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Parallelismi e similitudini di Monica Pelizzetti

PARALLELISMI  E SIMILITUDINI

Di Monica Pelizzetti

 

La recente mostra dedicata a Gian Paolo Barbieri visitata a Garda e la possibilità di godersi ogni dettaglio di quelle bellissime fotografie nella monografia che FIAF gli ha dedicato, mi hanno   particolarmente  colpito   non solo per la qualità dell’opera dell’artista , ma anche    per alcune similitudini con altri due fotografi che ho subito notato.

Alcune sue immagini  mi hanno rimandato  ai lavori di Herb Ritts e di Gerard Rancinan.

Non so se Barbieri  abbia conosciuto questi “colleghi” o il loro lavoro, sicuramente ha in comune con loro la stessa sensibilità ed il gusto estetico, almeno per quanto riguarda  la parte del suo lavoro  che ci racconta una visione più essenziale sia della moda che dell’uomo e del suo rapporto  più genuino con la natura primordiale e con gli avvenimenti ad essa connessi.

 

BARBIERI – RITTS

Molte sono le affinità stilistiche e le sensibilità estetiche tra i due fotografi, non ultima quella di prediligere il bianco e nero per esaltare forme  linee e dettagli.

Ritts californiano con interessi personali legati alla storia dell’arte classica riproduce nelle sue fotografie la bellezza e la plasticità del corpo attraverso l’esaltazione delle forme rifacendosi alla scultura classica con un sottile erotismo che non disturba; così come Barbieri che con le sue foto ci porta ad una osservazione che non è pruriginosa, ma ha riferimenti ad arte e miti classici, talvolta biblici.

Altro elemento comune che mi ha stimolato questo parallelismo è la ricerca della matericità dell’immagine, il contatto diretto con gli elementi primordiali della natura, specificatamente africana.

Per Barbieri il suo vivere  nell’arcipelago delle Seychelles, per Ritts i viaggi in Africa per i servizi di moda che si sono trasformati in ricerca personale dell’essenziale vissuto da queste popolazioni, che ci ricorda come tutti dovevamo essere alle origini.

Ugualmente per i ritratti; i personaggi sono ritratti con la semplicità che caratterizza la loro essenza di individui più che di personaggi dello spettacolo.

 

BARBIERI – RANCINAN

Benchè Gerard Rancinan  abbia un approccio polemico e rivouzionario  nei confronti  della società contempporanea e lo espliciti soprattutto con la staged photography c’è un elemento comune tra i due artisti che si riferisce all’ispirazine e riproduzione fotografica dello stesso quadro: LA ZATTERA DELLA MEDUSA di Gericault, per il potere evocativo e simbolico che possiede il riferimento all’arte.

Per Rancinan la zattera rappresenta il naufragio delle aspirazioni e delle ambizioni dei migranti che affrontano un viaggio lungo e pericoloso, pieno di incognite nella speranza di  raggiungere l’Occidente ed il sognato benessere rappresentato dagli oggetti di lusso che paradossalmente indossano e che costituiscono la zattera stessa.

Fotografia presentata come installazione alla biennale di Venezia del 2011 con il chiaro intento polemico.

Gerard Rancinan

Per Barbieri la zattera della Medusa pur nel rispetto del quadro originale, è una modallità per presentare capi di moda (Vivian Westwood) in modo colto associandoli  ad un’opera d’arte, fatto che non banalizza il quadro originale , ma al contrario,  eleva la fotografia di moda attraverso un processo concettuale di qualità.

Gian Paolo Barbieri
Théodore Géricault

 

Le foto che ho scelto per questo articolo sono solo alcuni esempi di riferimento, molte altre immagini, di questi fotografi  hanno affinità stilistiche, compositive e di scelta del soggetto, in particolare i parallelismi sono evidenti con Herb Ritts, non ultima la natura esotica e selvaggia dell’Africa e l’attrazione per l’etnico inteso come esaltazione del “primordiale” che sempre affascina e colpisce l’immaginario collettivo.

La possibilità di associare  in una similitudine almeno figurativa se non di intenti fotografi che appartengno a mondi culture e  tempi differenti, dimostra ancora una volta  come la fotografia abbia radici comuni  e connessioni profonde  con molte altre forme di espressione artistica  e che i fotografi che sanno cogliere ed elaborare  queste affinità, sono a tutti gli effetti dei veri artisti.

Monica Pelizzetti

 

 

 

 

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