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PIERANNA GIBERTINI – Talent Scout

TALENT SCOUT

Agorà Di Cult sarà il percorso di visibilità dei 17Autori della Sezione Senior e 5 Autori della Sezione Giovani “Segnalati” dalla Commissione selezionatrice del Progetto FIAF “Talent Scout” che riunita il 12/04/2015 ha esaminato le opere pervenute da 87 autori (di cui 18 appartenenti alla sezione GIOVANI e 69 appartenenti alla sezione SENIOR).

Le finalità di questo Progetto sono quelle di dare ai Presidenti di Circolo Affiliato FIAF l’occasione di far conoscere il lavoro di quei soci che, pur distinguendosi per capacità e passione, non hanno mai provato a confrontarsi con la platea nazionale della fotografia italiana. Ogni Presidente ha avuto la possibilità di proporre un socio della categoria GIOVANI (di età inferiore a 30 anni) e un socio della categoria SENIOR (di età superiore a 30 anni).

 
 

PIERANNA GIBERTINI – Talent Scout

 
PIERANNA GIBERTINI (Senior) del Fotoclub Colibrì BFI (MO)
Autore segnalato al progetto Talent Scout della FIAF.
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La fotografia è una passione che mi accompagna da circa venticinque anni.
Il mio approccio alla fotografia si è nutrito di tutte le esperienze che hanno attraversato la mia vita; passando dalla fase della formazione sono arrivata alla realizzazione di mostre collettive e personali, work-shop con noti fotografi italiani.
Nel 1995 sono stata la fotografa di “ALICE” una rivista con redazione tutta al femminile che offriva uno spaccato della realtà modenese con lo sguardo delle donne.
Ho curato la parte fotografica dei volumi sull’Appennino Modenese collaborando con il noto fotografo Beppe Zagaglia
-Serramazzoni: storie e immagini ed. Fioranese 1995
-Appennino Modenese di Ponente ed. Fioranese 1996
Da circa quindici anni sono iscritta al Fotoclub Colibrì di Modena e questo momento di confronto e discussione mi ha stimolato ad una continua ricerca e modifica del mio modo di catturare la realtà.
Sono passata infatti da varie fasi: il paesaggio, le foto di viaggi, i ritratti, le ricerche dei particolari, i riflessi per arrivare ad una più recente indagine sulla linea pura, la geometria che si ritrova nell’architettura moderna.
Nel 2013 ho partecipato ad un laboratorio di fotografia creativa e concettuale ispirato al BLOW UP di Antonioni che ha dato vita alla mostra fotografica “Ai margini della realtà” (MARZO 2013 CASA dell’Ariosto, FERRARA).
Con lo stesso gruppo di lavoro, nel 2014, abbiamo lavorato intorno al tema dell’horror e del perturbante ispirandoci al film di KUBRIC Shining.
Il set dell’attività fotografica è stato un albergo chiuso per riposo stagionale a FIERA DI PRIMIERO.
Nel DICEMBRE 2014 abbiamo inaugurato la mostra
“GIALLO, NOIR E PERTURBANTE: INDIZI”
 

Le Opere

Foto singole, la Chiesa “Gesù Redentore” di Modena

 
 

Portfolio: “10 AVENUE MALOHA, LISBONA”

“Al sicuro nella conchiglia del condominio, come passeggeri a bordo di un aereo con il pilota automatico, erano liberi di comportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria personalità…”
“…un gigantesco zoo verticale, con centinaia di gabbie accatastate l’una sull’altra.
E allora, per cogliere il senso di tutti i fatti …bastava capire che quelle creature brillanti ed esotiche avevano
imparato ad aprire gli sportelli.”
Da il Condominium, romanzo di James G. Ballard pubblicato nel 1975.
Passeggiavo, per Lisbona …
Di fronte a me stava un condominio di quelli medio borghesi, che siamo abituati a vedere nei quartieri bene delle nostre città.
Grandi vetrate.
Cristalli, cemento, balconi che si affacciano sulla strada piena di vita e di rumore.
Il mio albergo era di fronte.
Il mio sguardo è passato oltre.
Una volta. Più volte. Distratto.
Poi è stato come ipnotizzato dagli echi della vita che scorreva dentro…
Ed ho scattato per catturare quelle storie.
Vita quotidiana. Vita vera.
Il luogo degli scatti è l’esterno di quel grande palazzo di abitazioni di 12 piani, e dall’inizio alla fine tutto avviene, rigorosamente e senza eccezioni, in questo luogo.
La mia attenzione è stata colpita da quei mondi in miniatura che appaiono completamente autosufficienti, specie di laboratori di inedite socialità colte nei momenti di vita quotidiana, piccola e minuta, semplice e lineare.
Il condominio è in fondo un arcipelago di isole. La relazione fra un’isola e l’altra è ostacolata dall’acqua che le separa e che difficilmente viene superata o prosciugata.
Così la diffidenza fra inquilini di uno stesso stabile, il desiderio di mantenere una certa privacy, anonimità, rende incolmabile il vuoto che si stabilisce fra un condòmino e un altro.
Il simbolo (ma per certi versi anche l’espressione concreta) di questa caratteristica dell’ambiente artificiale e tecnologizzato in cui vivono gli abitanti, è la verticalità di questi edifici che sembrano voler “colonizzare il cielo” ma che rimangono con le loro quotidianità minute rigorosamente legate alla terra.
 

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5 commenti

  1. Pieranna Gibertini è una fotografa modenese che ha ben assimilato il gusto estetico della scuola modenese del formalismo geometrico, nella fotografia di paesaggio e d’architettura.
    Nelle foto singole scattate alla Chiesa Gesù Redentore, dell’architetto milanese Mauro Galantino, l’intento artistico dell’autrice si è spinto con forza nel generare suggestioni molto lontane da quelle della realtà del luogo di culto, tendendo ad esprimere la propria visione soggettiva. E’ il mito di fare una fotografia autoreferenziale che viene dalle tendenze fotografiche del ‘900, ottenuta in questo caso con l’esasperazioni dei contrasti che riducono la gamma dei grigi, tendendo a valorizzare la grafica essenziale del soggetto.
    Il Portfolio “10 AVENUE MALOHA, LISBONA” è il frutto dello sviluppo della poetica dell’autrice ora tendente a raccontare la nuda realtà.Lo fa con la coerenza della gabbia concettuale del parapetto, in vetro e acciaio, rappresentato in costante proporzione, mentre cambia lo scenario di una disarmante vita domestica.
    Complimenti al percorso di Pieranna Gibertini capace di attraversare i mutevoli gusti che un lungo esercizio fotografico richiede.

  2. Pieranna Gibertini ci presenta una vasta selezione di opere con caratteristiche molto diverse.Nel primo gruppo di fotografie scattate nella Chiesa del Gesù Redentore di Modena, è evidente una ricerca quasi ossessiva del grafismo e dell’astrattismo, ottenuti con un uso molto aggressivo del b/n.
    Molto più efficace, a parer mio, il secondo lavoro sul condominio di Lisbona, in cui è presente una ricerca sulla vita delle persone che lì vi abitano, con la loro quotidianità, le loro gioie e i loro dolori: ogni immagine è un mondo a se e ogni singolo scatto potrebbe tranquillamente reggersi in piedi senza il supporto delle altre immagini. Una rappresentazione poetica e lucida allo stesso tempo della vita .
    Complimenti a Pieranna.

  3. Eccellente il lavoro di Pierina Gilbertini: soprattutto nell’uso del contrasto tra bianco e nero puri, con esplicita tendenza all’astratto. Le inquadrature sono pittoricamente equilibrate; figlie di un gusto compositivo consapevole e maturo.
    Da tenere presente che l’astrattismo grafico apparentemente può sembrare semplice ed elementare; invece segue regole compositive complesse, che arrivano… alla teoria dello “spazio pittorico”
    Le foto 6 e 11 usano un linguaggio espressivo diverso da tutte le altre; per questo le eliminarei dal lavoro.
    Il portfolio usa una tecnica diversa, più semplice di quella precedente.
    Ma ogni foto è un piccolo capolavoro di sintesi ed eloquenza espressiva. Nessuna foto è meno espressiva delle altre; ed incredibilmente, affrontando un soggetto che parrebbe scontato, ciascuna sa essere singolare e significativa.
    L’uso di un colore non particolarmente ricercato, nel caso specifico addirittura sottolinea la semplice quotidianità esistenziale dei soggetti.
    Semplicemente ma calorosamente “brava”.
    Vedendo queste speranze della fotografia italiana mi sento finalmente rincuorato.

  4. Un lavoro in bianco e nero estremo fatto di sole forme, l’altro con i colori della città e le persone protagoniste, in entrambi il rigore formale della composizione prevale e li rende molto simili. Precisione ed ordine nella forma architettonica senza i colori, dove l’uomo assente fisicamente è presente concettualmente perché è sua l’intuizione della linea funzionale e di bellezza sospesa. La stessa linea diventa finestra, parete d’acquario, ringhiera, schermo televisivo che contiene la vita come se vista in tv, quello degli spot, noi siamo perché ci riconosciamo quando ci specchiamo. Bravissima la fotografa modenese, precisa e rapida (la retta è il modo rapido per congiungere due punti) come i suoi concittadini che sanno fare grande meccanica ed andare veloci nella vita.

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