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Wanda Tucci Caselli, una passione fotografica lunga una vita.

Wanda Tucci Caselli, una passione fotografica lunga una vita.

 
Cari amici,
Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere.
È però doveroso rendere omaggio ad una appassionata di fotografia, che resterà nella storia della FIAF.

Wanda Tucci Caselli, socia da sempre del Circolo Fotografico Milanese, ci ha lasciato stamane, dopo una lunga degenza, che ha saputo affrontare con la forza d’animo e con la determinazione tutta femminile che le era propria. Fino all’ultimo ha lavorato alla preparazione del suo libro con una volontà che solo lei possedeva. Per gli amici e per quelli che l’hanno conosciuta non resta che far scorrere i ricordi. Per i più giovani, ma anche per chi come noi ha provato stima ed ammirazione per un’amica insostituibile, indichiamo l’indirizzo web

http://nuovo.fotoit.it/php/upload/04_intervista_tucci_caselli.pdf
che riporta un’intervista realizzata non molti anni fa da Cinzia Busi Thompson.
Ci uniamo con viva partecipazione al dolore dei familiari, dei soci del Milanese e di tutti i suoi amici.
Claudio Pastrone

Wanda Tucci Caselli 1965 fotografia di A. Lampertico

 
 
WANDA TUCCI CASELLI
Wanda Tucci Caselli è nata e vissuta a Milano, ed è stata per molti anni vice presidente del Circolo Fotografico Milanese, poi presidente, e infine presidente onorario.
Ha iniziato a fotografare nel 1956 con una fotocamera ‘Contina’ avuta in regalo; tutte le immagini dei primi anni sono ritratti, realizzati in un vicolo di Sestri Levante, luogo delle sue vacanze.
L’incontro con una fotografia più impegnata avviene quasi per caso, nel 1975… quando legge che a Bologna si terrà un convegno di donne fotografe e vi partecipa con entusiasmo.
Scopre così la FIAF, scopre il suo ‘Comitato Femminile’ ( che poi dirigerà per tre anni ) e comincia a frequentare il Circolo Fotografico Milanese.
Ha partecipato con successo a concorsi e manifestazioni fotografiche meritandosi il titolo di EFIAP.
Ha curato nel 1983 la pubblicazione del libro fotografico “Milano Effimera”.
Nel 1989, incaricata dall’Assessorato alla Cultura di Foiano della Chiana, ha raccolto in un volume dal titolo: “Furio Del Furia fotoamatore evoluto”, le immagini di un farmacista dello stesso paese deceduto nel 1932.
Nel 1995 ha seguito con interesse la ricerca fotografica di Daniele Ghisla concretatasi, a fine anno, nella realizzazione del volume: “L’itinerario ghiacciato di Daniele Ghisla”.
Nel 1996, sempre su incarico del Comune di Foiano, ha curato l’edizione di un volume sullo storico Carnevale locale dal titolo: “Immagini nuove per un Carnevale antico”.
Nel dicembre dello stesso anno ha ordinato le immagini scattate in quarant’anni da Mario Cattaneo ( Maestro della fotografia italiana ) sulla Fiera di Sinigallia in un volume dallo stesso titolo.
Nel 1997 ha esposto al Castello Visconteo di Galliate una mostra personale sul Carnevale di Basilea. Nel 1998 in occasione del cinquantesimo della fondazione della FIAF ha vinto il primo premio per le foto scattate nel decennio 1948-1958.
Nello stesso anno una sua fotografia è stata inserita nella selezione degli Alinari: “Italia, un paese unico”.
Nel 1999 ha ottenuto dal Fotoclub Firenze, il premio ‘Una vita per la fotografia’.
Sempre nel 1999, ha ottenuto dal comune di Sestri Levante, le sale di Palazzo Cambiaso per esporre la sua ultima mostra ‘Guendalina e la sua scuola di danza per baie e carruggi a Sestri Levante’.
Sue foto sono esposte in gallerie permanenti a San Paolo del Brasile, Puebla, Val de Bievres, Accademia Carrara di Bergamo e Museo della Fotografia di Brescia.
Mostre personali: Milano, Pisa, Recanati, Sicof 1983, Livorno, Taranto, Fabriano, Catania, Reggio Calabria, Lugano, Zagabria, Atene, Belgrado, etc…
Hanno scritto di lei Giuseppe Turroni, Carlo Belloli, Rinaldo Prieri, Ando Gilardi, Cesare Colombo, Giuliana Scimè.
Oltre trenta fotografie del Carnevale di Basilea le furono richieste, nel 1987, da Helmut
Gernsheim per la sua collezione privata.
Circolo Fotografico Milanese
 

  fotografia di Wanda Tucci Caselli

 .

da Walter Trucato - Mail Art
 

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7 commenti

  1. Ci sono persone che assumono un’importanza che va oltre all’ambito locale, perché nella loro vita hanno allacciato ampie e longeve relazioni umane. Wanda Tucci Caselli è sicuramente una di queste, la sua biografia lo testimonia!
    Io l’ho conosciuta la prima volta in occasione dell’invito ricevuto mi pare nel 1996, a condurre una serata al Circolo Fotografico Milanese di cui lei era Presidente. Una serata che ha avuto per me il sapore dell’iniziazione in FIAF e nell’ambiente fotografico nazionale, con in prima fila Lanfranco Colombo che benevolmente correggeva qualche mia incerta pronunzia del nome dei fotografi stranieri e Sergio Magni che mi incoraggiava.
    Ho pernottato nella mansarda nella quale Wanda ospitava gli invitati alle serate del Milanese, tantissimi negli anni hanno dormito in quella camera che si raggiungeva attraverso un corridoio pieno di sue bellissime fotografie. Lei è stata una fotografa dalla passione incontenibile, la si notava dai rullini fotografici disseminati tra gli oggetti d’uso quotidiano posti attorno al telefono domestico e dalla cura con la quale raccoglieva in album gli ingrandimenti delle sue opere.
    Anche Wanda è stata folgorata dalla scuola milanese di Giuliana Traverso e, a parte l’amore per il carnevale, i suoi soggetti sono stati spesso femminili: giovani ragazze nei carruggi di Sestri Levante e leggiadre spose tra i prati di Castelluccio di Norcia.
    Wanda ha dedicato tanto impegno per valorizzare l’opera dei fotografi lombardi, uno per tutti Mario Cattaneo che conobbi a casa sua in occasione dei lavori per la monografia di Autore dell’anno FIAF nel 1999 a lui dedicata. E poi i tanti incontri negli anni al “Centro proposte” durante la Presidenza di Giorgio Tani e nei Congressi ai quali lei non mancava mai.
    Grazie Wanda per avermi ascoltato e accolto tra i tuoi tanti amici.

  2. Wanda, una donna che non potremo dimenticare al circolo, sempre presente, volitiva e determinata nel proporre nuove idee ed iniziative, con poche possibilità di mediazione stante la sua fortissima personalità. Voleva sempre vedere le foto di tutti e le ricordava a distanza di tempo. A me è capitato più volte che mi chiedesse foto che non ricordavo di avere scattato, e in tempi non sospetti, quando la mia memoria ancora non vacillava. L’ultima volta che l’ho vista, circa un mese fa, e non era certo in buone condizioni, abbiamo parlato di fotografia e di progetti futuri per oltre un’ora. Stava preparando un libro sulla sua storia fotografica, che spero potrà comunque essere pubblicato con l’aiuto di tutti gli amici. Al circolo avevamo la sensazione che la sua volontà di vivere le avrebbe comunque fatto superare anche questa grave crisi. Purtroppo non è stato così e questo ci ha lasciato un vuoto che faremo fatica a colmare. Ciao Wanda, sarai sempre presente nei miei ricordi.

  3. …anche io ho avuto la fortuna di conoscere Wanda, sin dalla fine anni ’70 quando, per qualche stagione, sono stato iscritto al CF.Milanese. Ricordo in particolare una delle prime volte in cui ho sottoposto al suo giudizio alcune mie immagini (in cui credevo molto e che ricordo ancora bene): con gentilezza (e fermezza) mi invitò a “ripassare” dopo averle “sistemate”…!
    Da allora, ogni occasione di incontro è stato anche momento per rinnovarsi la stima e l’amicizia reciproche, e intavolare brevi ma profiqui scambi di idee.
    Negli anni abbiamo mantenuto un altro piccolo ma costante “momento di incontro” attraverso lo scambio degli auguri natalizi con nostre cartoline d’autore (mail-art): rileggere oggi queste sue piccole icone vuol dire anche recuperare significati profondi e un valore sentimentale intenso che vivifica il ricordo.
    Ne allego qui una, per condividerla con tutti: è tra le mie preferite, perché mi pare traspaia molto bene la sua passione per la fotografia, la sua costante attenzione, la sua personalità forte anche nel tempo che avanza imponendo i suoi nuovi/diversi ritmi.
    Che questa sua “presenza” possa essere ancora dono per il prossimo Natale.

  4. Mia adorata Wanda,
    Grazie per tutto quello che mi hai insegnato.
    Per le nostre lunghe chiacchierate di fotografia così interessanti da parlare per ore ed ore senza accorgersene.
    Mi ricordo di quando da ragazzina ancora liceale, mi feci accompagnare da mia madre a una serata del circolo quando ancora la sede era in Galleria del Corso vicino alla Scala.
    Non conoscevo nessuno ed apparivo smarrita quasi dubbiosa di essere venuta a una serata di fotografia.Fosti tu, bella , elegante, con una grazia innata e così gentile e disponibile a presentarmi e ad introdurmi al Circolo Fotografico Milanese.
    Ti prometto che cercherò di essere presente alle serate e di non correre sempre come al mio solito fermandomi a pensare, a riflettere sulle immagini.
    Ci siamo viste circa un mese fa quando ti avevano ricoverato nuovamente al Devoto, ci guardammo un bel libro di immagini e le commentammo insieme come eravamo solite fare.
    Quell’attenzione e cura del gusto e del dettaglio di un’immagine che avevi quando osservavi attentamente, non me la dimenticherò .
    Parlammo anche del mio viaggio alla fiera dei cammelli tra il 18 e il 24 novembre a Pusckar,nel Rajasthan. Avevi un po’ paura perché sarei partita come al solito da viaggiatrice solitaria e all’avventura.
    Ti avevo detto di stare tranquilla però perché nulla mi sarebbe accaduto:”wandina, ho sale in zucca, non mi metto in situazioni pericolose”.
    Non sai il rimpianto di non essere tornata da te subito dopo il mio viaggio per mostrarti le immagini dei venditori di cammelli e cavalli, ti sarebbero piaciute così tanto!
    Mia adorata , maestra di vita e arte, tante cose ho appreso da te, anche la testardaggine quando mi dicevi che non dovevo fissarmi su di un’immagine da esibire al Circolo. Alla fine trovavamo un accordo comune e però , come del resto facevi anche tu, l’immagine mia prediletta, ti costringevo ad esporla assieme a tutte le altre scelte da te.
    Ti ringrazio per tutto,splendida signora d’altri tempi!
    Che bello averti conosciuta e goduta tanto tra chiacchiere e immensa stima.
    Con tutto il mio cuore , non ti scorderò mai!
    Maja Galli. ( la tua allieva)

  5. Ci sono persone che non hai mai conosciuto personalmente, anche se hai avuto la possibilità di sfiorarle di essere spalla a spalla senza sapere chi era, ma di averle conosciute attraverso altre persone, ci sono donne che diventano esempi di forza di volontà, di costanza, di bravura e in un qualche modo le stimi e provi affetto per loro, anche per questo mi mancheranno.

  6. Anche se con un po’ di ritardo vorrei parlare un po’ di Wanda. Non posso dire che fossimo intime amiche, ma amiche sì.
    Lei era una persona speciale, molto speciale che ha dedicato la sua vita alla fotografia con serietà e dedizione. Sergio Magni, che andava a trovarla spesso all’ospedale, mi ha riferito che fino all’ultimo raccontava aneddoti legati al mondo della fotografia. Era anche una brava scrittrice e la biografia della sua infanzia (mai pubblicata ma girava tra gli amici) rendeva con pienezza la sua signorilità.
    Mi mancheranno le sue telefonate piene di speranza e mi mancherà lei come esempio vivente di quello che vuole dire essere una Signora della Fotografia.
    Arrivederci Wanda.
    cinzia

  7. Ho conosciuto Wanda in ospedale al Devoto, giugno 2012, persona molto
    Speciale, lucida, intelligente, piena di libri.
    È nato tra noi un feeling, mi consigliava libri, mi parlava della
    Sua malattia, serenamente, combattiva. La persi di vista in seguito
    Alla sua riabilitazione e quando la rividi in dicembre era stravolta ,
    Depressa per non poter più scrivere, che era il suo cruccio, l’aiutavo a mangiare
    Ma poi nei primi giorni di dicembre ebbi un incidente e la persi.
    Sono molto triste di apprendere che se ne è andata era molto speciale. Mirella volontaria AVO

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