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Una notte al giornale – di Carlo Lucarelli

Una notte al giornale – di Carlo Lucarelli

 

Progetto Agorà Di Cult “Fotografia, Amore mio!”, la passione fotografica transgenerazionale nel mondo FIAF.

 Un sogno nel cassetto custodito per molti anni: documentare fotograficamente una notte al giornale.

La complessità e nello stesso tempo la normalità dei vari passaggi: il flusso delle notizie in redazione, l’impaginazione grafica degli articoli, la riunione del direttore con i suoi più stretti collaboratori per definire la prima pagina, l’inoltro telematico allo stabilimento tipografico, il fragore delle rotative….. ed infine il confezionamento dei giornali per l’invio alle edicole.

Ho scelto di concretizzare il mio sogno in una notte importante: 16/17 marzo 2011, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

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7 commenti

  1. Carlo Lucarelli è Delegato Regione Toscana FIAF, il secondo Delegato regionale che invia un contributo ad Agorà Di Cult. Questo ci dice che chi accetta ruoli in Federazione è prima di tutto un appassionato fotografo! Ed è proprio della passione fotografica che iniziamo a parlare con questo post e la studieremo nel modo più approfondito possibile per presentarne i risultati al 66° Congresso Nazionale FIAF di Cesenatico con una tavola rotonda dal titolo “Fotografia, Amore mio!”.
    “Una notte al giornale” è un’opera che nasce da un sogno che Carlo ha maturato per anni e che è stato realizzato grazie al più grande e importante progetto fotografico realizzato nel nostro paese: “17 Marzo 2011 – Una giornata italiana” svolto in occasione del 150° dell’Unità d’Italia.
    Sul libro edito dalla FIAF che ha raccolto una selezione dei lavori presentati, Carlo (come tantissimi altri partecipanti) ha avuto pubblicata una sola fotografia e non di quest’opera. D’altra parte la selezione di 17.000 immagini per ottenerne 1.000 ha inevitabilmente lasciato fuori tanti lavori di valore come questo. La mancata pubblicazione in un progetto lascia sempre l’amaro in bocca ma è inevitabile e quindi fa parte del gioco! Carlo Lucarelli non si è lasciato abbattere da questo mancato risultato e oggi grazie a internet la sua opera verrà apprezzata da migliaia di appassionati fotografi come lui.
    “Una notte al giornale” è un’opera animata da un’idea narrativa tematica per la visione soggettiva di una realtà. Quando si dice soggettivo nel caso del reportage si intende dire che è la sensibilità dell’autore che sceglie la gerarchia dei valori simbolici espressi con il suo linguaggio fotografico. Il lavoro pone in primo piano il lavoro dell’uomo e in secondo, ma non meno importante, quello delle macchine. Il racconto fotografico ci porta dentro al processo lavorativo che porta il giornale dalla redazione all’automezzo che lo distribuirà nelle edicole. Il lavoro dell’uomo: quello intellettuale nel compiere un’azione informativa e quello tecnologico di governo delle macchine. Le macchine potentissime dal computer che impagina, alla rotativa che stampa e poi le altre macchine che velocemente ci portano il giornale sotto casa. Nelle immagini di Carlo Lucarelli si trovano rappresentati l’impegno e la responsabilità umana nel condurre quest’attività mitica, insieme al maestoso e solenne apparato tecnologico che sta dietro a un giornale stampato.

  2. Carlo Lucarelli ha scritto nella sua nota introduttiva che documentare una notte al giornale è stato uno dei suoi sogni nel cassetto: l’entusiasmo e l’accuratezza dell'” impaginazione” nel presentare questo suo lavoro, ci dimostrano che è proprio vero!
    Sembra di vivere l’attività febbrile che sta dietro alla nascita di un quotidiano, tutto reso con un ottimo bianco e nero bilanciato e rigoroso. Davvero complimenti all’autore!!

  3. Lavoro di indubbio interesse che porta a rendere noto di quanto lavoro ci sia dietro ad un giornale. Ho avuto modo di vedere da studente; “qualche anno fa” e ne rimasi meravigliato ed entusiasta (teniamo conto che oggi con il computer si è alleggerito il lavoro almeno, nella composizione, a suo tempo gli articoli venivano composti con strisce di piombo fuso e l’articolo veniva scritto da grossi macchinari e poi composto pagina per pagina).
    Bel lavoro e complimenti all’autore per l’idea e realizzazione.

  4. Un ottimo lavoro documentativo. Grazie anche perchè mi hai riportato con la mente alla mitica giornata del 17 marzo 2011: che giornata straordinaria! Sarebbe bello rivivere un progetto simile.

  5. Una documentazione del luogo dove nasce il giornale, la notizia quotidiana che poi troveremo in edicola.Scorrendo le immagini,mi arriva una capacità fotografica tecnicamente buona non mi arriva la parte emotiva ,l’aspetto di appartenenza, prevale l’azione delle tecnologie il sollevamento con i muletti, la stesura meccanografica, mi manca un qualcosa che non so spiegarmelo, o forse me lo spiego , molto probabilmente tutti i luoghi di lavoro troppo meccanicizzati annullano l’aspetto umano.

  6. lavoro di indubbio valore che per Carlo come è stato detto è stato per molto tempo un sogno nel cassetto e, credo che però lo abbia tenuto anche per un po troppo nel cassetto, prima di renderlo pubblico attraverso concorsi, pubblicazioni ecc. Avevo già visto questo bellissimo lavoro che ci fa vivere proprio una notte frenetica al giornale che come si sa le notizie, specie di questi tempi, si rincorrono molto freneticamente costringendo gli addetti ad una scelta della notizia per la pubblicazione in tempo reale. Gli operatori che si occupano delle macchine sono anch’essi sottoposti al vincolo della consegna del lavoro all’ora prestabilita. Grazie Carlo mi hai coinvolto emotivamente rendendomi partecipe di questa attività che conoscevo ma non avevo mai visto.

  7. Riscopro il mio delegato regionale in qualità di fotografo, e mi fà particolarmente piacere!
    Ne “Una notte al giornale” Carlo ci fà riscoprire il fascino della carta stampata, così vicina anche alla fotografia.
    I mezzi moderni -pc, tablet, telefonini- tendono sempre più a soppiantare la versione cartacea del notiziario, la cui sequenza operativa è tuttavia perpetrata, tramandata, secondo consuetudini e modalità antiche.
    La riunione di redazione, la scelta delle notizie, l’impaginatura, sono le attività che portano alla definizione del pensiero dell’uomo, nello specifico della linea editoriale del giornale.
    E’ tramite la stampa che principalmente è stato possibile diffondere e tramandare la cultura, analogamente alla fotografia che ha permesso in tempi più recenti la possibilità per tutti di vedere persone e luoghi lontani e conservarne il ricordo.
    Queste attività sono state adattate con degli ausili moderni, ma le moderne rotative si basano su un meccanismo di funzionamento semplice e che non è variato nel tempo.
    Il frusciare della carta, l’imponenza dei rotoli di carta e dei macchinari, l’odore dell’inchiostro si intravedono nella sequenza delle immagini così’ come sembra sentire il rumore assordante. Le operazioni sono cadenzate dagli orari e dal ritmo delle macchine.
    Una attività che, come dicevo, appare sempre più anacronistica, soppiantata dalle versioni “on-line” dei notiziari, aggiornati in tempo reale.
    Perciò questo lavoro appare interessante oltre per la bella realizzazione, anche per il suo valore documentale, ben definito nel tempo da una data cara per tutti gli Italiani e per noi in modo particolare!

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