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Michele Montano – Le fotografie di Van Gogh e le Affinità Emotive

Le fotografie di Van Gogh e le Affinità Emotive

Una domenica in un tempo non ben definito mi sveglio di soprassalto tutto sudato e pensieroso, vado in bagno pensando di trovare lì un chiarimento, evidentemente mi sbaglio.

Cosa è successo vi starete chiedendo. E’ presto detto: per tutta la notte ho sognato di passare una giornata con Vincent Willem Gogh e fin qui tutto normale, può succedere, la cosa strana è che Vincent, mi permetto la confidenza ora che ci conosciamo, non usa il pennello o meglio non usa solo quello, il suo ritratto più celebre lo ha realizzato davanti a me con una nikkormat ed un 105… mi ha pesino chiesto di tenergli la candela, poi ha usato, per la stampa, una carta gradazione 4 scaduta per il suo stile.

Che bello ho conosciuto Van Gogh e gli ho fatto da assistente.

Ora un’altra cosa che non mi torna è che tra le foto di Vincent ne trovavo una, molto particolare, dal titolo Number 14: Gray. Aspetta un attimo, ma questo è il nome di un quadro di Pollock gli dico con tono scomposto. E lui con estrema calma mi dice semplicemente che la fotografia è un’idea e le idee non hanno padroni, solo messaggeri.

Dopo il bagno quindi esco e, per chiarirmi le idee, me ne vado in giro a prendere luce pensando all’ultima frase di Vincent.

Da un’idea di Van Gogh, fotografie del sottoscritto che interpretano alcuni dipinti per mezzo di tonalità, colori, impressioni visive o semplicemente affinità emotive. Una serie di scatti che fanno il verso ad opere di maestri della pittura.

Ogni foto di questa serie sarà accompagnata idealmente da una canzone per ricordare Lucio Dalla molte volte presente, con la sua musica, durante la realizzazione dei miei scatti. Quindi, per osservare vi chiedo uno sforzo sensoriale ulteriore: ascoltate la foto con “il cielo” di Dalla.

Bene questa è Number 14: Gray, omaggio a Jackson Pollock

Michele Montano

 
 
 

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4 commenti

  1. Complimenti vivissimi anche a Michele Montano che inaugura la serie delle “Libere riflessioni”, sono riflessioni culturali che non approfondiscono libri o comunque non si riferiscono ad altri studi ma sono di spontanea ideazione su argomenti fotografici e attorno al fotografico, come in questo caso.
    “Le fotografie di Van Gogh e le Affinità Emotive” è pieno di leggera poesia, è giovane, vivace ed elegante come deve essere la Cultura.

  2. Bravo omonimo! Le nostre fotografie sono conseguenze di emozioni particolari. Se poi uno ha la fortuna di essere preso per mano da personaggi del calibro di Van Gogh o Pollock od altri, ha toccato il cielo con un dito. Se ciascuno di noi ha avuto la fortuna di accumulare nella memoria immagini di quadri e di foto di grandi artisti, le nostre emozioni davanti alla natura ed agli eventi provocheranno risultati di maggior qualità.

  3. Ognuno di noi, che decida o meno di esprimere la propria interiorità attraverso un linguaggio d’arte, porta con sè un immaginario costruito nel tempo dalle frequentazioni di libri, film, arti, persone e personaggi particolari. Credo che un qualche riferimento o una connessione a questo in quel che facciamo c’è sempre, consapevolmente o no. Interiorizziamo ciò che ci colpisce per renderlo poi altro.
    Ciao Michele e complimenti.

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