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I Misteri, la processione lunga un giorno – di Arturo Safina

I Misteri, La processione lunga un giorno –  di Arturo Safina

Questa processione ha letto e fotografato in modo originale Arturo Safina. Safina appartiene alla grande tradizione dei fotografi siciliani che, da Sellerio, a Minnella, a Scianna, a Leone non hanno potuto eludere quella grande manifestazione umana che è la festa religiosa. “Che cosa è una festa religiosa in Sicilia ?” si chiede Sciascia. E così risponde usando una grammatica freudiana e pirandelliana : “E’ una esplosione esistenziale; l’esplosione dell’es collettivo, in un paese dove la collettività esiste soltanto a livello dell’es. Poiché è soltanto nella festa che il siciliano esce dalla sua condizione di uomo solo…”

Safina, in queste straordinarie 80 foto della processione dei Misteri di Trapani, ci fa vedere ciò che avviene nelle 24 ore del rito religioso. Ha fissato immagini umane, religiose e poetiche. Immagini di una comunità in un momento di pietà e di riconoscimento – estratto dalla presentazione di Vincenzo Consolo.

 
“I Misteri” La processione lunga un giorno, del fotoreporter trapanese Arturo Safìna.
Il volume racconta la processione del Venerdì Santo di Trapani, e racchiude una serie di immagini in bianco e nero, realizzate dal 1985. al 2008.
Il saggio introduttivo è stato affidato a Vincenzo Consolo, con una prefazione di Romano Cagnoni, fotografo toscano molto stimato nel mondo per i suoi reportage.
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4 commenti

  1. “I Misteri, La processione lunga un giorno” di Arturo Safina è un’opera narrativa tematica per la rappresentazione soggettiva che l’autore ha compiuto del tema.
    Le liturgie pasquali in Sicilia hanno radici antropologiche secolari e vanno oltre il significato religioso, infatti sono la celebrazione anche della identità collettiva della comunità cittadina. Esse sono pertanto momenti profondamente sentiti dalla gente che si esprime sia collettivamente, con le Congregazioni religiose, che individualmente secondo i modelli comportamentali dettati dalla tradizione e innovati dal costume.
    L’opera di Arturo Safina interpreta la liturgia del Venerdì Santo Pasquale di Trapani, con grande consapevolezza di ciò che sta interpretando con le proprie immagini fotografiche. In esse ritroviamo i segni del sentimento religioso popolare, già eloquentemente raccontato da altri grandi autori siciliani, e avvertiamo la sua necessità di andare oltre il già visto per rivelare i mutamenti comportamentali delle giovani generazioni.
    Safina ci offre delle visioni simboliche di particolare forza sia sulla tradizione che sulla modernità dei costumi , lo fa con uno stile fotografico di notevole pulizia formale, tenendo conto che non è fiction ma reportage, realizzato con grande perizia in un bianco e nero dalla purezza cristallina. Complimenti vivissimi all’autore.

  2. Ottimo reportage, immagini che descrivono genti di tutte le estrazioni sociali ed anche di costumi ( intesi come stili di vita personali ) diversi, ed anche di tutte le generazioni, uniti però nella manifestazione religiosa. Composizioni che ricordano i lavori di Scianna ed un bn ben utilizzato, complimemti all’autore 🙂

  3. Tratte dal suo libro, l’autore ci invia alcune significative immagini che offrono molti spunti di indagine e riflessione, più particolarmente mi piace soffermarmi sul concetto su cosa e come fare cultura nel mondo, qui inteso come dimensione dell’azione, espressione popolare di un identità e senso di appartenenza.
    La fotografia è in questo caso lo strumento privilegiato per sintetizzare valori.
    L’autore focalizzando la sua attenzione su questa manifestazione di fede del popolo non si limita a ritrarre i riti, i ruoli e le modalità operative necessarie al suo svolgimento e che affondano le loro radici nel passato, ma indirizza il suo sguardo anche al “mondo ancora in vita” fatto di luoghi e di persone che dialogano con la propria storia e comunità, regalandoci una preziosa testimonianza della nostra storia sociale e culturale.
    L’autore è nel cuore del piccolo cosmo che sceglie di raccontare e se ne fà travolgere, pur mantenendo una visione del tutto personale, ciò operando anche precise modalità espressive, e quindi immagini fatte di tratti essenziali ed incisivi efficacemente prodotte in bianco e nero.
    Molti complimenti !

  4. Non posso sottrarmi al dovere di “lasciare una traccia della mia presenza” in questa circostanza.
    L’amicizia che mi lega ad Arturo,ed al suo prezioso lavoro in quel di Trapani, mi invita a tornare alla sua e nostra “passione”.
    Vi suggerisco, allora, una visione interessata al dialogo muto degli sguardi, alla ricerca di un punto di vista (quasi di salvezza), al gioco delle presenze e delle assenze, all’eterno conflitto della luce e del lutto.
    Quest’esperienza è misteriosamente corale e parla all’intimo di ognuno di noi allorché vogliamo leggere i segni che, a volte, se fotografati, ci appaiono meno misteriosi e più – mi si perdoni il termine di natura teologica- “gloriosi”.

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