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In ricordo di Elisa

Elisa Tomaselli, (Frosinone 1981-2020). Ci ha lasciato improvvisamente qualche giorno fa, aveva solo 39 anni, Elisa era emersa con forza e talento nel panorama della fotografia di strada italiana da qualche anno, raggiungendo in breve tempo una decisa riconoscibilità fotografica e l’attenzione di molte giurie che le hanno conferito premi di grande rilievo, come la selezione nel Italy Photo Award con il progetto “Natalia” nel 2019, il primo posto portfolio al London Street Photography Festival 2018 e il primo posto portfolio all’Umbria photo fest 2018 oltre ad altri significativi riconoscimenti.

Membro attivo del collettivo SPONTANEA e del collettivo Little Box, amministratrice di una delle più importanti comunità web sulla fotografia di strada “Street Photography in the World” e di quella su instagram “#womeninstreet”, i suoi lavori in poco tempo avevano immediatamente colpito gli osservatori, lasciandone profonda traccia e ammirazione.

La forza degli sguardi che ha catturato nel progetto, poi diventato libro, “Collecting soul my ordinary world” è prorompente ed indica chiaramente il senso con cui affrontava la strada, quella capacità di stare dentro il più possibile alla foto in stretto contatto con i soggetti da cui cercava di tirar fuori espressioni, sguardi, stati d’animo, al fine di dirimere i confini tra il suo mondo interiore e quello esterno. La ricerca dell’impatto emotivo era primaria in quanto con esso non solo mostrava il mondo intorno a lei che percepiva distante ed alieno ma anche la sua grande sensibilità di persona dolce, sincera e umile che provava a capirlo.

Nel giugno 2019 con il collettivo Spontanea ha realizzato il progetto HOME esposto a Perugia al Palazzo della Penna, ma Elisa non ha partecipato pur avendolo completato. Mi diceva delle sue difficoltà ad affrontare il tema anche perché sentiva necessario ritornare indietro nel tempo per immergersi in sensazioni perdute.

Sicuramente se penso ad “Home” mi vengono in mente le mie radici ed il progetto fotografico, seppur ancora in una fase iniziale, è il tentativo di portare alla luce i miei legami col mio paese natale. Vagando nelle viuzze polverose del paese e dei ricordi sono alla ricerca di me stessa e di quella che ero quando quelle viuzze e quelle stanze le respiravo e le vivevo”

Oggi ve lo presentiamo qui in anteprima, insieme alle sue foto più conosciute ed apprezzate. Il sentimento che fuori esce dal lavoro è la naturale prosecuzione del suo modo di sentire la fotografia.

Credo che la fotografia italiana abbia perso troppo presto un ennesimo talento che spero attraverso le sue fotografie non sia mai dimenticato.

Umberto Verdoliva

                                                                                                   

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