RIFF Riviera international Film Festival, Sestri Levante – a cura di Daniela Calafato.
Cronache Di Cult FIAF

Dal 5 al 10 maggio 2026, Riviera International Film Festival ha trasformato, ancora una volta, Sestri Levante in un luogo dove il cinema non è soltanto spettacolo, ma visione, coraggio, possibilità.
Un evento che, anno dopo anno, porta nella nostra città registi, produttori, attori, sceneggiatori e giovani talenti provenienti da tutto il mondo, rendendo Sestri Levante un punto di riferimento internazionale per il cinema indipendente e per le storie capaci di lasciare un segno reale nella società.
In un momento storico in cui il cinema attraversa profonde difficoltà produttive, economiche e culturali, festival, come questo, assumono un valore ancora più importante: diventano spazi di resistenza creativa, luoghi in cui continuare a credere nella forza delle idee, della narrazione e dello sguardo umano.
Perché il cinema indipendente non vive di effetti speciali, ma di persone che hanno ancora il coraggio di raccontare ciò che conta davvero.
Quest’anno anche l’Associazione Carpe Diem ha avuto l’onore di essere coinvolta nel racconto visivo dell’evento, attraverso il lavoro di quattro fotografi: io, Sara Morgia, Geppino Capozzolo, Nicodemo Cordì.
Ci siamo impegnati a documentare non solo i volti noti, le proiezioni e i momenti ufficiali, ma soprattutto l’anima autentica del Festival: gli incontri, le emozioni, gli sguardi dietro le quinte, la passione di chi continua a credere nella cultura come forma di cambiamento.
Ed è forse questo il messaggio più forte lasciato dagli ospiti del Riviera International Film Festival: non smettere di inseguire ciò che si ama.
Attori, registi e produttori hanno raccontato ai più giovani un percorso fatto di sacrifici, rifiuti, paure e ostacoli, ma anche della necessità profonda di restare fedeli alle proprie passioni e ai propri sogni. Perché ogni storia importante nasce sempre da qualcuno che ha avuto il coraggio di partire, anche senza certezze.
Dal punto di vista fotografico, raccontare un evento come il Riviera International Film Festival significa anche confrontarsi continuamente con situazioni tecniche estremamente complesse.
Nel giro di pochi minuti si passa da ambienti esterni pieni di luce naturale a sale buie, illuminate soltanto da faretti di scena molto potenti e contrastati. Ogni situazione richiede rapidità di adattamento, precisione e grande attenzione tecnica.
Fotografare un artista mentre parla durante una masterclass o una intervista, significa gestire luci spesso dure e direzionali, forti differenze di esposizione, movimenti improvvisi e tempi rapidi per mantenere nitidezza e naturalezza dell’espressione. La messa a fuoco deve essere immediata e precisa, perché spesso basta un attimo per perdere uno sguardo, un gesto, un’emozione autentica.
Proprio per questo rappresenta anche una straordinaria occasione di crescita: imparare a leggere la luce in tempo reale, adattarsi rapidamente ai cambiamenti e raccontare attraverso un’immagine ciò che accade in pochi secondi, contribuisce ad accrescere in modo concreto le proprie competenze fotografiche e la propria sensibilità narrativa.
E alla fine, al di là dei film, dei documentari, delle masterclass e dei premi, restano le emozioni più vere. Quelle che non hanno bisogno di una sceneggiatura. Quelle che accadono davanti ai nostri occhi, nella semplicità della vita reale

Questa fotografia, scattata durante il Festival, mi ricorda proprio questo: che le storie più potenti esistono già nel mondo. Bisogna solo avere la sensibilità di riconoscerle.
Daniela Calafato
Le nostre foto
Foto Daniela Calafato
Foto Geppino Capozzolo
Foto Nicodemo Cordì
Foto Sara Morgia



















