Animatore Culturale

Catalogo LAB Di Cult 09 FIAF "Capolinea" di Paolo Cappellini

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La fotografia ha segnato un Capolinea naturale tra prima e dopo la sua nascita.
Cosa c’era prima che nascesse la fotografia che fermava il tempo?
Verrebbe subito da pensare al disegno od alla pittura. Ma non è così per ragioni che ben conosciamo.
E’ la fotografia che ha fermato il tempo in una sorta di Capolinea simbolico da cui ripartire.
Ma torniamo alla domanda iniziale: Cosa c’era prima della fotografia che fermava il tempo?
LA MEMORIA.
La memoria è quindi il nostro Capolinea naturale. Come appassionati fotografi è iniziato tutto con la nascita della fotografia. Un Capolinea inteso come punto di partenza, per un viaggio verso orizzonti sconosciuti del nostro vissuto. Ogni scatto è un punto di arrivo.
Click.
Ecco qui! E’ stato qui. Sarà sempre qui.
Paolo Cappellini coordinatore Laboratorio

Una foto per Autore

 

Claudio Paoli
 
Fabio Pagnini
 
Fabio Sartori
 
Federica Venturi
 
Federico Giussani
 
Lorenzo Chiea
 
Luca Pratelli
 
Marina Ceccarini
 
Mario Filabozzi
 
Marta Zanobi
 
Massimo Pelagagge
 
Maurizio Polla
 
Michele Cimini
 
Nicola Cordini
 
Paolo Cappellini
 
Pietro Mastronardi
 
Riccardo Chiea
 
Walter Calvi
Annalisa Fossi

Le Opere Complete nel Catalogo on Line

CAPOLINEA   (Catalogo – pdf scaricabile)
 

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8 commenti

  1. La mia prima esperienza con il racconto fotografico e un nuovo modo di vivere la fotografia: esperienza positivissima, occasione di crescita e soprattutto tante nuove conoscenze e amicizie. Da consigliare!
    E un grazie speciale al nostro “condottiero” Paolo Cappellini

  2. Ho vissuto questa esperienza con entusiasmo, e ne sono uscita sicuramente arricchita. Nuove relazioni, scambi, confronti…i laboratori con Paolo Cappellini sono stati ricchi di stimoli e di condivisione, grazie a Paolo e a tutto il gruppo!

  3. «Perché scatto foto? Per sapere per quale motivo le scatto»
    «Ho cercato un denominatore comune nel mio lavoro,ma ne ho trovati quindici» (F.Horvat)
    Credo che in queste 2 frasi di Horvat sia raccolta la sintesi di un laboratorio. Scatto foto, e per sapere perchè le scatto ho bisogno di confronto, ed il confronto deve essere all’inizio con persone che condividono il mio percorso, che lavorano sullo stesso argomento, il laboratorio appunto.Ed il comune denominatore che ci fa incontrare e condividere si manifesta. Si lavora intorno ad un tavolo, si guarda, si sposta, si commenta, si esternano sensazioni, si danno e si accettano consigli. Si prende più di quello che si da.
    Alla mia seconda esperienza di laboratorio, sotto il tutoraggio di Paolo Cappellini, che mi sprona e mi incoraggia, sempre pacato come nel suo essere, che a volte mi argina, giustamente; ed ancora una volta voglia di condividere.
    Ringrazio i miei compagni di viaggio, con i quali è nata una profonda stima ed amicizia.
    Il viaggio di esperienza continua, alla prossima puntata.

  4. Grazie a tutti per le vostre belle parole nei miei confronti. Troppo buoni. Il merito è tutto vostro, mi avete dato subito fiducia, avete condiviso le vostre idee e vi siete messi in gioco di subito. Grazie. E grazie al Dipartimento Cultura FIAF in particolare nella figura di Silvano Bicocchi che ha accesso in tutti noi quel fuoco che brucia dentro di noi per parafrasare un famosa canzone degli U2. Alla prossima ragazzi.

  5. Felice di aver partecipato, ma soprattutto averci provato, lavorare in squadra è un modo per crescere, in tutti i sensi.
    Il nostro Tutor Paolo Capellini ci ha accompagnati gentilmente, indirizzandoci, illuminandoci preziosamente e indirettamente.
    E dopo ogni incontro di laboratorio sono tornata a casa con un bagaglio più grande e più leggero.
    Grazie al gruppo di amici che hanno condiviso tutto questo.
    Pronta dopo il Capolinea a ricominciare.

  6. Per il LAB Di Cult o9 FIAF non ho fato in tempo a mettere il primo commento e ne sono davvero contento! Lo faccio ora ma non per concludere l’elaborazione avviata dai partecipanti con quell’entusiasmo che ho ben conosciuto nella sua autenticità.
    E’ importante lasciare una parola che ci leghi a questa esperienza qualunque sia il punto di vista.
    Ritorno con la memoria all’inaugurazione della mostra durante il mese d’agosto a Massa Marittima che, essendo in zona a fare le ferie, ho condiviso con molto piacere.
    E’ stato un bel momento vedere la proiezione delle opere tutti insieme. Quando vediamo i nostri lavori condivisi pubblicamente, d’improvviso assume un senso più compiuto la nostra esperienza di fotografi nel realizzare l’opera.
    Il momento espositivo e di lettura è decisivo per compiere il ciclo creativo del laboratorio. Siamo ancora all’inizio in questa fase finale ma andremo avanti e ogni anno miglioreremo.
    Ecco che dalle sale d’esposizione ora le opere sono su Agorà che le aspettava come il loro naturale approdo.
    Anche in questo autori il tema “Capolinea” è riuscito a entrare profondamente nella loro vita. Le loro opere sono riuscite a comunicarci le loro sensazioni, intuizioni, esperienze e idee.
    Complimenti al Coordinatore Paolo Cappellini e a tutti per le opere e lo stupendo clima umano che sono riusciti a condividere.

  7. Molto bella la riflessione di Paolo a conclusione di questo percorso laboratoriale. Mi piace l’idea di accostare il concetto di “Capolinea” a quello della memoria.
    La fotografia come punto di memoria, tempo fermato, non è solo l’iconico “hic et nunc” il “qui e ora” di un momento trascorso, ma anche traccia di quello che ha portato a quell’attimo e indizio di quello che ad esso seguirà.
    L’autore ha vissuto il contesto reale ed ha conoscenza diretta del prima e del dopo del momento che ha racchiuso nella sua fotografia, ma noi che guardiamo l’immagine incontriamo la cornice che è un bordo che ritaglia la realtà e anche un capolinea nel tempo, ci resta solo la nostra sensibilità per leggere le tracce e andare oltre ad interpretare il significato al quale si protende la fotografia oltre quella bianca pausa di silenzio.
    Voglio complimentarmi con Paolo e con tutti gli autori che hanno partecipato al LAB 009. Se devo indicare un lavoro che mi ha colpito in modo particolare mi viene da sottolineare quello di Walter Calvi.

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