ironici. Ed è questo il ruolo della fotografia: la fotografia deve far riflettere, far discutere, incuriosire, porre domande.
i Coordinatori del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI Carpi
 

Una foto per Autore




















Le Opere complete nel catalogo on line

FotoCarpi17_catalogo_per_AGORA'[1]-min  (catalogo in pdf scaricabile)

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6 commenti

  1. E’ sempre interessante poter confrontarsi con gli altri Laboratori e vedere i diversi approcci al tema dato e lo sviluppo dei lavori fotografici. Complimenti a tutto il gruppo!
    ps ho apprezzato particolarmente GIORGIO FERRIANI con il lavoro Dissolvenza: con 3 semplici immagini è riuscito a descrivere in maniera molto diretta e semplice un tema molto complesso come il dissolversi dell’identità.

  2. La pubblicazione degli estratti dei Laboratori di “Capolinea” è l’occasione per capire e metabolizzare le multiformi esperienze che sono scaturite da questo stimolante progetto.Gli amici del circolo fotografico Grandangolo di Carpi, dimostrano ancora una volta quanto un gruppo coeso e pieno di verve creativa, sia capace di sviluppare un tema così complesso e pieno di insidie concettuali. Complimenti a tutti anche per l’ottima veste grafica data al catalogo online.

  3. In effetti, il progetto di Giorgio Ferriani è interessante, nonostante possa sembrare sintetico. I suoi progetti lo sono sempre.
    Come diceva ancora Silvia nel post precedente di Capolinea, più i laboratori vanno avanti, più gli autori si mettono in gioco, più i contenuti crescono di significati.
    Lo possiamo senz’altro confermare nei vari anni di conduzione di questo tipo di progetti.
    Oltretutto, quando i gruppi sono coesi, anche tutto il laboratorio lo diventa. E i risultati abbiamo già avuto modo di vederli.
    Andiamo avanti, quindi, in questa “carrellata” dei nostri CAPOLINEA.
    Ciao, Danilo.

  4. Grazie per gli stimoli che con questo lavoro ci avete fornito.
    Una coralità di interpretazioni che lo hanno reso stimolante e che avete saputo anche valorizzare al meglio, come già sottolineato da Massimo Pascutti, con la presentazione.
    Complimenti.
    Orietta Bay

  5. Veramente un ottimo lavoro, complimenti a tutti, del resto come potrebbe essere altrimenti: il gruppo Grandangolo è animato da grandissima passione,impegno,competenza ed energia. L’ho potuto costatare direttamente nel breve ma intenso momento di condivisione che ho avuto la gioia di vivere, una gran bella esperienza. Devo dire che avevo già visto alcuni lavori alle mostre, ma in realtà avere la possibilità di scaricare il pdf di tutti i lavori del laboratorio da’ la possibilità di soffermarsi, riflettere, approfondire, ritornare sui lavori con i dovuti tempi richiesti per entrare in ciò che l’autore ha voluto rappresentare. Inoltre ci permette di andare a rivedere i nomi degli autori e così andare alla scoperta di quelli che più ci colpiscono e ci interessano con i loro lavori, approfondendone la conoscenza e quindi allargando i nostri orizzonti della fotografia italiana. Certamente da ciò che vediamo si evince che coloro che si sono cimentati in questo laboratorio non sono alle prime armi e alle prime esperienze; come sottolinea Danilo ogni laboratorio che si sussegue all’altro fa crescere e prendere consapevolezza di se stessi e delle proprie potenzialità, quindi penso siano un’opportunità da non sottovalutare. Tutti ottimi lavori; un mio particolare plauso a Giorgio Ferriani, Emiliano Giubertoni, Stefania Lasagni, Stefania Luppi e Pietro Sorano.

  6. Ho avuto modo di vedere in mostra i lavori del Laboratorio Di Cult 010, sviluppato dal Gruppo Fotografico Grandangolo, a maggio nella bella e molto particolare ambientazione dell’auditorium San Rocco, in occasione della ricorrenza dei 40 anni di vita del Gruppo.
    Le opere sviluppate in questo percorso sono indice della vitalità e della sintonia che si è creata all’interno di questa associazione nella quale operano anche molti giovani. Bello è riscontrare l’equilibrio tra chi guida un Circolo da anni e le nuove generazioni che possono portare idee e stimoli di rinnovamento.
    Tra i lavori che ancora non sono stati citati nei post precedenti mi preme sottolineare “10 sigarette al giorno”, il racconto di Danilo Baraldi, che, seguendo le tracce lasciate dal protagonista lungo un impervio e tormentato percorso, ci porta con lui verso la libertà.
    Poi ancora come non essere colpiti dalla delicata ironia di Sara Morselli in “Il capolinea può attendere” dove, forse, anche la sola foto scelta per la copertina del catalogo già ci dice tutto.
    Soffocanti le immagini di Valeria Cremaschi di “Just Breathe” che si susseguono in una ricerca fatta di sconfitte e di riprese, lenta ma tenace che al fine giungono a trovare la piccola crepa nel sistema, la fessura per tornare a respirare la vita.
    Ed infine le partenze e i ritorni, gli infiniti capolinea, raccontati da Manuela Marchetti in “Her” alla ricerca di coniugare il proprio essere con quello che la società si aspetta da noi.

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