ArchivioDai tavoli di portfolio

I BAMBINI DHARMA – di Doretta Gerevini

.

.

.

.

.
.
 
.
Niente nella vita accade per caso. Così, come in altre situazioni già vissute, la mia macchina fotografica ed io abbiamo intrapreso un nuovo percorso, che ci ha fatto conoscere una realtà a noi sconosciuta: quella de “I Bambini Dharma”. 
Questa Associazione si occupa di bambini che vengono abbandonati in ospedale alla loro nascita, donando l’amore che altrimenti non avrebbero, e regalando coccole che altrimenti non riceverebbero. Questo, infatti, è il compito dei volontari dell’Associazione “I Bambini Dharma”, unica nel suo genere in Italia, e conosciuti come coloro che fanno opera di “coccolaggio”. 
Poter arrivare a loro non è stato facile fino a quando la mia voce e il mio sguardo non si sono mescolati con quelli di Giovanna Castelli, la Presidente dell’Associazione, che mi ha dato fiducia e la possibilità di entrare in questo mondo, per poterlo raccontare attraverso le mie fotografie. 
Varcando la soglia dell’ospedale, nella zona dedicata al Nido, non sapevo bene cosa avrei trovato e come avrei potuto raccontare questa realtà di abbandono attraverso i mei scatti ma, sin da subito, sono stata investita da tanta tenerezza e tanto amore. Guardando alcuni volontari occuparsi di queste meravigliose “vite dimenticate”, scatto dopo scatto, le emozioni si sono fatte sempre più forti, fino alle lacrime, e in quell’istante ho capito il perché del mio essere lì in quel preciso momento. 
La fotografia, la mia grande passione, mi stava dando ancora una volta la possibilità di fermare momenti e gesti importanti, capaci di cambiare l’inizio della vita di questi bimbi, e nello stesso tempo, mi dava la possibilità di documentare gesti d’amore gratuiti per portarli fuori da quei luoghi, farli arrivare alla gente, a coloro che non sanno che purtroppo accade anche questo, ma che di fronte alla fragilità umana si scatena una grande forza positiva che si chiama “Amore”.
 Doretta Gerevini
 

I BAMBINI DHARMA

 di Doretta Gerevini

 
 

 
 
 

Articoli correlati

7 commenti

  1. “I Bambini DHARMA”, di Doretta Gerevini, è un’opera narrativa tematica per l’interpretazione soggettiva di un’attività umanitaria.
    Essere fotografo richiede d’essere capace di relazionare con tutti i fenomeni del comportamento umano.
    Nella presentazione l’autrice ci ha spiegato che non è immediato accedere in questa clinica che svolge un servizio particolarmente delicato e toccante, nell’accogliere i neonati lasciati dalla Madre nell’ospedale dove ha partorito.
    Inevitabile pensare al dramma vissuto da queste madri non in grado di allevare il proprio nascituro e vedere tanto amore in queste donne che hanno affrontato la gravidanza rinunciando ad abortire.
    Il racconto fotografico ci porta a conoscere la pratica del “Coccolaggio” condotta dai componenti dell’Associazione “I Bimbi DHARMA”.
    Una pratica naturale e semplicissima nel rituale ma profondissima nei significati che pone in evidenza: il bisogno di affetto del neonato, l’arricchimento che l’adulto riceve nel coccolare un bimbo.
    La sequenza si chiude con l’ultima che prelude all’uscita del bimbo che troverà una famiglia che immagino sia da tempo in trepidante attesa, perché si soffre quando si desidera prole e non si riesce ad averla.
    Complimenti a Doretta Gerevini per averci raccontato in modo diretto e sensibile questa esperienza che ci dà speranza per il futuro della nostra società.

  2. Quello che ha fatto l’autrice è stato regalarci l’emozione di assistere a questo scambio di amorevoli effusioni.
    Il taglio reportagistico ci mostra come questa associazione sia determinante affinché il neonato possa godere il più possibile di un affetto che altrimenti, almeno nell’immediato non avrebbe.
    Difficile non emozionarsi in momenti come questo, dove credo che il volontario sicuramente riceva comunque più di quello che dà.
    Aggiungo una nota: il mio commento “fotografico” è un commento scontato, è un lettura “immediata” per quello che tramite le immagini si evince; ovvero il constatare quello che nelle fotografie c’è.
    Sottolineo e evidenzio invece quello che il direttore scrive in conclusione del suo commento: “…dà la speranza per il futuro della nostra società”. Questo è un commento “mediato”, cioè cogliere quegli aspetti che nelle fotografie ci sono ma non si vedono, bisogna elevare quindi la lettura su un altro piano, che in questo caso si adegua al momento storico e sociale in cui stiamo vivendo.
    Ecco le domande corrette che credo si possano fare vedendo un lavoro come questo: Quale futuro ha la nostra società in un momento nel quale calano drasticamente le nascite? Perché?
    Certamente le risposte sono mille, ma l’amore per la Vita che queste mamme hanno drammaticamente scelto, infondono certamente coraggio.
    Il lavoro di Doretta accende un raggio di luce nel dolore di queste mamme e illumina di speranza le famiglie affidatarie che sono in attesa.
    Grazie Doretta per avercelo mostrato.

  3. Se nel crocicchio d’una via deserta
    O in mezzo al mondo gaio e spensierato
    Incontraste un bambino abbandonato,
    Pallido il viso e la pupilla incerta;
    Che d’una madre il bacio ed il consiglio
    Abbia perduto, e pianga su una bara
    La memoria più santa e la più cara.
    Oh, portatelo a me!… Sarà mio figlio.
    Io lo terrò con me, per sempre. — A sera
    Gli metterò le sue manine in croce,
    Con lui, per lui dicendo a bassa voce
    De’ miei anni più belli la preghiera.
    La parola che eleva e che conforta
    Io gli dirò con placida fermezza;
    La gelosa e veggente tenerezza
    Avrò per lui de la sua mamma morta.
    (Ada Negri)

  4. Una grande intensità emotiva, un sorriso e una speranza. Queste 3 cose in uno scatto non è facile metterle insieme. Complimenti.
    E complimenti a tutti gli amici de “I Bambini Dharma”.

  5. Grazie Doretta. Grazie, perchè attraverso la dolcezza delle tue immagini hai aperto la conoscenza di un mondo a molti sconosciuto. Dopo aver guardato le tue foto, ed aver letto, sarei voluta salire in macchina ed andare a portare il mio abbraccio a questi esserini innocenti.
    La condivisione è informazione.
    Questa informazione che ci hai dato deve generare un sentimento.
    Chiamiamolo amore!

  6. In tutto il lavoro c’è questo continuo rimando di gesti che coccolano, queste mani che sono il mezzo per passare l’amore da cuore a cuore, scaldando e rassicurando questo piccolo cuoricino ancora indifeso; una specie di coperta di Linus che avvolge e crea appartenenza. E’ inutile che ce lo neghiamo: ogni uomo ha bisogno di amore, anzi, io ripeto continuamente che un uomo senza amore è il più povero della terra. Si possono possedere tutte le ricchezze possibili e inimmaginabili, ma non serviranno a colmare quel vuoto che si genera nell’intimo quando ci si sente profondamente soli e rifiutati. Ed è curioso che l’amore non è in vendita: lo si può ricevere o lo si può donare, null’altro. L’uomo non è un individuo fatto per stare da solo, non può per sua natura bastare a sé stesso, ha bisogno di comunicare e specchiarsi negli altri. Doretta ci fa conoscere una realtà sicuramente ai più ignota e che invece è dedita a procure una quantità smisurata di bene. E’ risaputo che ogni individuo riceve l’imprinting nei primi 3 anni di vita, e le esperienze di questo tempo segneranno in qualche modo la sua esistenza. Alla fine della giornata, quando gli operatori se ne andranno non resteranno solo la sedia vuota e gli oggetti delle coccole, ma una valigia in attesa, che via via andrà a raccogliere tutto il bagaglio adatto per affrontare le sfide nel viaggio della vita. Doretta ci dice che niente capita a caso: è vero, la possibilità di un fotografo è anche quella di far conoscere, raccontare tutte le sfumature della vita, dal bianco al nero passando per le infinite sfumature colorate. Nei racconti di Doretta non manca mai un’alone di positività, qualsiasi situazione ella che si trovi ad affrontare. Grazie per averci regalato questo momento di tenerezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button