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La mia ragazza – di Maurizio Ligabue

La mia ragazza

di Maurizio Ligabue

 
 
 
 
L’opera è stata realizzata nell’ambito del progetto organizzato dal C.F. Grandangolo di Carpi (MO) “Futura, storie di donne” ideato e diretto da Antonella Monzoni.

 
La mia ragazza… c’è
C’è nei momenti felici
C’è nell’educazione del figlio
C’è quando serve il confronto
C’è quando serve fermezza.
Volgo il mio sguardo e lei c’è.
 
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8 commenti

  1. “La mia ragazza”, di Maurizio Ligabue, è un’opera animata da un’idea narrativa tematica per la narrazione soggettiva d una figura femminile.
    Dalla presentazione scritta dall’autore comprendiamo che la donna, soggetto dell’opera, è un proprio congiunto.
    Quando il valore simbolico privato viene comunicato pubblicamente, inevitabilmente esso subisce un mutamento di senso, perché ogni cosa da familiare viene letta dall’immaginario collettivo.
    In particolare quest’opera costruisce l’identità del soggetto attraverso: gli indumenti, la gestualità domestica, gli oggetti segno di un legame amoroso, gli atteggiamenti di momenti privati.
    L’opera ha un intento celebrativo che ovviamente funziona per la coppia. Dal punto di vista universale, resta la conoscenza del modello femminile che il soggetto impersona: una donna contemporanea presa da mille impegni che ama la vita domestica; ormai normalmente ridotta a poche ore giornaliere.
    Complimenti a Maurizio Ligabue per averci donato, con il linguaggio del frammento, un’efficace narrazione intima che ci parla, con fresco realismo, della donna vista nei suoi preziosi momenti domestici.

  2. Un lavoro molto intimo quello di Maurizio, che ci fa scoprire i propri sentimenti per la moglie con occhio attento e sensibile.
    Con eleganza stilistica ci racconta per frammenti la quotidianità di questa donna al suo fianco.
    Grazie Maurizio per le tue immagini cariche di riferimenti narrativi.
    Valeria
    Gruppo Fotografico Grandangolo BFI Carpi

  3. Ho avuto l’opportunità di conoscere Maurizio e vedere esposto questo lavoro nell’ambito del progetto “Futura, Storia di Donne”, in occasione della Penisola di Luce del 2015. E’ un lavoro che esprime tanto Amore e Sensibilità… complimenti a Maurizio.

  4. A volte, per dire delle cose bellissime e profonde, bastano poche parole, dette in semplicità.
    Il valore di questo lavoro sta proprio nell’approccio semplice e senza sovrastrutture che ne avrebbero rovinato il risultato.

  5. Grazie Direttore,e grazie anche a tutti voi!!
    Per me è stato un lavoro importante,
    un esperieza molto costruttiva,
    che per le persone incontrate va oltre il valore fotografico.

  6. Una volta l’album di famiglia le si teneva nel cassetto del mobiletto, lo si tirava fuori per mostrarlo ai parenti e agli amici perché solo loro potevano far parte dell’intimità di una fotografia strettamente personale. Lo si faceva con pudore, permettendo l’accesso ad un proprio sentimento. Quando questa immagine di famiglia diventa pubblica e si mostra senza pudore ma con l’ardire di un’inquadratura che deve raccontare si finisce per fare male la fotografia, non comprendo quindi i tanti elogi di estranei (forse mi sbaglio perché loro sono amici e sono parenti?) scusate ma non sono per nulla solidale anche se è il lunedì pasquale.

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