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Attesa di Alberto Polonara

La luce propone l’immagine , la mente  crea la storia che si palesa con una sua sequenza  logica, ma quanto generato da una luce effimera, si percepisce valido solo per quell’istante e, come un gioco nello spazio-tempo, ogni singolarità può trovarsi dove la mente la colloca, creando propri molteplici racconti.

In questo oscuro andamento, l’attesa diventa nostalgia del passato, il vissuto è di la da venire e  il futuro è  già dentro di noi.

 Alberto Polonara

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6 commenti

  1. Non solo le fotografe si esprimono con l’autoscatto! Alberto Polonara è un autore marchigiano abbastanza anziano per aver assimilato la tradizione fotografica della sua Senigallia e abbastanza giovane per spingersi ancora con entusiasmo a cercare dentro il proprio “Sé”. In “Attesa” egli attraversa il tempo vuoto che precede il momento amoroso. Attimi di spaesamento, di fragilità, e di autocoscienza in cui si perde, si cerca e si trova. Un genere d’opera complesso in cui è facile scivolare nel didascalico, l’autore gode di un indubbia libertà espressiva, sa cosa vuol dire e con la sue ideazioni di posa riesce con i simboli a comunicarci i propri valori e sentimenti.

  2. Autorappresentazione , l’autore gioca davanti all’ obiettivo , rappresentare la propria nudità anche se velatamente , non è facile. L’autore esprime due volte in assoluto una libertà psicologica e fisica , esce dagli schemi che ci impone il quotidiano ,scavalca vincoli , ma lo fa con garbo, trovo un bellissimo b/n una fotografia curata , e pensata , trame di luce e di ombre sul corpo e sugli oggetti filtrano quel sentimento di pudore che permane ancora. Complimenti all’autore

  3. Molto belle. Trovo che la cosa di maggior interesse sia – oltre lo svelarsi fisico segno del mettersi a nudo psichico, oltre la tecnica attenta – l’atmosfera di grande inquietudine che regna nelle immagini e che rivela il tormento che produrle ha generato nell’autore.

  4. Raccontare di sè è esercizio impegnativo e profondo che richiede forza e umiltà, pazienza e audacia, farlo con il racconto fotografico richiede anche maturità espressiva.
    Alberto ha saputo con la giusta scelta stilistica offrirci un lavoro di intensità e attraverso la verità e delicatezza dei momenti privati ritratti aiutarci a riflettere anche su noi stessi e le nostre “attese”.
    Complimenti e grazie per la condivisione
    Orietta Bay

  5. Il lavoro di Alberto Polonara si caratterizza, oltre che per una raffinata tecnica e delle intense quanto intime atmosfere, anche per la presenza di un leit motiv: la luce filtrata attraverso la tapparella che colpisce e in parte cela, quasi fosse una pudica tenda, il soggetto principale, quasi imprigionandolo in un gioco claustrofobico. Solo nell’ultima immagine questa tenda si alza e permette l’incontro liberatore. Uno squisito e raffinato racconto…Complimenti all’autore

  6. Un racconto fotografico ben costruito utilizzando sapientemente i giochi di luce e l’intramontabile bianco nero. L’autoscatto sarebbe l’occhio indiscreto che documenta quel “ve lo voglio dire ” dell’autore con i fotogrammi dell’inquietudine e l’emozione che sono suscitate dall’attesa di un un incontro d’amore. Complimenti Lugo

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