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Adino – di Alberto Raffaeli

Adino, Omaggio allo scultore Adino Amagliani

 fotografie di Alberto Raffaeli

 

Adino faceva il meccanico perché non sapeva di essere un artista. I pezzi del motore e i rottami gli riportavano alla mente situazioni e personaggi protagonisti della sua giovinezza.

 Un giorno ha iniziato a dare forma alle sue “visioni”.

Oggi la sua officina di Chiaravalle é una sorta di museo, dove ognuno puó ammirare queste meraviglie del riciclaggio e ascoltare da lui le storie fantastiche sul significato di ogni sua opera.

Realizzare un portfolio su Adino e la sua arte é stata un’esperienza che umanamente mi ha arricchito moltissimo.

 Grazie Adino!

 

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5 commenti

  1. “Adino” di Alberto Raffaeli è un’opera animata da un’idea narrativa tematica perché rappresenta la visone soggettiva del fotografo sul rapporto tra lo scultore e le proprie opere.
    Non c’è studio del processo creativo dell’artista ma la ricerca dei segni di paternità tra lo scultore e le sue opere. Il volto di Adino in particolare è posto in relazione con le sembianze antropomorfe delle sue sculture. Il tema affrontato ci pone di fronte alla visibilità dell’immaginario creativo dello scultore che ci attrae per la sua storia di artigiano meccanico che in età anziana si esprime assemblando i pezzi di macchine non più in modo tecnico ma ironico, curioso e divertente. Mi è capitato di incontrarne diversi di questi uomini dalla mani d’oro che sentono l’ebbrezza espressiva “giocando” con parti di macchina che fino qualche anno addietro sapevano aggiustare e far funzionare. Ho sempre sentito in loro il compiersi di una libertà mantenuta repressa tutta la vita e ho avvertito l’imbarazzo dell’esordiente che vuol capire se c’è riuscito a far qualcosa che piace anche agli altri. Raffaeli ha rappresentato questi sentimenti di Adino e con le sue composizioni ci ha fatto comprendere quanto queste sculture facciano ormai parte dell’immaginario individuale del bravo meccanico artista.

  2. Homo Ex Machina mi verrebbe da dire 🙂 ma nell’accezione positiva, ottime immagini con bella dose di ironia, l’autore delle sculture riesce come il fotografo, complimenti ad entrambi.

  3. Con quest’opera Alberto Raffaeli oltre a darci conferma della sua forza di autore pare proporci una riflessione sul valore del lavoro dell’uomo e delle sue capacità artistiche, spesso imprigionate dalla routine della vita.
    Sembra confermarci nella convinzione che il lavoro manuale ben realizzato sia frutto di immaginazione, intuizione e creatività.
    C’è nell’animo dell’uomo un propensione verso la ricerca della perfezione. Un sentire il bisogno di dar forma ai propri sogni.
    Nelle “visioni” di Adino Amigliani c’è la realizzazione di tale desiderio e grazie alla rappresentazione di Alberto possiamo comprenderne al meglio tutta la forza.
    Siamo testimoni di uno splendido ritratto d’autore.
    Complimenti!
    Orietta Bay

  4. …”Voglio dimostrare che le persone possono conoscersi meglio attraverso le cose che fabbricano,che la cultura materiale è importante tanto quanto quella intangibile, e che è possibile realizzare una vita più umana se solo si comprende meglio il processo del fare.”…Richard Sennett (L’uomo artigiano)
    Penso che queste parole possano esprimere ciò che Adino ha fatto, anzi è andato oltre,passando da artigiano-meccanico ad artigiano-artista.Ha saputo unire la sua conoscenza della materia,la sua abilità manuale con sensibilità e immaginazione per trasformarle in arte.
    Apprezzo molto la scelta compositiva delle immagini,dove sempre compare la figura dell’artista,quasi a voler testimoniare che in ogni opera,oltre il suo saper fare,c’è la sua anima.L’autore è andato alla ricerca del filo che lega l’opera a chi l’ha realizzata, come se questa fosse lo specchio del suo sentire.
    L’uso del bianco e nero non troppo chiuso aiuta a cercare nelle scale dei grigi gli elementi che danno forza e concretezza alle immagini.
    Complimenti all’autore e al protagonista.

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