ArchivioDai tavoli di portfolio

GLORIA – di Paolo Ferrari

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“Glòria1 s. f. [dal lat. gloria].

– 1. Fama grandissima, onore universale che si acquista per altezza di virtù, per meriti eccezionali, per atti di valore, per opere insigni: meritare, procacciarsi, acquistare gloria, o la gloria; aspirare alla gloria.

Glòria2

– 2. Nome proprio di persona italiano femminile. Nome diffuso innanzitutto, in ambiti cristiani, è principalmente un riferimento alla gloria divina; vi è poi l’accezione augurale, con la quale è in uso dal Medioevo”

 

“GLORIA” è una storia. Una storia d’amore. La storia di un amore vero. Più vero di tanti altri. Ma che per tanti altri non può essere chiamato amore. Ciò che non si conosce viene additato come diverso e fa paura. Viaggiate, leggete, acculturatevi e aprite la vostra mente. Solo così un giorno sarete in grado di capire, avvicinarvi e vedere. Nulla più che una bellissima storia d’amore. La storia di Gloria.

GLORIA

 di Paolo Ferrari

 

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7 commenti

  1. “GLORIA”, di Paolo Ferrari, è un’opera narrativa artistica perché indaga nelle pieghe della realtà con l’ausilio della finzione.
    La finzione non è una realtà falsa è una realtà virtuale perché intrattiene veri rapporti con il reale.
    Ricorrere alla finzione per narrare una storia di una coppia omosessuale ha lo stesso senso che può avere un film girato per lo stesso fine. Occorre pertanto l’ideazione di una storia e del messaggio che si vuole comunicare. Una volta stabilito le finalità occorre ideare le scene e la trama della sequenza.
    La struttura visiva dell’opera è data da una sequenza di dittici coerenti nella gabbia concettuale, presentando nella prima immagine uno scenario e nella seconda un frammento tratto da quello scenario.
    La storia è semplice nel mostrare una coppia che si incontra negli ambienti pubblici frequentati dai giovani, la narrazione si svolge lasciando il lettore nella tranquilla visione di una storia come tante di una coppia etero sessuale, poi solo nell’ultima immagine si rivela che il compagno di Gloria è una ragazza.
    Nonostante la sua semplicità il portfolio si compone di una doppia narrazione: il quotidiano e la coppia.
    Il dittico evidenzia le due trame narrative e le intreccia nei loro caratteri salienti.
    Complimenti a Paolo Ferrari perché è sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e sente l’urgenza di affrontare temi delicati e di grande attualità manifestando una grande umanità e rispetto del mistero che c’è sempre dentro ad ogni storia esistenziale.

  2. Davvero un buon lavoro nato e generato da un’idea di fondo narrativa.
    Tutte le foto sono collegate stilisticamente e dalla terza persona , tranne l’ultimo dittico e forse può essere un neo del portfolio. A cosa penserà? Dipende dalla visione e dall’opinione sul tema del lettore dell’immagine. A voi la scelta.
    Complimenti.

  3. Questo racconto tramite fotografia di una storia d’amore mi porta inevitabilmente al fotoromanzo, un’invenzione editoriale italiana poi esportata in altri parti del mondo, diventata negli anni dopo la guerra, ma soprattutto nei sessanta e settanta, un vero fenomeno di massa. Considerato un sottoprodotto culturale per le storie narrate ed il modo di rappresentarle, scarsamente analizzato come prodotto fotografico ma sotto questo aspetto invece sarebbe il caso di rende giustizia ai bravi professionisti. I circoli fotografici dovrebbero riconsiderali come opere degne di attenzione e approfondimenti, come fatto dal fotografo, scrittore e ricercatore Roberto Roda nel suoi saggi “Fotoracconti, fotoromanzi sperimentali e realizzazioni foto narrative” per il Centro etnografico e non solo dal 1980 al 2011.
    La “zummata” sul particolare è un espediente tipicamente di editing per fotoromanzi e fumetti.

  4. Faccio i complimenti a Paolo, perchè con semplicità ci mostra l’atteggiamento che tuttora assumiamo quando ci troviamo di fronte ad una coppia omosessuale.
    Lo sguardo della terza persona raffigurata che indugia il suo sguardo sulla coppia, è solo di apparente curiosita’?
    Forse perchè non siamo ancora tanto abituati a vedere coppie del genere.
    O c’è anche altro?
    Traiamo giudizi, di qualsiasi tipo, sulla cosa più bella e naturale del mondo che è l’Amore tra due persone?
    C’è qualcosa di diverso negli atteggiamenti, nemmeno tanto affettuosi della coppia, rispetto agli stessi di una coppia “normale”?
    Siamo diversi nei comportamenti rispetto alla terza persona che compare nelle immagini, o anche noi di fronte a queste coppie indugiamo gli sguardi ad osservare, a cercare….chissà cosa?
    Dicono che la Fotografia più che dare risposte deve porre delle domande.
    Ebbene io me ne sono già poste più che a sufficenza.

  5. Ringrazio di cuore il Direttore del Dipartimento Cultura della FIAF Silvano Bicocchi, onorato della sua grande considerazione e orgoglioso per questa nuova pubblicazione, conscio della bella opportunità concessami di mostrare il mio lavoro ad altri, consentendomi di arrivare anche a voi qui su Agorà.
    Ringrazio coloro che hanno voluto lasciare un loro mesaggio consapevole che tutte le parole che avete scritto sono per me un feedback davvero importante.
    In particolare ringrazio l’amico Gabriele Bartoli per avermi regalato i brividi dell’emozione con le sue bellissime parole. Parole che dimostrano che quel che volevo arrivasse è arrivato. E per un autore capire che il proprio pensiero è arrivato così chiaro e diretto è davvero importante.
    In ultimo, ma non per importanza, ringrazio il mio Club, il PhotoclubEyes, che mi consente di crescere ogni giorno per merito di un gruppo che vale davvero la pena di essere vissuto sia come fotografo che come persona.
    Grazie ancora a tutti.
    Paolo Ferrari

  6. Sono piccoli sussulti i lavori di Paolo Ferrari, entra in punta di piedi nelle vite dei suoi soggetti, ricreando storie universali, semplici e quotidiane.
    Oltre a questa opera mi colpisce il percorso dell’autore, sempre dedicato a quella sfera insondabile che fa capo al “cuore”, senza mai perdere di vista l’impatto emotivo che i sentimenti procurano, nel bene e nel male.
    Mi auguro che questa sua leggerezza emotiva non si disperda, ne perderebbe di significato.

  7. Gabriele Bartoli ha espresso al meglio anche il mio pensiero.
    I lavori di Paolo assomigliano ai vini invecchiati dal sapore forte, dopo i primi sorsi quando meno te lo aspetti resti inebriato dai sapori del retrogusto.
    Devo ammettere che mi diverte scovare nei sui lavori i diversi significati nascosti.
    Grazie alla sua grande passione per la fotografia e al suo occhio attento propone uno scatto mai banale e particolarmente riflessivo.
    Tecnicamente e stilisticamente molto attento, nulla è mai dettato dal caso nella sua scena.
    Faccio a Paolo i miei complimenti.
    Un orgoglio per il nostro PhotoclubEyes.

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