ArchivioDai tavoli di portfolio

LA PERIFERIA ALLE PORTE – di Renata Busettini

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Un percorso fotografico lungo la “rust belt” – “la cintura di ruggine”, così viene chiamata la regione compresa dai Grandi Laghi fino al Midwest degli Stati Uniti, zone che un tempo erano conosciute come il cuore industriale dell’America e che hanno subito un declino industriale nella metà del ventesimo secolo a causa della delocalizzazione del lavoro. Cittadine spopolate e decadute, che offrono veramente poco ai loro abitanti.   Questi sono anche tra gli stati che hanno contribuito con il loro voto all’elezione di Donald Trump.  E così, nel primo anno del suo mandato, abbiamo cominciato questo viaggio fatto di volti e storie che ci porterà ad attraversare altre periferie americane, una per ogni anno di mandato di Trump.

Renata Busettini
 

LA PERIFERIA ALLE PORTE

di Renata Busettini

 

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3 commenti

  1. “La periferia alle porte”, di Renata Bussettini, è un’opera animata da un’idea narrativa tematica per la narrazione soggettiva di uno specifico ambiente urbano.
    La presentazione chiarisce il punto di vista sociale e politico dal quale l’autrice ha realizzato le foto che compongono questo portfolio che evoca l’immaginario collettivo del realismo americano che dalla Farm Security Administration (FSA) a Diane Arbus ci arricchito di forti emozioni.
    Se i rimandi alla FSA ci portano a leggere la condizione sociale, l’alterità misteriosa che avvolge queste figure ci ricordano la profonda ricerca condotta dalla Arbus sull’umanità metropolitana di New York.
    La centralità della narrazione è rivolta alla figura umana ambientata davanti alla propria casa o nella strada, in cui appare in atteggiamento domestico.
    La scelta della sequenza presenta un repertorio di personaggi trasversale nelle generazioni e nelle etnie.
    Quest’ampiezza tematica, ha valenza narrativa di struttura orizzontale perché è attenta alla varietà antropologica che si riscontra nelle città di provincia e nelle periferie metropolitane. La scelta tonale energica dai grigi densi e neri incisi ci parlano di un mondo usurato nel quale le generazioni anziane stanno scomparendo e quelle giovani si trovano alla prova degli stessi problemi che segneranno le loro vite.
    Complimenti a Renata Bussettini per la consapevolezza progettuale che anima il suo atto fotografico.

  2. Ho avuto il grande piacere e l’onore di apprezzare lo splendido lavoro di Renata Busettini in occasione di Ottobre Fotografia 2017, svoltasi a Torino presso la sede del C.R.D.C., storica associazione fotografica che da anni organizza con successo questa manifestazione e che da due anni presenta anche una sezione di Lettura Portfolio: Renata si è aggiudicata con quest’opera il primo premio nella sezione Portfolio.
    Devo dire che i giurati non hanno avuto nessun tentennamento nella decisione di assegnare a Renata Busettini il primo premio;questo lavoro ha una valenza culturale , sociale e tecnica che lo fa apprezzare e conduce l’osservatore alla consapevolezza di quanto possa essere affascinante il linguaggio fotografico. Grazie a Renata Busettini e al Direttore per avere dato spazio a quest’opera bellissima.

  3. Sono io che ringrazio il Direttore e Massimo per avermi dato la possibilità di essere inserita in questa interessante sezione culturale del mondo Fiaf. La coincidenza ha voluto che proprio ieri Trump abbia celebrato il suo primo anno alla Casa Bianca. Questa prima parte ed il proseguimento del progetto ha come filo conduttore proprio alcune scelte fatte durante la sua presidenza e l’impatto, a volte inconsapevole, sulla gente comune. La prima tappa è stata intensa ed interessante, quasi tutte le persone che abbiamo fotografato ci hanno raccontato qualcosa di loro. E’ questo che ci siamo portati a casa, oltre allo scatto. E ci sono rimasti nella mentre 3 foto che non siamo riusciti a fare perché le persone ci hanno detto di no. Questi tre scatti, li racconteremo e chiederemo ad un amico di disegnarcele.

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